Prima pagina

 
 
COMMENTI RELATIVI ALLA  SITUAZIONE
 
 POLITICA ITALIANA
 
Trauchbergstr. 6
81539 München
Tel: 08969359185
Telefonino: 017628158661
e-mail: mtrapanaro@t-online.de
 
Da "mtrapanaro@t-online.de" <mtrapanaro@t-online.de>
  (Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)
Data 04/09/10 10:15:06 pm
A "sandra" <sandra.cartacci@t-online.de> , "Nicola.Marangoni" <nicola.marangoni@gmail.com> , "vinca" <vincalenne@googlemail.com> , "NicDiazzi" <NicDiazzi@aol.com> , "Tommaso.Pedicini" <tommaso.pedicini@lycos.com> , "Alessandro Holthaus" <alexander@woodenstars.net> , "ambra sorrentino" <ambra.sorrentino@gmail.com> , "Cianelli Fiorenzo" <fiorenzocianelli@gmx.de> , "egle maiolo" <e-m-wenzel@t-online.de> , "elfi padovan" <elfi.padovan@gmx.de> , "Ilaria Furno" <furnilaria@web.de> , "paolo sala" <paolo.sala@arcor.de> , "Tiziana Gentili" <info@tiziana-gn.com> , "Venier, Mauro" <mvenier@gmx.de> , "Vladimira Vodopivec" <vladimira.vodopivec@mytum.de> , "clara" <Clara51@t-online.de> , "Concetta Vacante" <concetta.vacante@googlemail.com> , "Cosimo Carniani" <cosimoc79@googlemail.com> , "Daniela Di Benedetto" <daniela.dibenedetto@googlemail.com> , "gianfranco" <tannino@tannino.de> , "Gianni Minelli" <gminelli@t-online.de> , "Giulio Bailetti" <giulio_bailetti@gmx.de> , "Marcello Tava" <marcellotava@yahoo.com> , "marinella vicinanza-ott" <maviott@
Oggetto Fastidiosi preconcetti?
 
Torna alla lista
Headers

Immagini Inline

Larghezza font variabile

Abilita Script

Apri nella Nuova Pagina

Abilita Immagini Offsite
*

 
 
To_view_full_html_email_click_here  La Germania che conobbero le prime generazioni di emigranti era palesamente xenofoba, sopratutto nei confronti dei musulmani che nella stragrande maggioranza venivano rappresentati dai turchi. Questi erano odiati dai tedeschi in quanto portatori di una cultura diversa dalla loro che, seppure in termini e forme edulcherate, la consideravano "superiore". Ciò accadde perchè i primi due-tre decenni dalla scomparsa violenta del regime nazista non erano bastati ad estirpare il germe del nazionalismo nella mentalità dei tedeschi tanto è che non pochi gerarchi presidiavano ancora nella Magistratura, nelle Forze Armate e nelle Università. 
Senza dubbio alcuno la Germania contemporanea è migliore di quella che i tedeschi avevano portato avanti fino alla fine degli anni ottanta. Quando pressato, dai primi segni di cambiamento epocale ormai in auge con la globalizzazione dell'economia del nascente neoimperialismo, il socialismo reale implodeva e simbologicamente con il crollo del muro di Berlino veniva a cessare definitavamente anche la guerra fredda. La quale aveva incubato tutta la sedimentazione del nazionalismo dell'ottocento responsabile delle due guerre mondiali della prima metà del Novecento e collante fra Stato e luteranesimo e fra proletariato e industrializzazione. Senonchè, tale stato di cose diventato ormai asfissiante divenne ben presto bersaglio della contestazione del movimento studentesco organizzato da Rudi Dutschke e dalla sinistra extraparlamentare degli anni settanta che identificando nella defascistizzazione della mentalità i tedeschi avrebbero potuto scoprire le qualità etiche e politiche della de mocrazia e la tolleranza. Riprendendo le negative valutazioni di Marx sui tedeschi che a suo dire erano carenti di qualità filosofiche essendo degli imitatori dei pensatori francesi, la contestazione riuscì a circoscrivere la terribile piaga nazionalista e a suotere alle fondamenta le sovrastrutture dominanti. Disincantati e sospinti nella decadenza si ebbe un vera e propria caduta degli dei allorchè le ragioni del profitto portava gli industriali a doversi sottomettere la politica per dar luogo ad una nuova rivoluzione che avrebbe rinvigorito il sistema capitalista facendolo uscire dalle ristrettezze del mercato finora conosciuto: la new economy e la conseguente globalizzazione. Contestazione e globalizzazione, agendo separatamente ognuno nel propio periodo storico, hanno fatto sì che i tedeschi riformulassero la propria mentalità seppellendo ogni traccia di nazionalismo per rifarsi una immagine più ammaliante proprio di fronte a quei paesi oggi emergenti ma ieri avversati per cui è necessaria l'adozione di un atteggiamento più consone al conseguimento dei propri interessi economici. 
Per tale ragione in una intervista rilasciata ad un quotidiano turco Angela Merkel ha definito "Unsinn" la tardo-xenofobia di Thilo Sarrazin per cui i tedeschi rischiano di perdere le proprie capacità genetiche a causa della "stupidità" dei tantissimi musulmani che vivono ormai da molti anni in Germania. Eppure, ciò che Sarrazin sostiene apertamente e con tanto coraggio visto che sta per perdere il posto alla presidenza della Bundesbank e di essere ovviamente espulso dalla SPD non è proprio del tutto una idiozia: i tedeschi la pensano come lui ma per convenienza non lo possono dire pubblicamente. E io lo sottosrivo appieno, convinto come sono che i tedeschi per essere rimasti potenti economicam ente non potevano che operare come e più di prima incentivati in se stessi dal proprio orgoglio e fede luterana, come popolo e Nazione per rimarcare la propria superiorità culturale nel senso di razza, estetica ed idioma. Quindi, possono essere dei fastidiosi preconcetti? No, dietro questo aspetto assolutamente no se la questione è inserita in un contesto interno al sistema stesso in cui la riesumazione postera della xenofobia viene concepita e suffragata dalla natura stessa del potere che è la sorgente primaria del razzismo e di altre degenerazioni etiche. Ed è semplicemente ipocrisia e mistificazione la tesi dei fautori del multiculturalismo perchè cercano di calare un velo davanti ai propri occhi per non sentirsi ostaggi delle proprie contraddizioni che sono i limiti del sistema capitalista. Diversamente, un NO al razzismo di Sarrazin è un NO obbiettivo alla Germania ammantata ipocritamente di "tolleranza" alla diversità, ma è un NO in senso lato al sistema capitalista e di ogni forma di potere esistente se tale No proviene dalle file degli antagonisti neocomunisti e libertari!
 
Michele 
 
 
 
Da Concetta Vacante <concetta.vacante@googlemail.com>
  (Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)
Cc tannino@tannino.de , peppino <loiudice@infogrottole.it> , Giulio Bailetti <giulio_bailetti@gmx.de> , Walter Tagliabue <tagliabue@gmx.de> , Gianni Minelli <gminelli@t-online.de> , Mattarei Norma <Norma.Mattarei@caritasmuenchen.de> , Pierangela Hoffmann <pierangela@gmx.de> , "Venier, Mauro" <mvenier@gmx.de> , Alessandro Holthaus <alexander@woodenstars.net> , egle maiolo <e-m-wenzel@t-online.de> , elfi padovan <elfi.padovan@gmx.de> , Ilaria Furno <furnilaria@web.de> , paolo sala <paolo.sala@arcor.de> , Tiziana Gentili <info@tiziana-gn.com> , Vladimira Vodopivec <vladimira.vodopivec@mytum.de> , Biagio Longo <biagiolongo@web.de> , clara <Clara51@t-online.de> , Cosimo Carniani <cosimoc79@googlemail.com> , Daniela Di Benedetto <daniela.dibenedetto@googlemail.com> , Marcello Tava <marcellotava@yahoo.com> , marinella vicinanza-ott <maviott@arcor.de> , Paolo Gatti <pagattolo@hotmail.de> , sandra <sandra.cartacci@t-online.de> , Sante Recca <mail@sante-recca.com> , vittorio spano <vistespa@online.de>
Data 02/08/10 2:23:20 pm
A "mtrapanaro@t-online.de" <mtrapanaro@t-online.de>
Oggetto Re: Inconcludenza e sgomento
Allegati :  
 
 
 
 

horizontal rule

default.htm
La vostra discussione richiederebbe più tempo, perchè tanti sono gli argomenti che affrontate, ma in questa settimana ho mia sorella con i bambini e niente tempo per gli approfondimenti. Solo due cose mi urge dirvi :
1. quella che tu nomini e cioè la legge elettorale tedesca era ovviamente, almeno nella sua parte proporzionale quella che l'italia ha avuto dal 1948 al 1994. So che è ovvio per voi ma non dobbiamo mai  dimenticare che ci sono giovani iscritti in questo partito.
2. occorre ripristinare il voto di preferenza, ma su questo, e spero fortemente che il futuro mi dia torto, temo che tutti i partiti si siano abituati alla regola ferrea del " Porcellum".
Cari saluti
cetti
 
 
a <tannino@tannino.de>
  (Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)
Data 02/08/10 9:33:44 am
A <mtrapanaro@t-online.de> , "'peppino'" <loiudice@infogrottole.it> , "'Giulio Bailetti'" <giulio_bailetti@gmx.de> , "'Walter Tagliabue'" <tagliabue@gmx.de> , "'Gianni Minelli'" <gminelli@t-online.de> , "'Mattarei Norma'" <Norma.Mattarei@caritasmuenchen.de> , "'Pierangela Hoffmann'" <pierangela@gmx.de> , "'Venier, Mauro'" <mvenier@gmx.de> , "'Alessandro Holthaus'" <alexander@woodenstars.net> , "'egle maiolo'" <e-m-wenzel@t-online.de> , "'elfi padovan'" <elfi.padovan@gmx.de> , "'Ilaria Furno'" <furnilaria@web.de> , "'paolo sala'" <paolo.sala@arcor.de> , "'Tiziana Gentili'" <info@tiziana-gn.com> , "'Vladimira Vodopivec'" <vladimira.vodopivec@mytum.de> , "'Biagio Longo'" <biagiolongo@web.de> , "'clara'" <Clara51@t-online.de> , "'Concetta Vacante'" <concetta.vacante@googlemail.com> , "'Cosimo Carniani'" <cosimoc79@googlemail.com> , "'Daniela Di Benedetto'" <daniela.dibenedetto@googlemail.com> , "'Marcello Tava'" <marcellotava@yahoo.com> , "'marinella vicinanza-ott'" <maviott@arcor.de> , "'Paolo Gatti'" <pagattolo@hotmail.de> , "'sandra'
Oggetto AW: Inconcludenza e sgomento
 
 
è proprio questo il punto. Nel PD abbiamo avuto l'esperienza Veltroni che ha
puntato sul bipolarismo cercando cosi di sottrarsi ai ricatti dei vari
partitini che misero in ginocchio il governo Prodi, raggiungendo tra l'altro
un buon traguardo di circa il 34% dei voti, tenendo conto che era la 1a
uscita del PD in campo nazionale e che molti ex dell'uno come dell'altro
partito, potrebbero essersi astenuti perché non del tutto convinti di questo
progetto unitario.

Pochi giorni fa D'Alema ha detto (a proposito di ciò che sta avvenendo a
destra, almeno cosi riporta il Corriere della Sera), che il bipolarismo è
finito. 

Vorrebbe dire che si dovrebbe ritornare alle coalizioni litigiose, far
rinascere il Centro, far rinascere Casini e la politica dei due forni
andreottiani. Potra attingere a sua piacere una volta a destra una volta a
sinistra e far parte di qualsiasi governo futuro. 

Entro Settembre potrebbe accadere la caduta del governo berlusconi, si
rimescoleranno le carte e ci saranno tanti salti della quaglia, tanti
parlamentari del PDL improvvisamente si lamenterannao della mancanza di
democrazia nel partito di Berlusconi, che non ha mai tenuto un congresso,
etc.etc..esattamente quello che sta avvenendo in anticipo con il gruppo
finiano. Vedrai di cosa saranno capaci certi ns parlamentari.

Vorrei aggiungere che in parlamento al di fuori del PD, tutti gli altri sono
"partiti at personam".

La PDL è di Berlusconi, la Lega di Bossi, l'IDV di Di Pietro, la UDC di
Casini, e la chiamano democrazia all'italiana. E`quindi necessario che
almeno si modifichi l'attuale legge elettorale che permette ai capipartito
di ricattare i propri parlamentari, se questi non ubbidiscono non verranno
più messi in lista alle prossime elezioni.

gt

-----Ursprüngliche Nachricht-----
Von: mtrapanaro@t-online.de [mtrapanaro@t-online.de] 
Gesendet: Sonntag, 1. August 2010 23:02
An: tannino@tannino.de; 'peppino'; 'Giulio Bailetti'; 'Walter Tagliabue';
'Gianni Minelli'; 'Mattarei Norma'; 'Pierangela Hoffmann'; 'Venier, Mauro';
'Alessandro Holthaus'; 'egle maiolo'; 'elfi padovan'; 'Ilaria Furno'; 'paolo
sala'; 'Tiziana Gentili'; 'Vladimira Vodopivec'; 'Biagio Longo'; 'clara';
'Concetta Vacante'; 'Cosimo Carniani'; 'Daniela Di Benedetto'; 'Marcello
Tava'; 'marinella vicinanza-ott'; 'Paolo Gatti'; 'sandra'; 'Sante Recca';
'vittorio spano'
Betreff: Re: Inconcludenza e sgomento


Caro Gianfranco,
uno dei problemi che rende incapaci gli italiani di darsi una politica
confacente ai propri bisogni che sono innanzitutto economici è quello di
guardare troppo al proprio ombelico, ignorando ciò che accade all'estero
e, in primo luogo, nel paese più ricco dell'Europa, quale è la Germania,
il paese in cui viviamo. In questo paese, il cui sistema elettorale è un
proporzionale con sbarramento al 5%, in occasione di elezioni il partito
corre solo per sè, presentandosi ai propri elettori senza essere
coalizzato con altri. Dopo le elezioni accade che se il partito
vincitore non ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti allora e solo
in quel preciso momento sonda il terreno per allearsi con uno o più
partiti che potrebbero condivedere il suo programma politico. Tale
regola di comportamento elementare potrebbe valere anche per i partiti
italiani qualora i relativi gruppi dirigenti si ricredessero sulla
antica tradizione di accaparrarsi il maggior numero possibile di partiti
e partitini giusto per non scontentare nessuno e, come se non bastasse,
prima delle elezioni! Questo modo antico di coalizzarsi prima di recarsi
alle urne è, dopo la riforma dell'odierno sistema elettorale, il
problema dirimente!
Se vi si riflette, e in Italia lo si fa poco, si desume che il modo di
fare del PD, cioè di rinunciare a priori all'autosufficienza, quasi
dando per scontato che mai otterrà la maggiornza assoluta, è
politicamente stupido. Se scende in campo non da solo ma insieme ad
altri partiti si presenta limitato, anchilosante, e, in ultima analisi,
oggettivamente incapace di governare. Non viene capito che la funzione
di una immagine pervasiva incentrata sull'autodeterminazione non può che
essere valutata positivamente dall'elettorato riponendovi la propria
fiducia. L'alternativa a Berlusconi si fonda, assieme alla riforma
elettorale, sull'autosufficienza e non sull'autocommiserazione. Detto
questo, va da sè che l'unica possibilità di riformare l'Italia
radicalmente risiede sulla propria capacità di autorappresentazione che
fa a meno di altri per poter attuare il programma politico: riforme
strutturali per poter avviare una conseguente trasformazione della
mentalità anti-Stato e amorale degli italiani.
Michele     



Caro Michele,

concordo con gran parte della tua analisi e questo mi rallegra molto.
Niente
polemiche e solo asciutta analisi e a sinistra questo è già un successo.
Dicevo ieri a Sandra che anche le analisi di Tava su Rinascita Flash mi
trovano in gran parte d’accordo. Cosa manca allora? Mancano le proposte.

Cosa fare? Cosa proporre per ripartire e fare del ns Paese una
democrazia
moderna? La ns debolezza è anche dovuta ai numeri, quelli che servono
per
avere una maggioranza parlamentare. 

 L’esperienza Prodiana fu quella di unire intorno ad un programma
politico
comune (composto di 360 pagine, sicuramente troppe) diverse forze
politiche.
Qualcuno che voleva contare di più (tipico italiano) pensò bene di poter
fare a meno di quella precaria unità politica pensando nel suo cervello
chissà quale spostamento a sinistra avrebbe creato. 

 Oggi lo sappiamo: creò l'avvento definitivo di Berlusconi.

Era errato allora unire le forze democratiche intorno ad un programma
comune? Cosa si offre in alternativa? 

Per il momento c’è solo la corsa a proporsi come capo coalizione, prima
Vendola, ora la Bonino, da parte mia ammiro Bersani che non viene preso
da
questa tarantola della prima donna. Ammiro sempre di più gli umili, per
educazione ho allergia alle prima donne, sono per la collegialità. Si
propongono alla maniera di Berlusconi, noi dovremmo appoggiare loro, ma
è un
programma politico che deve essere appoggiato non una persona, quella la
si
può scegliere in un 2° tempo.

Interessante leggere che Di Pietro accetti oggi ciò che aveva promesso
(ma
non mantenuto) con Veltroni, unire le forze in un unico gruppo politico.
Scusate ma qui mi devo prolungare.

Secondo me la nascita del PD era la conclusione logica dell'esperienza
fallita dell'Ulivo, unire all'interno di un unico soggetto politico le
forze
democratiche e riformiste del Paese, non permettere piú che queste,
essendo
separate e avendo tante teste decisionali, potessero mettere in crisi un
progetto unitario (com'è avvenuto). 

Altre forze democratiche ma diverse dal PD, potrebbero unirsi ad un
programma di governo comune. Quali altre proposte potrebbero essere
messe in
campo in alternativa?
 
Grazie per la tua e-mail caro Michele. Buona domenica a tutti tranne al
dittatore. 

Gianfranco Tannino

-----Ursprüngliche Nachricht-----
Von: mtrapanaro@t-online.de [mtrapanaro@t-online.de] 
Gesendet: Samstag, 31. Juli 2010 23:40
An: gianfranco; peppino; Giulio Bailetti; Walter Tagliabue; Gianni
Minelli;
Mattarei Norma; Pierangela Hoffmann; Venier, Mauro; Alessandro Holthaus;
egle maiolo; elfi padovan; Ilaria Furno; paolo sala; Tiziana Gentili;
Vladimira Vodopivec; Biagio Longo; clara; Concetta Vacante; Cosimo
Carniani;
Daniela Di Benedetto; Marcello Tava; marinella vicinanza-ott; Paolo
Gatti;
sandra; Sante Recca; vittorio spano
Betreff: Inconcludenza e sgomento

Sui giornali vicini all'opposizione si va respirando aria migliore dopo
che la potenza della destra comincia lentamente a sfaldarsi facendo
prefigurare a qualcuno persino l'ipotesi di elezioni anticipate. Sarà
anche fondata, ma quello che l'opposizione dovrebbe ricordare è lo stato
di sfilacciamento di cui è afflitta da sempre e che, in ultima analisi,
dopo tanti buoni propositi e qualche mancevolezza tuttavia le ha
precluso, nel recente passato, di governare proficuamente. E ciò che
stupisce è il fatto che malgrado tutto non si adopera, benche ne sia
consapevole, affinchè tale divisione, dovuta essenzialmente ad una
antiquata concezione leaderistica della politica, non abbia anche
stavolta il sopravvento davanti alla crisi ormai ineluttabile non tanto
della destra in quanto tale ma di Berlusconi per la sua concezione
padronale del PDL e del paese. Gli unici due ad aver posto questo
problema all'attenzione del PD sono stati Di Pietro e ultimamente
Vendola, il quale stando ad un sondaggio pubblicato da Repubblica
addirittura la spunterebbe su Bersani in caso di primarie, e ripeterebbe
l'en plein avuto in Puglia nei confronti di Boccia, giovane economista
ex Margherita. Naturalmente ciò che impedisce al PD di prendere
posizione è il suo tentativo di cooptare l'UDC di Casini nello
schieramento di centro-sinistra per poterlo poi coinvolgere in una
eventuale coalizione governativa. Senonchè, si ripeterebbero gli stessi
errori commessi dalla coalizione che aveva sorretto l'ultimo governo
Prodi per cui questo fu fatto cadere e che le macerie su cui era
crollato portò Veltroni ad anticipare la nascita del PD dandogli una
caratterizzazione di autosufficienza e riuscendo a portarlo al 34% dei
voti. Una alta percentuale che paradossalmente portò in tanti nello
schieramento del
centrosinistra e persino nello stesso PD a considerarla impietosamente
bassa, perciò un insuccesso che avrebbe portato Veltroni più tardi a
dimettersi. Le sue dimissioni ma anche il trattamento a dir poco
ingeneroso cui è sottoposto il PD anche da parte degli "amici" sono la
spia di una situazione senza sbocchi. La ragione non è solo politica ma
è anche culturale perchè tali atteggiamenti disfattisti derivano dalla
anomalia italiana di cui si parla tanto in questi ultimi anni senza che
nessuno però ne abbia spiegato con chiarezza cosa sia e da cosa nasca.
Non starò adesso a parlarne, ma è evidente a tutti che tale anomalia è
un fenomeno che riguarda non solo la destra e la sua politica ma
l'intero schieramento parlamentare fino ad uscire fuori dall'ambito
della politica stessa per abbracciare tutti i segmenti sociali e
culturali del paese. Solo mettendola in questi termini si può spiegare
il motivo della "contiguità" politico-culturale del PD alla destra e
particolarmente a Berlusconi nonostante che anche Bersani da un pò alzi
il tono della voce nella speranza che gli elettori colgano un segno di
cambiamento nella critica al regime. Ciò che sta a monte del
comportamento paradossalmente "moderato" è dovuta allo scarso
significato che il partito attribuisce alla questione morale. Se fosse
il contrario avremmo un partito fermo, intransigente nel denunciare il
regime costruito da Berlusconi attraverso la manipolazione
dell'informazione ottenuta con il possesso personale di tre reti
televisive e il controllo diretto o indiretto della Rai e di tante altre
televisioni locali, come della radio pubblica e privata e, cosa non da
poco, il controllo di gran parte della stampa quotidiana e periodica. In
queste condizioni molto vantaggiose Berlusconi si è assicurato non solo
di
mettersi al riparo dai guai giudiziari ma addirittura di arricchirsi
ulteriormente conquistando il potere politico grazie ad un corpo
elettorale di per sè predisposto per natura a votarlo in quanto
culturalmente affine.
E davanti alle sconfitte elettorali il PD ha risposto come al solito
autoflaggellandosi incapace cioè di capire che le ragioni non
dipendono dalla debolezza della sua politica ma dal fatto che, per
l'appunto, l'informazione politica è manipolata e gestita come una
sorta di lavaggio di cervello tipico dei vecchi regimi fascisti. Un
lavaggio di cervello che viene portato avanti quotidianamente non solo
nei talk show politici ma anche in quelli apparentemente inoffensivi di
intrattenimento di cui Raiset è infarcita. Fintantochè il PD non avrà
capito che la ragione principale dell'insuccesso risiede nel conflitto
di interessi di Berlusconi continuerà a brancolare nel buio sbattendo la
testa al muro invano e sprecando la propria forza nell'inconcludenza
fino ad una sorta di correità, inconsapevole e sconcertante, con la
destra e
Berlusconi
medesimo!
Michele


 
Reply-To:  tannino@tannino.de
From:  tannino@tannino.de
To:  mtrapanaro@t-online.de, "'peppino'" <loiudice@infogrottole.it>, "'Giulio Bailetti'" <giulio_bailetti@gmx.de>, "'Walter Tagliabue'" <tagliabue@gmx.de>, "'Gianni Minelli'" <gminelli@t-online.de>, "'Mattarei Norma'" <Norma.Mattarei@caritasmuenchen.de>, "'Pierangela Hoffmann'" <pierangela@gmx.de>, "'Venier, Mauro'" <mvenier@gmx.de>, "'Alessandro Holthaus'" <alexander@woodenstars.net>, "'egle maiolo'" <e-m-wenzel@t-online.de>, "'elfi padovan'" <elfi.padovan@gmx.de>, "'Ilaria Furno'" <furnilaria@web.de>, "'paolo sala'" <paolo.sala@arcor.de>, "'Tiziana Gentili'" <info@tiziana-gn.com>, "'Vladimira Vodopivec'" <vladimira.vodopivec@mytum.de>, "'Biagio Longo'" <biagiolongo@web.de>, "'clara'" <Clara51@t-online.de>, "'Concetta Vacante'" <concetta.vacante@googlemail.com>, "'Cosimo Carniani'" <cosimoc79@googlemail.com>, "'Daniela Di Benedetto'" <daniela.dibenedetto@googlemail.com>, "'Marcello Tava'" <marcellotava@yahoo.com>, "'marinella vicinanza-ott'" <maviott@arcor.de>, "'Paolo Gatti'" <pagattolo@hotmail.de>, "'sandra'" <sandra.cartacci@t-online.de>, "'Sante Recca'" <mail@sante-recca.com>, "'vittorio spano'" <vistespa@online.de>
Date:  01 Aug 2010, 11:17:51 AM
Subject:  AW: Inconcludenza e sgomento

horizontal rule

Caro Michele,

concordo con gran parte della tua analisi e questo mi rallegra molto. Niente
polemiche e solo asciutta analisi e a sinistra questo è già un successo.
Dicevo ieri a Sandra che anche le analisi di Tava su Rinascita Flash mi
trovano in gran parte d’accordo. Cosa manca allora? Mancano le proposte.

Cosa fare? Cosa proporre per ripartire e fare del ns Paese una democrazia
moderna? La ns debolezza è anche dovuta ai numeri, quelli che servono per
avere una maggioranza parlamentare. 

 L’esperienza Prodiana fu quella di unire intorno ad un programma politico
comune (composto di 360 pagine, sicuramente troppe) diverse forze politiche.
Qualcuno che voleva contare di più (tipico italiano) pensò bene di poter
fare a meno di quella precaria unità politica pensando nel suo cervello
chissà quale spostamento a sinistra avrebbe creato. 

 Oggi lo sappiamo: creò l'avvento definitivo di Berlusconi.

Era errato allora unire le forze democratiche intorno ad un programma
comune? Cosa si offre in alternativa? 

Per il momento c’è solo la corsa a proporsi come capo coalizione, prima
Vendola, ora la Bonino, da parte mia ammiro Bersani che non viene preso da
questa tarantola della prima donna. Ammiro sempre di più gli umili, per
educazione ho allergia alle prima donne, sono per la collegialità. Si
propongono alla maniera di Berlusconi, noi dovremmo appoggiare loro, ma è un
programma politico che deve essere appoggiato non una persona, quella la si
può scegliere in un 2° tempo.

Interessante leggere che Di Pietro accetti oggi ciò che aveva promesso (ma
non mantenuto) con Veltroni, unire le forze in un unico gruppo politico.
Scusate ma qui mi devo prolungare.

Secondo me la nascita del PD era la conclusione logica dell'esperienza
fallita dell'Ulivo, unire all'interno di un unico soggetto politico le forze
democratiche e riformiste del Paese, non permettere piú che queste, essendo
separate e avendo tante teste decisionali, potessero mettere in crisi un
progetto unitario (com'è avvenuto). 

Altre forze democratiche ma diverse dal PD, potrebbero unirsi ad un
programma di governo comune. Quali altre proposte potrebbero essere messe in
campo in alternativa?
 
Grazie per la tua e-mail caro Michele. Buona domenica a tutti tranne al
dittatore. 

Gianfranco Tannino

-----Ursprüngliche Nachricht-----
Von: mtrapanaro@t-online.de [mailto:mtrapanaro@t-online.de] 
Gesendet: Samstag, 31. Juli 2010 23:40
An: gianfranco; peppino; Giulio Bailetti; Walter Tagliabue; Gianni Minelli;
Mattarei Norma; Pierangela Hoffmann; Venier, Mauro; Alessandro Holthaus;
egle maiolo; elfi padovan; Ilaria Furno; paolo sala; Tiziana Gentili;
Vladimira Vodopivec; Biagio Longo; clara; Concetta Vacante; Cosimo Carniani;
Daniela Di Benedetto; Marcello Tava; marinella vicinanza-ott; Paolo Gatti;
sandra; Sante Recca; vittorio spano
Betreff: Inconcludenza e sgomento

Sui giornali vicini all'opposizione si va respirando aria migliore dopo
che la potenza della destra comincia lentamente a sfaldarsi facendo
prefigurare a qualcuno persino l'ipotesi di elezioni anticipate. Sarà
anche fondata, ma quello che l'opposizione dovrebbe ricordare è lo stato
di sfilacciamento di cui è afflitta da sempre e che, in ultima analisi,
dopo tanti buoni propositi e qualche mancevolezza tuttavia le ha
precluso, nel recente passato, di governare proficuamente. E ciò che
stupisce è il fatto che malgrado tutto non si adopera, benche ne sia
consapevole, affinchè tale divisione, dovuta essenzialmente ad una
antiquata concezione leaderistica della politica, non abbia anche
stavolta il sopravvento davanti alla crisi ormai ineluttabile non tanto
della destra in quanto tale ma di Berlusconi per la sua concezione
padronale del PDL e del paese. Gli unici due ad aver posto questo
problema all'attenzione del PD sono stati Di Pietro e ultimamente
Vendola, il quale stando ad un sondaggio pubblicato da Repubblica
addirittura la spunterebbe su Bersani in caso di primarie, e ripeterebbe
l'en plein avuto in Puglia nei confronti di Boccia, giovane economista
ex Margherita. Naturalmente ciò che impedisce al PD di prendere
posizione è il suo tentativo di cooptare l'UDC di Casini nello
schieramento di centro-sinistra per poterlo poi coinvolgere in una
eventuale coalizione governativa. Senonchè, si ripeterebbero gli stessi
errori commessi dalla coalizione che aveva sorretto l'ultimo governo
Prodi per cui questo fu fatto cadere e che le macerie su cui era
crollato portò Veltroni ad anticipare la nascita del PD dandogli una
caratterizzazione di autosufficienza e riuscendo a portarlo al 34% dei
voti. Una alta percentuale che paradossalmente portò in tanti nello
schieramento del
centrosinistra e persino nello stesso PD a considerarla impietosamente
bassa, perciò un insuccesso che avrebbe portato Veltroni più tardi a
dimettersi. Le sue dimissioni ma anche il trattamento a dir poco
ingeneroso cui è sottoposto il PD anche da parte degli "amici" sono la
spia di una situazione senza sbocchi. La ragione non è solo politica ma
è anche culturale perchè tali atteggiamenti disfattisti derivano dalla
anomalia italiana di cui si parla tanto in questi ultimi anni senza che
nessuno però ne abbia spiegato con chiarezza cosa sia e da cosa nasca.
Non starò adesso a parlarne, ma è evidente a tutti che tale anomalia è
un fenomeno che riguarda non solo la destra e la sua politica ma
l'intero schieramento parlamentare fino ad uscire fuori dall'ambito
della politica stessa per abbracciare tutti i segmenti sociali e
culturali del paese. Solo mettendola in questi termini si può spiegare
il motivo della "contiguità" politico-culturale del PD alla destra e
particolarmente a Berlusconi nonostante che anche Bersani da un pò alzi
il tono della voce nella speranza che gli elettori colgano un segno di
cambiamento nella critica al regime. Ciò che sta a monte del
comportamento paradossalmente "moderato" è dovuta allo scarso
significato che il partito attribuisce alla questione morale. Se fosse
il contrario avremmo un partito fermo, intransigente nel denunciare il
regime costruito da Berlusconi attraverso la manipolazione
dell'informazione ottenuta con il possesso personale di tre reti
televisive e il controllo diretto o indiretto della Rai e di tante altre
televisioni locali, come della radio pubblica e privata e, cosa non da
poco, il controllo di gran parte della stampa quotidiana e periodica. In
queste condizioni molto vantaggiose Berlusconi si è assicurato non solo di
mettersi al riparo dai guai giudiziari ma addirittura di arricchirsi
ulteriormente conquistando il potere politico grazie ad un corpo
elettorale di per sè predisposto per natura a votarlo in quanto
culturalmente affine.
E davanti alle sconfitte elettorali il PD ha risposto come al solito
autoflaggellandosi incapace cioè di capire che le ragioni non
dipendono dalla debolezza della sua politica ma dal fatto che, per
l'appunto, l'informazione politica è manipolata e gestita come una
sorta di lavaggio di cervello tipico dei vecchi regimi fascisti. Un
lavaggio di cervello che viene portato avanti quotidianamente non solo
nei talk show politici ma anche in quelli apparentemente inoffensivi di
intrattenimento di cui Raiset è infarcita. Fintantochè il PD non avrà
capito che la ragione principale dell'insuccesso risiede nel conflitto
di interessi di Berlusconi continuerà a brancolare nel buio sbattendo la
testa al muro invano e sprecando la propria forza nell'inconcludenza
fino ad una sorta di correità, inconsapevole e sconcertante, con la destra e
Berlusconi
medesimo!
Michele







 
 
Reply-To:  "mtrapanaro@t-online.de" <mtrapanaro@t-online.de>
To:  "gianfranco" <tannino@tannino.de>, "peppino" <loiudice@infogrottole.it>, "Giulio Bailetti" <giulio_bailetti@gmx.de>, "Walter Tagliabue" <tagliabue@gmx.de>, "Gianni Minelli" <gminelli@t-online.de>, "Mattarei Norma" <Norma.Mattarei@caritasmuenchen.de>, "Pierangela Hoffmann" <pierangela@gmx.de>, "Venier, Mauro" <mvenier@gmx.de>, "Alessandro Holthaus" <alexander@woodenstars.net>, "egle maiolo" <e-m-wenzel@t-online.de>, "elfi padovan" <elfi.padovan@gmx.de>, "Ilaria Furno" <furnilaria@web.de>, "paolo sala" <paolo.sala@arcor.de>, "Tiziana Gentili" <info@tiziana-gn.com>, "Vladimira Vodopivec" <vladimira.vodopivec@mytum.de>, "Biagio Longo" <biagiolongo@web.de>, "clara" <Clara51@t-online.de>, "Concetta Vacante" <concetta.vacante@googlemail.com>, "Cosimo Carniani" <cosimoc79@googlemail.com>, "Daniela Di Benedetto" <daniela.dibenedetto@googlemail.com>, "Marcello Tava" <marcellotava@yahoo.com>, "marinella vicinanza-ott" <maviott@arcor.de>, "Paolo Gatti" <pagattolo@hotmail.de>, "sandra" <sandra.cartacci@t-online.de>, "Sante Recca" <mail@sante-recca.com>, "vittorio spano" <vistespa@online.de>
From:  "mtrapanaro@t-online.de" <mtrapanaro@t-online.de>
Date:  31 Jul 2010, 11:40:07 PM
Subject:  Inconcludenza e sgomento

horizontal rule

Sui giornali vicini all'opposizione si va respirando aria migliore dopo
che la potenza della destra comincia lentamente a sfaldarsi facendo
prefigurare a qualcuno persino l'ipotesi di elezioni anticipate. Sarà
anche fondata, ma quello che l'opposizione dovrebbe ricordare è lo stato
di sfilacciamento di cui è afflitta da sempre e che, in ultima analisi,
dopo tanti buoni propositi e qualche mancevolezza tuttavia le ha
precluso, nel recente passato, di governare proficuamente. E ciò che
stupisce è il fatto che malgrado tutto non si adopera, benche ne sia
consapevole, affinchè tale divisione, dovuta essenzialmente ad una
antiquata concezione leaderistica della politica, non abbia anche
stavolta il sopravvento davanti alla crisi ormai ineluttabile non tanto
della destra in quanto tale ma di Berlusconi per la sua concezione
padronale del PDL e del paese. Gli unici due ad aver posto questo
problema all'attenzione del PD sono stati Di Pietro e ultimamente
Vendola, il quale stando ad un sondaggio pubblicato da Repubblica
addirittura la spunterebbe su Bersani in caso di primarie, e ripeterebbe
l'en plein avuto in Puglia nei confronti di Boccia, giovane economista
ex Margherita. Naturalmente ciò che impedisce al PD di prendere
posizione è il suo tentativo di cooptare l'UDC di Casini nello
schieramento di centro-sinistra per poterlo poi coinvolgere in una
eventuale coalizione governativa. Senonchè, si ripeterebbero gli stessi
errori commessi dalla coalizione che aveva sorretto l'ultimo governo
Prodi per cui questo fu fatto cadere e che le macerie su cui era
crollato portò Veltroni ad anticipare la nascita del PD dandogli una
caratterizzazione di autosufficienza e riuscendo a portarlo al 34% dei
voti. Una alta percentuale che paradossalmente portò in tanti nello
schieramento del
centrosinistra e persino nello stesso PD a considerarla impietosamente
bassa, perciò un insuccesso che avrebbe portato Veltroni più tardi a
dimettersi. Le sue dimissioni ma anche il trattamento a dir poco
ingeneroso cui è sottoposto il PD anche da parte degli "amici" sono la
spia di una situazione senza sbocchi. La ragione non è solo politica ma
è anche culturale perchè tali atteggiamenti disfattisti derivano dalla
anomalia italiana di cui si parla tanto in questi ultimi anni senza che
nessuno però ne abbia spiegato con chiarezza cosa sia e da cosa nasca.
Non starò adesso a parlarne, ma è evidente a tutti che tale anomalia è
un fenomeno che riguarda non solo la destra e la sua politica ma
l'intero schieramento parlamentare fino ad uscire fuori dall'ambito
della politica stessa per abbracciare tutti i segmenti sociali e
culturali del paese. Solo mettendola in questi termini si può spiegare
il motivo della "contiguità" politico-culturale del PD alla destra e
particolarmente a Berlusconi nonostante che anche Bersani da un pò alzi
il tono della voce nella speranza che gli elettori colgano un segno di
cambiamento nella critica al regime. Ciò che sta a monte del
comportamento paradossalmente "moderato" è dovuta allo scarso
significato che il partito attribuisce alla questione morale. Se fosse
il contrario avremmo un partito fermo, intransigente nel denunciare il
regime costruito da Berlusconi attraverso la manipolazione
dell'informazione ottenuta con il possesso personale di tre reti
televisive e il controllo diretto o indiretto della Rai e di tante altre
televisioni locali, come della radio pubblica e privata e, cosa non da
poco, il controllo di gran parte della stampa quotidiana e periodica. In
queste condizioni molto vantaggiose Berlusconi si è assicurato non solo di
mettersi al riparo dai guai giudiziari ma addirittura di arricchirsi
ulteriormente conquistando il potere politico grazie ad un corpo
elettorale di per sè predisposto per natura a votarlo in quanto
culturalmente affine.
E davanti alle sconfitte elettorali il PD ha risposto come al solito
autoflaggellandosi incapace cioè di capire che le ragioni non
dipendono dalla debolezza della sua politica ma dal fatto che, per
l'appunto, l'informazione politica è manipolata e gestita come una
sorta di lavaggio di cervello tipico dei vecchi regimi fascisti. Un
lavaggio di cervello che viene portato avanti quotidianamente non solo
nei talk show politici ma anche in quelli apparentemente inoffensivi di
intrattenimento di cui Raiset è infarcita. Fintantochè il PD non avrà
capito che la ragione principale dell'insuccesso risiede nel conflitto
di interessi di Berlusconi continuerà a brancolare nel buio sbattendo la
testa al muro invano e sprecando la propria forza nell'inconcludenza
fino ad una sorta di correità, inconsapevole e sconcertante, con la destra e
Berlusconi
medesimo!
Michele



 
 
  "mtrapanaro@t-online.de" <mtrapanaro@t-online.de>
  (Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)
Data 16/07/10 11:12:55 am
A "peppino" <loiudice@infogrottole.it>
Oggetto Fw: la gioia nazionalista dei tedeschi
 

 
 
 
To_view_full_html_email_click_here

-= ----Original-Nachricht-----
Subject: la gioia nazionalista dei tedesc= hi
Date: Fri, 09 Jul 2010 23:38:51 +0200
From: "mtrapanaro@t-online.de" <mtrapanaro@t-online.de>
To: "sandra" <sandra.cartacci@t-online.de>, "Ambra.Sorrentino" <ambra.sorrentino@web.de>, "Giulio Bailetti" <giulio_bailetti@gmx.de>, "Alessandro Holthaus" <alexander@woodenstars.net>, "Tommaso.Pedicini" <tommaso.pedicini@lycos.com>, "vinca" <vincalenne@googlemail.com>, "NicDiazzi" <NicDiazzi@aol.com>, "Cianelli Fiorenzo" <fiorenzocianelli@gmx.de>, "egle maiolo" <e-m-wenzel@t-online.de>, "elfi padovan" <elfi.padovan@gmx.de>, "Ilaria Furno" <furnilaria@web.de>, "paolo sala" <paolo.sala@arcor.de>, "Tiziana Gentili" <info@tiziana-gn.com>, "Venier, Mauro" <mvenier@gmx.de>, "Vladimira Vodopivec" <vladimira.vodopivec@mytum.de>, "Biagio Longo" <biagiolongo@web.de>, "clara" <Clara51@t-online.de>, "Cosimo Carniani" <cosimoc79@googlemail.com>, "Daniela Di Benedetto" <daniela.dibenedetto@googlemail.com>, "gianfranco" <tannino@tannino.de>, "Gianni Minelli" <gminelli@t-online.de>, "Marcello Tava" <marcellotava@yahoo.com>, "Mattarei Norma" <Norma.Mattarei@caritasmuenchen.de>, "Paolo Gatti" <pagattolo@hotmail.de>, "peppino" <loiudice@infogrottole.it>, "Pierangela Hoffmann" <pierangela@gmx.de>, "Sante Recca" <mail@sante-recca.com>, "vittorio spano" <vistespa@online.de>, "Walter Tagliabue" <tagliabue@gmx.de>

Ho voluto attendere qualche giorno prima di commentare la barbara uccisione di du e italiani avvenuta ad Hannover lunedì scorso, per vedere se e come essa sarebbe stata spiegata dai media tedeschi. Ebbene, quello che ho potuto verificare è che al primo giorno la notizia è stata tenuta congelata, non ne ha parlato nessuno. Soltanto all'indomani se ne dava notizia in maniera succinta, asettica o circostritta ai mondiali di calcio, ma sostanzialmente finora è stata tenuta in sordina. A ragion veduta essendo l'assassinio dei due italiani un fatto che trascende l'apparente futilità di una sanguinosa lite tra fifoserie avverse e in quanto tale imbarazzante e incommentevole. I media tedeschi non hanno voluto parlarne perchè sapevano che la causa di quell'atto feroce risiede nel loro odio per gli italiani manifestato quotidianamente sia nei media che nei rapporti interpersonali. Un sentimento di odio che, a mio parere, trova radice nel fatto che gli italiani è l'unico popolo europeo a non aver rimosso dalla propria memoria storica il passato nazista della Germania e sopratutto perchè si inorgogliscono per lo splendore del passato da cui traggono la forza per rivoltarsi al goffo tentativo dei tedeschi di volerli sottomessi. Questo bisogno sovrastrutturale dei tedeschi di volere ad ogni costo considerare gli italiani inferiori deriva evidentemente anche da una certa invidia per la loro inclinazione verso l'estetica e una certa leggerezza dell'essere espressa sia nel campo dell'arte che in quello della letteratura umanista e romantica. In altri termini, i tedeschi soffrono di un palese complesso di...inferiorità perchè ostaggi della propia mentalità paleonazionalista.
Per la seconda volta consecutiva la Germania ha visto svanire il suo sogno di diventare campione del mondo. Neppure rievocando una sorta di neopaganesimo per cui il polpo Paul era stato chiamato in qualità di...oracolo ad intercedere per la Germania è servito a niente! Come nel 2006 anche questa volta la delusione è stata forte, nonostante che nei media si tenti di nasconderla scrupolosamente preoccupati di non far trapelare alcunchè di pessimismo che invece attanaglia paesi come l'Italia. E bisogna pur dar loro ragione visto che ci stanno riuscendo benissimo! La stampa, come quattro anni fa, per tenere alto il morale va incitando i propri connazionali a non perdere la speranza perchè se stavolta il sogno del titolo non si è realizzato ebbene questo si concretizzerà la prossima volta, nel 2014 in Brasile. Lo spirito è quello della volontà di potenza analizzato da Nieztsche nell'ottocento che rende un popolo forte, coeso e dominante nel mondo, o quanto meno nel proprio continente. Soltanto nell'ottica dello spirito nazionale possono aversi manifestazioni di massa inneggianti al proprio orgoglio benchè apparentemente pacifiche e prive di derive ideologiche. 
Senonchè, la gioia ritrovata per il proprio paese non è una novità perchè su tale versante i tedeschi ne hanno sempre avuta abbondantemente in tutte le epoche storiche, ma quello che è emerso va oltre il carattere bonario della gioia medesima e costituisce il tentativo di rimozione di un senso di colpa verso l'etica brutalmente calpestata dai crimini contro l'umanità del regime nazista. Questo bisogno di farsi sentire di nuovo sul piano dell'autocelebrazione che nella prima parte del secolo scorso aveva portato i tedeschi a dichiarare guerra al mondo, oggi è vissuta  in modo inoffensivo e come deterrente culturale: non vogliono avere più alcun impaccio nel manifestare pubblicamente la propria gioia di essere tedeschi. Il fatto che lo sventolamento del tricolore abbi a coinvolto l'intera nazione e si verifichi grazie al calcio trasformato in strumento di rimozione di un passato che fino a pochi anni orsono impediva ai più coscienziosi di poter esternare il proprio orgoglio nazionale, però non può essere visto come sintomantologia positiva perchè al di là delle apparenze l'odierno delirio neonazionalista può sfociare anche nella tragedia. Per l'appunto, proprio quello che è accaduto ad Hannover per mano di una persona che, impazzita dall'odio per gli italiani, ha ucciso freddamente, come un nazista!
Michele 
 
 
 
Salva email al disco come un file di testo
 
 
 
 
Da "mtrapanaro@t-online.de" <mtrapanaro@t-online.de>
  (Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)
Data 22/06/10 9:38:35 pm
A "peppino" <loiudice@infogrottole.it>
Oggetto Fw: Re: {Sez.PD Monaco di Baviera 1152} Aperitivo politico musicale sul tema politiche attive per il lavoro - 12.Giugno 2010, 18:00 Giesinger Bahnhof
 
 
 
To_view_full_html_email_click_here

-= ----Original-Nachricht-----
Subject: Re: {Sez.PD Monaco di Baviera 11= 52} Aperitivo politico musicale sul tema politiche attive per il lavoro - 12.Giugno 2010, 18:00 Giesinger Bahnhof
Date: Tue, 22 Jun 2010 21:58:33 +0200
From: "mtrapanaro@t-online.de" <mtrapanaro@t-online.de>
To: tannino@tannino.de, "Concetta Vacante" <concetta.vacante@googlemail.com>, "pd-monaco-di-baviera" <pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com>, unaltraitalia@googlegroups.com
Cc: "Adriano Baudino" <adri.baudi@online.de>, "Luigi Tortora" <luigi.tortora@gmx.de>, "Alessandro Holthaus" <alexander@woodenstars.net>, alessandro.eugeni@libero.it, annozero@rai.it, aermanoadl@datacomm.ch, adriano@mytum.de, "ambra sorrentino" <ambra.sorrentino@gmail.com>, Andrea.Camuffo@infineon.com, "Adele Marani" <adele.marani@fastwebnet.it>, andrea.barresi56@yahoo.de, adriano.coppola@t-online.de, "Daniela" <benedetti.daniela@virgilio.it>, brodo.dr@t-online.de, ballaro@rai.it, biagiolongo@web.de, "barbara kleiner" <barbarakleiner@t-online.de>, "Corriere d'Italia" <corriere@t-online.de>, corritalia@corritalia.de, "Cosimo Carniani" <cosimoc79@googlemail.com>, Corradoconforti@Hotmail.com, "D'Avolio Pasquale" <davolio2@alice.it>, eugeni@libero.it, "Emidio Colonnella" <ecolonnella@epo.org>, "egle maiolo" <e-m-wenzel@t-online.de>, "elfi padovan" <elfi.padovan@gmx.de>, emiliasd@aol.com, filicef@libero.it, foriodischia@web.de, "Francesco Cuomo" <f.cuomo@gmx.net>, "Ilaria Furno" <furnilaria@web.de>, fzambito@freenet.de, francescopalma@arcor.de, F_Rossi@t-online.de, "Giuseppe Tannino" <montatore1943@fastwebnet.it>, "Giulio Bailetti" <giulio_bailetti@gmx.de>, "Zambelli GianniMiranda" <giazambelli@tiscali.it>, gilberto.carraro@virgilio.it, "Giuseppe Maruozzo" <gmaru@arcor.de>, "Gianni Minelli" <gminelli@t-online.de>, giuliano.ori@gmx.de, giuli. tibone@freenet.de, giovanna.runggaldier@t-online.de, "Gennaro Sposato" <gennarosposato@googlemail.com>, ginevrasimoni@yahoo.it, "Giovanni Cresci" <gcresci@gmail.com>, "Tiziana Gentili" <info@tiziana-gn.com>, info@giuliettochiesa.it, "gennaro" <info@italotedesco.it>, "rinascita e.V." <info@rinascita.de>, Labiunda@web.de, "Luigi Porro" <luipor@otenet.gr>, loredana58@hotmail.com, "Venier, Mauro" <mvenier@gmx.de>, "Marcello Tava" <marcellotava@yahoo.com>, mdolce@aol.com, marcoarmeni@tiscali.it, manicagiorgio@virgilio.it, m.spadi@rai.it, massimobernacconi@orizzontinuovi.org, "Miranda Alberti" <miranda59@hotmail.com>, "marinella vicinanza-ott" <maviott@arcor.de>, michele.santoriello@googlemail.com, "Sante Recca" <mail@sante-recca.com>, montem@t-online.de, martina2@virgilio.it, "Mattarei Norma" <Norma.Mattarei@caritasmuenchen.de>, nmattarei@caritasmuenchen.de, "Nicola.Marangoni" <nicola.marangoni@gmail.com>, NicDiazzi@aol.com, ornellafava@web.de, pol1de@yahoo.it, "paolo sala" <paolo.sala@arcor.de>, "patrizia marini" <pamarini@t-online.de>, pacigianni@virgilio.it, pdcircolofrancoforte@googlemail.com, Paaoolaa@aol.com, "Pierangela Hoffmann" <pierangela@gmx.de>, p.spagnoli@rai.it, "paola baglione" <paola.baglione@libero.it>, "Pietro Foglietti" <psfoglietti@gmail.com>, "Andrea Alboni" <primariamente@gmail.com>, roccotiro@hotmail.com, "Rita F." <r.feurra@hotmail.de>, r-mendolia@libero.it, "Antonio Scialo" <scialo.antonio@gmx.de>, scorsone@web.de, Sandro.Pinarello@infineon.com, sotgiu@eurostar-reisebuero.de, "Simona Barbieri" <Simona.Barbieri@web.de>, tagliabue@gmx.de, "Tommaso.Pedicini" <tommaso.pedicini@lycos.com>, Thomas-Camilla@t-online.de, "vinca" <vincalenne@googlemail.com>, "Vladimira Vodopivec" <vladimira.vodopivec@mytum.de>

Caro Gianfranco,
sfrutto questa occasione di dibattito online per dire che nel sistema capitalista, come in ogni altra forma di potere ad esso precedente, non è mai esistita alcuna filantropia tesa a consolare gli esclusi e che oggi si subisce il potere, nella sua forma onnicomprensiva, in modo più attutito, come nell'economia sociale di mercato, mediante un forte Welfare che in Germania e, in generale, nel nord Europa è imperniato apparentemente sulla solidarietà ma che obiettivamente funge da deterrente ideologico. È peggio nei sistemi neoliberisti come quello americano e in quello sgangherato lasciato in triste eridità dal regime democristiano agli italiani che se lo ritrovano rappresentato in forma più grave da Berlusconi. Senonchè, al di fuori di questo contesto che riguarda la forma di potere o di sistema capitalista più avanzato non esiste niente di tutto ciò. Nei paesi sottosviluppati come in quelli in via di sviluppo la filantropia esiste solo ed esclusivamente come iniziativa soggettiva ed a discrezione per cui l'individuo, nella stragrande maggioranza dei casi, è destinato a subire il potere nella forma più violente e brutale del termine. Ciò vale anche per le organizzazioni internazionali dove si trovano a coesistere paesi opulenti e paesi in via sviluppo che non possono che essere regolati dai rapporti di forza o contrattuali dominanti e misurati in termini di potere geopolitico ed economico. In altri termini, a comandare sono dunque i paesi più ricchi dell'occidente e i comandati non possono fare altrimenti pena la privazione dei capitali delle multinazionali o, in ogni caso, dei capitali occidentali. Il mio riferimento è anche rivolto alla più importante organizzazione mondiale del commercio (WTO) dove le regole sullo scambio commerciale sono state dettate e non poteva essere diversamente, che dagli stessi ispiratori e vale a dire i paesi ricchi dell'occidente, più precisamente dagli USA e dalla Unione europea. Il pricipio fisico dell'osmosi , livellamento di due contraenti (ricchi e poveri) attraverso finanche la rinuncia o il limite del diritto di sciopero o di aumenti sostanziali del salario correlati agli aumenti della produzione da parte dei primi, non può valere nel campo politico-economico per cui quello che scrivi a proposito delle motivazioni del ricatto di Marchionne ai lavoratori di Pomigliano non si trova scritto in alcun trattato del WTO.
Più semplicemente l'atteggiamento duro e ricattatorio di Marchionne anche se per certi versi è comprensile per l'abuso che talvolta fanno i lavoratori dello sciopero nonchè dell'assenteismo per malattia, va visto pertanto alla luce non delle vituperate regole della globalizzazione che nessuno però si è dato neppure al WTO con dei compiacenti sindacati occidentali, ma di quello che è il sistema capitalista italiano. Un sistema, dicevo poc'anzi sgangherato in quanto incapace di essere nè una economia sociale di mercato incentrato su un robusto Welfare per chiunque e nessuno escluso, ivi compresi quelli che marxianamente sono ritenuti sottoproletari (disoccupati permantenti per alcolismo, tossicodipenfenza o emarginazione), nè un sistema neoliberista come quello americano. Ma è, giusto per dargli una etichetta, un sistema corporativo-cattolico-familista, quindi un sistema retrivo incapace cioè non solo di avere un rapporto di fiducia con la scienza e il laicismo e per questo rec alcitrante sia alla ricerca ed all'innovazione e alla formazione dei quadri dirigenti, del terziario nonchè dei servizi e sia recalcitrante nel riconoscere i diritti della persona, il diritto alla libertà "liberale" e non nell'accezione rivoluzionaria del marxismo. Tali condizioni sono quelle ereditate da un passato lontano nel tempo e che trovano una spiegazione nel carattere lacunoso dell'unità d'Italia ma ancora prima quando l'Italia non aveva nient'affatto una benchè minima coscienza nazionale seppure divisa e occupata dagli stranieri e tenuta, in ultima analisi, narcotizzata dal potere temporale della chiesa che di tutto questo è colpevole in assoluto. Sono altresì tali condizioni quelle che oggettivamente fanno dell'Italia, rispetto al resto dell'occidente, un paese evidentemente anomalo e per questo anche vessato all'estero e messo ai margini delle decisioni politiche. È questo il background degli insulti di Marchionne ai lavoratori di Pomigliano, un atteggiamento che trova linfa nell'anomalia italiana e non nella globalizzazione. O, peggio, è tale anomalia ad alimentare un atteggiamento apparentemente risalente alle leggi endogine della globalizzazione! Infatti, se si ha un pò di acume analitico si arriva ben presto alla conclusione che siffatto atteggiamento non può riscontrarsi in nessun paese ricco o comunque occidentale dove i diritti dei lavoratori, come lo sciopero e la pausa lavorativa, sono sacrosanti e rispettati da tutti. Ma Marchionne commette l'errore di scambiare una zona depressa italiana con una zona depressa di un paese in via di sviluppo dove basta un basso salario e l'assenza di una cosciena operaia per fare il bello e il cattivo tempo, purchè i profitti siano assicurati.
Michele

 
-----Original-Nachricht-----
Subject: AW: {Sez.PD Mon aco di Baviera 1152} Aperitivo politico musicale sul tema politiche attive per il lavoro - 12.Giugno 2010, 18:00 Giesinger Bahnhof
Date: Mon, 21 Jun 2010 20:32:08 +0200
From: "tannino" <tannino@tannino.de>
To: "'Concetta Vacante'" <concetta.vacante@googlemail.com>, "'pd-monaco-di-baviera'" <pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com>, <unaltraitalia@googlegroups.com>

Cara Cetti,

purtroppo siamo in pochi coloro i quali si prendono il tempo per dire la
loro sulle cose che vogliamo discutere, ed io ringrazio tutti quelli che
questo tempo se lo prendono. Questo ci permette, qualora affrontassimo uno
di questi argomenti, di aver già confrontato le ns posizioni ed arrivare in
sezione con idee più chiare rispetto a quelle iniziali.

L'argomento in questo momento che mi stimola è la questione Pomigliano come
questione esemplare, di principio. Il risultato di quella competizione verrà
presa con molta probabilità ad esempio da altri ed utilizzato a proprio
favore.

A mio modesto parere dovranno essere i lavoratori di Pomigliano e solo loro,
a prendere questa difficile decisione.

Da parte mia ritengo che un aumento delle ore di lavoro, la diminuzione del
salario, sono cose già sperimentate in tutta Europa, dalla Germania alla
Francia etc...la rinuncia ai diritti costituzionali (vedi libertà di
sciopero) invece la ritengo molto più grave e importante.

La difficoltá di quei lavoratori è che si trovano davanti ad un ricatto
indifesi, indifesi perché come dicevo in altra e-mail tutto iniziò alcuni
anni fa, quando fu stabilito il trattato WTO.

Fu allora che i rappresentanti dei lavoratori (parti ti e sindacati) fecero
mancare la difesa degli interessi delle classi lavoratrici dei paesi
industrializzati. Non furono in grado di stabilire un meccanismo che
prevedesse un aumento dei diritti dei lavoratori del terzo mondo senza che
questi venissero pagati dai lavoratori dei paesi industrializzati come
adesso viene chiesto.

Sullo stesso tema per esempio non si è previsto che mentre gli imprenditori
(vedi le multinazionali) andavano a godere di particolari favori fiscali (ma
non solo) andando ad impiantare le loro industrie nei paesi poveri, per
quelli che restavano nei paesi industrializzati non si è previsto alcuno
sgravio fiscale ne per loro ne per i loro lavoratori.

Questo tipo d'ingiustizia viene ora sbandierata dalla Lega e da Tremonti per
raccogliere consensi proprio in quelle regione dove esiste la piccola
industria, quella che non ha le capacitá di delocalizzare e che soffre della
concorrenza spesso sleale, di quelle multinazionali che sfruttano al massimo
quelle popolazioni ancora a digiuno di democrazia e di diritti.

Loro, le multinazionali, dimostrano di essere internazionali, hanno una
visione globale del mondo. Prima c'era una forza politica: quella comunista,
che faceva riferimento all'URSS ed aveva una visione mondiale, cosi come
l'aveva l'internazionale Socialista. Quella comunista non esiste più, quella
socialista è sulla difensiva il tutto il territorio europeo. L'unica rimasta
in piedi e che tiene conto degli avvenimenti globali sono quelle forze
capitaliste che hanno come loro punti di riferimento non più gli Stati ma le
multinazionali.

Ecco, prendendo spunto da questa riflessione, si puó ben capire che la lotta
che stann o facendo i lavoratori di Pomigliano è una lotta di retroguardia,
perché le decisioni sono state già prese allora ed hanno portato quei frutti
che vediamo. Solo la politica potrebbe avere la forza di rimettere in
discussione quelle scelte di allora, questo è secondo me il compito di
quelle forze di sinistra (partiti e sindacati europei, ma non solo) per
riprendersi quella credibilità che ormai gli sta sempre più sfuggendo di
mano.

Allargo questa e-mail al contributo di altri (non iscritti al PD), perché
tra loro ci sono coloro che intervengono, li prego solamente di rispondere a
tutti e non solo a me.

Grazie Cetti per avermi passato la palla ed aver potuto cosi continuare la
mia discussione su questo tema che reputo importante

Ciao a tutti, anche agli amici di Roma, di Rovereto, di Scozia, di
Salonicco, e ai ns amici che hanno partecipato dalla Sicilia ad "Un'altra
Italia di Monaco, ciao a tutti.
Gianfranco Tannino, Monaco di Baviera.


-----Ursprüngliche Nachricht-----
Von: pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com
[mailto:pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com] Im Auftrag von Concetta
Vacante
Gesendet: Sonntag, 20. Juni 2010 17:19
An: Luigi Tortora
Cc: tannino@tannino.de; Adriano Baudino; pd-monaco-di-baviera
Betreff: Re: {Sez.PD Monaco di Baviera 1152} Aperitivo politico musicale sul
tema politiche attive per il lavoro - 12.Giugno 2010, 18:00 Giesinger
Bahnhof

Cari compagni ed amici della sezione,

ho letto nei giorni scorsi le vostre mail di reazione al mio commento sul
periodo trascorso a Monaco., Rispondo solo ora che sono ritornata a Catania
e vorrei precisare alcune cose :
1. la mia mail di commento alla serata di discussione sulle politiche del
lavoro, francamente non mi sembrava una protesta ma solo una constatazione.
2. sono felice e credo dovremmo essere tutti grati a Daniela di aver
mantenuto l'impegno con Frey, questo sì mi sarebbe sembrato gravissimo. "
gli italiani che non rispettano mai gli impegni"! La serata peraltro è stata
molto interessante ed anche ben costruita.
3. Ritenevo, poichè sono una che ha ancora fiducia nel PD, che di fronte al
mantenimento dell'impegno con il referente tedesco, il Pd, o la CGIL (io non
conosco Damiano), si sarebbero attivati.:Così non è stato e di questo mi
rammaricavo ed ancora sono convinta di ciò che ho scritto, ma caro Tannino
non è una protesta ma solo una mera constatazione.
4. Altrettanto mi duole constatare ed era questo il fulcro della mia mail
che da tre mesi ci scriviamo solo in 4: Daniela. Serena, Paola, Tannino,
Adriano, Cetti e da ultimo, anche Luigi. E gli altri ? Il web è bello
proprio perchè garantisce la comunicazione anche agli assenti.
A me mancano e vorrei sapere perchè!
Anche io non sono più fisicamente presente, ma il bello della comunicazione
attuale è proprio questo!
Un caro saluto a tutti e poichè con il mio commento ho iniziato la
discussione sul "famoso" Aperitivo, vorrei altrettanto chiuderla.
Cambiamo titolo per comunicare, per piacere.
Cetti



Il giorno 18 giugno 2010 17.27, Luigi Tortora <luigi.tortora@gmx.de> ha
scritto:


Caro Gianfranco,
subito a Te. Un capo è auspicabile purché lo stesso metta la sua
autorità a disposizione dell´amore e non del potere ,un capo capace di< br /> comunicare, esprimendosi con parole semplici ,cosa ben difficile:"il
peggiore degli stupidi non é chi non capisce,ma chi non si sa spiegare"
scriveva Cesare Lanza "nell`attimo fuggente", citando Lev Tolstoj;"Non c´é
grandezza dove non c`é semplicità".
Un capo con dubbi é preferibile ad un altro con certezze.
correggo due errori nella mia precedente E-m (360° in 180° e persone
assente in p.assenti).
saluti cari da
Luigi


----- Original Message -----
From: tannino@tannino.de
To: 'Luigi Tortora' <mailto:luigi.tortora@gmx.de> ;
'Adriano Baudino' <mailto:adri.baudi@online.de>
Cc: 'pd-monaco-di-baviera'
<mailto:pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com>
Sent: Friday, June 18, 2010 12:16 PM
Subject: AW: {Sez.PD Monaco di Baviera 1143} Aperitivo
politico musicale sul tema politiche attive per il lavoro - 12.Giugno 2010,
18:00 Giesinger Bahnhof


Caro Luigi,



è una fortuna averti rincontrato, mi da modo di conoscerti
più a fondo. In passato il ns rapporto é stato superficiale dal momento che
praticavamo ambienti diversi (io i DS tu il teatro).

Mi piace il tuo modo di scrivere, di esprimerti. Ora
facciamo parte di un Partito che sta nascendo e dipenderà da noi tutti come
questo evolverà, abbiamo in mente di dare una mano al Paese attraverso
questo Partito, per il bene comune, almeno questo é il ns proposito.



Ne approfitto per ringraziare Adriano „il vecchio, rimasto
giovane“ che ti ha fatto conoscere la ns sezione, sezione ai più totalmente
sconosciuta.



Anche quando facciamo qualcosa di importante, vediamo
intorno a noi quasi sempre e quasi solo le facce che conosciamo, gente che
milita giá nelle Associazioni o simpatizzanti di queste o del ns Partito,
non riusciamo a coinvolgere la comunità italiana di Monaco che pur è
numerosa.



La stessa cosa si potrebbe dire del CCF, di Rinascita, di
„Un’altra Italia“. È stato sufficiente che un giorno venisse Travaglio a
Monaco e senza alcun impegno (chiedetelo a Fiorenzo che aveva il compito di
prenotare la lista) si sono radunate ca. 500 persone per ascoltarlo. Che
vogliano tutti un leader? o Cosa?



Dite la vs, sono curioso. Dal duro lavoro, ma con tanto
entusiasmo gt



Von: pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com
[mailto:pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com] Im Auftrag von Luigi Tortora
Gesendet: Freitag, 18. Juni 2010 08:52
An: tannino@tanninode; 'Adriano Baudino';
concetta.vacante@googlemail.com; 'Daniela Di Benedetto'
Cc: 'pd-monaco-di-baviera'
Betreff: Re: {Sez.PD Monaco di Baviera 1143} Aperitivo
politico musicale sul tema politiche attive per il lavoro - 12.Giugno 2010,
18:00 Giesinger Bahnhof




Caro Gianfranco,
le Tue E-mail le leggo regolarmente e con molt´attenzione
perché,ne sono certo, sono frutto
d´una Tua maturata e profonda esperienza fatta giorno per
giorno sulla Tua propria pelle.
La realtá va vissuta tutta,nella vita si ci deve
tuffare,solo cosí si riceve il battesimo tanto anelato e rinasce nell`uomo
vecchio, l´uomo nuovo! non piú promesse e chiacchiere inutili che come le
foglie
secche d´alloro non rinverdiscono mai, bens í un mutamento di
360°.
Nella vita se si vuole essere se stessi,bisogna essere
soprattutto autentici: "diventa ció che sei",
scriveva Nietsche.
Infine mi permetto,con l´occasione, di precisare ch´io in
nessunissima E-mail ho pronunciato
il nome Damiano: fino a questo momento non sapevo neanche
chi fosse ed oggi sono grato di saperne un pó di piú e di parlarne col
dovuto rispetto che si merita; solitamente non amo parlare di persone
assente.
Con affetto e gratitudine per l´attenzione che poni alle mie
modestissime E-mail,
caramente Ti saluto,



Luigi Tortora










----- Original Message -----

From: tannino@tannino.de

To: 'Adriano Baudino' <mailto:adri.baudi@online.de>
; luigi.tortora@gmx.de ; concetta.vacante@googlemail.com ; 'Daniela Di
Benedetto' <mailto:daniela.dibenedetto@googlemail.com>

Cc: 'pd-monaco-di-baviera'
<mailto:pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com>

Sent: Tuesday, June 15, 2010 1:33 PM

Subject: {Sez.PD Monaco di Baviera 1128} Aperitivo
politico musicale sul tema politiche attive per il lavoro - 12.Giugno 2010,
18:00 Giesinger Bahnhof



Scusate se rispondo solo ora sulle proteste di
Cetti, Adriano e Luigi riguardante la non presenza dell’ex ministro Cesare
Damiano alla ns manifestazione. Avevo pregato Emido di ragguagliarci, ma
visto che non l’ha fatto provo io a dire la mia.



Siamo sicuri che Damiano ci aveva garantito la sua
presenza? Se non erro non aveva in un secondo tempo disdetto?



Se cosi fosse avre mmo commesso noi l’imperdonabile
errore di informare il pubblico dando per certo la presenza quando invece
eravamo stati informati del contrario. La ns sezione é conosciuta per non
avere peli sulla lingua e questo lo reputo giusto, ma attenti a non mettere
tutti nello stesso calderone, Damiano é stato uno di quei ministri sotto
Prodi che ha fatto onestamente il suo lavoro e per quello che é conosciuto
gode ottima reputazione.



Io sono per dare a Cesare ciò che é di Cesare
etc..etc…



gt





Von: Daniela Di Benedetto
[mailto:daniela.dibenedetto@googlemail.com]
Gesendet: Sonntag, 6. Juni 2010 23:48
An: Emidio Colonnella; Emidio Colonnella; Fiorenza
Colonnella; Tannino; laura urso; serena chillemi; Augusto Giussani; Giuseppe
Izzo; Orazio Vallone; Claudio Cumani; antonio bosi
Cc: Concetta Vacante
Betreff: Aperitivo politico musicale sul tema
politiche attive per il lavoro - 12.Giugno 2010, 18:00 Giesinger Bahnhof



Cari tutti,

cotrariamente a quanto annunciato oggi pomeriggio vi
giro il volantino originario, non modificato. Cetti suggerisce che è meglio
comportarsi così.
D'altro canto non si può escludere del tutto alla
fine Damiano si presenti all'incontro visto che è stato espressamente
invitato e che òa data era stata concordata con largo anticipo (tenterò di
insistere ancora e lasciare aperto qualche spiraglio).

Vi prego di diffondere la notizia dell'incontro il
più possibile anche con le vostre mailing list e contattando patronati o
uffici, e di dare rilievo alla presenza di Christoph Frey ed al fa tto che
parleremo di Harzt IV.


Un caro saluto e a presto,

Daniela




--

**************************************************
Daniela Di Benedetto
I: +39 347 3667298
D:+49 162 4143778
http://danieladibenedetto.eu
<http://danieladibenedetto.eu/>
skype: danidib
msn: ddbenede@hotmail.com

**************************************************

--
Hai ricevuto questo messaggio perché sei iscritto al
gruppo "Sez.Partito Democratico Monaco di Baviera" di Google Gruppi.
Per postare messaggi in questo gruppo, invia
un'email a PD-monaco-di-baviera@googlegroups.com.
Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, invia
un'email a PD-monaco-di-baviera+unsubscribe@googlegroups.com
<mailto:PD-monaco-di-baviera%2Bunsubscribe@googlegroups.com> .
Per ulteriori opzioni, visita il gruppo
all'indirizzo http://groups.google.com/group/PD-monaco-di-baviera?hl=it.

--
Hai ricevuto questo messaggio perché sei iscritto al gruppo
"Sez.Partito Democratico Monaco di Baviera" di Google Gruppi.
Per postare messaggi in questo gruppo, invia un'email a
PD-monaco-di-baviera@googlegroups.com.
Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, invia un'email a
PD-monaco-di-baviera+unsubscribe@googlegroups.com
<mailto:PD-monaco-di-baviera%2Bunsubscribe@googlegroups.com> .
Per ulteriori opzioni, visita il gruppo all'indirizzo
http://groups.google.com/group/PD-monaco-di-baviera?hl=it.



--
Hai ricevuto questo messaggio perché sei iscritto al gruppo
"Sez.Partito Democratico Monaco di Baviera" di Google Gruppi.
Per postare messaggi in questo gruppo, invia un'email a
PD-monaco-di-baviera@googlegroups.com.
Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, invia un'email a
PD-monaco-di-baviera+unsubscribe@googlegroups.com
<mailto:PD-monaco-di-baviera%2Bunsubscribe@googlegroups.com> .
Per ulteriori opzioni, visita il gruppo all'indirizzo
http://groups.google.com/group/PD-monaco-di-baviera?hl=it.





--
cetti vacante


--
Hai ricevuto questo messaggio perché sei iscritto al gruppo "Sez.Partito
Democratico Monaco di Baviera" di Google Gruppi.
Per postare messaggi in questo gruppo, invia un'email a
PD-monaco-di-baviera@googlegroups.com.
Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, invia un'email a
PD-monaco-di-baviera+unsubscribe@googlegroups.com.
Per ulteriori opzioni, visita il gruppo all'indirizzo
http://groups.google.com/group/PD-monaco-di-baviera?hl=it.
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

Da

"MicheleTrapanaro" <mtrapanaro@t-online.de>

 

(Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)

Data

01/05/10 9:33:00 pm

A

"sandra cartacci" <sandra.cartacci@t-online.de> , "antonio" <antonio@bosi.info> , "asil" <asiliram@yahoo.de> , "clara" <Clara51@t-online.de> , "daniela" <daniela.dibenedetto@googlemail.com> , "ilaria" <furnilaria@web.de> , "paolo" <pagattolo@hotmail.de> , "peppino" <loiudice@infogrottole.it> , "vinca" <vincalenne@googlemail.com> , "ambra Ambra.Sorrentino" <ambra.sorrentino@web.de> , "Giulio Bailetti" <giulio_bailetti@gmx.de> , "'Cosimo Carniani'" <cosimoc79@googlemail.com> , "Tiziana Gentili" <info@tiziana-gn.com> , "Gianfranco Gianfrancotannino" <gianfrancotannino@web.de> , "'unaltraitalia groups'" <unaltraitalia@googlegroups.com> , "Pierangela Hoffmann" <pierangela@gmx.de> , "Alessandro Holthaus" <alexander@woodenstars.net> , "egle maiolo" <e-m-wenzel@t-online.de> , "'Venier, Mauro'" <mvenier@gmx.de> , "ADL Newsletter" <aermanoadl@datacomm.ch> , "Nicola.Marangoni" <nicola.marangoni@gmail.com> , "Mattarei Norma" <Norma.Mattarei@caritasmuenchen.de> , "elfi padovan" <elfi.padovan@gmx.de> , "Paolo.Sala" <paolo.sala@arcor.de> , "Ramuh

Oggetto

Il capitalismo finanziario e la crisi dell'euro

Allegati :

 

 

 

 

 

 

horizontal rule

default.htm

Le banche da sole non potrebbero farcela a finanziare gli investimenti della produzione  e dei servizi essendo i profitti del sistema economico diventati esigui a causa della loro distribuzione ormai da anni estesa e  concentrata nel continente asiatico. A supportare il sistema economico-finanziario è la borsa per cui la disponibilità di risorse cresce nella misura in cui l'offerta delle azioni sono credibili e suffragate di fiducia da parte dei suoi operatori. Ma questi soggetti, che giá nel passato con le loro sfrontate speculazione gettarono gli Stati Uniti nel 1929 nella crisi più grave della sua storia, negli ultimi tempi stanno trasformandosi in agenti di destabilizzazione del sistema capitalista occidentale. È un atto di cui ancora non vi è, sia da parte della politica che del potere economico, piena consapevolezza avendo rinunciato agli interessi nazionali nell'illusione che l'apertura e l'internalizzazione del mercato potesse essere una nuova opportunità per aumentare i profitti. Nel frattempo succedeva che la globalizzazione portando le multinazionali occidentali nel sud-est asiatico consentivano a un paese come la Cina (paese fondamentalmente agricolo dove la tecnologia era ancora un tabù culturale, una aberrazione capitalista) di diventare una potenza di primo piano, tant'è che insidia addirittura gli stessi americani nel vertice mondiale della ricchezza nazionale. Senonchè, la Cina ne è soltanto la punta di diamante, visto che un pò tutti i paesi fino a qualche anno fa sottosviluppati o in via di sviluppo come l'India, il Brasile e anche la Turchia, sono stati capaci di approfittare degli investimenti occidentali per uscire dalla pesante condizione di povertà in cui versavano e oggi in grado perfino di sedersi allo stesso tavolo (G20) del potere neoimperialista diretto tuttora dagli americani nonostante il "socialismo" di Obama.
La globalizzazione davanti alle sue ragioni prettamente economiciste debellava così le ultime connotazioni ideologiche e paleonazionaliste del capitalismo e della stessa "civiltà occidentale" giungendo fino alla dissoluzione del socialismo reale. Tuttavia, tale processo di pragmatizzazione dell'economia internazionale, motivato da una sapiente nonchè apparente "umanizzazione" dei precedenti rapporti di forza geopolitici, non è valso a fare desistere i bastioni  neoidealisti della vecchia Europa dal migliorare la propria coesione culturale che si è avvalsa di una nuova valuta comunitaria (l'euro) come fattore di stabilità finanziaria. Naturalmente, nonostante i nobili intenti dei più ideologizzati sul fronte dell'europeismo, come ad esempio l'Italia del centrosinistra, questa ultima roccaforte dell'idealismo non poteva non imbattersi e incrinarsi di fronte all'ennesima crisi finanziaria degli ultimi anni. Crisi, ricordiamocelo, generata dalla speculazione come variabile schizzoide e ineluttabile della stessa globalizzazione: il capitalismo finanziario che detta le leggi del mercato a quello economico di cui la politica è sussunta da sempre.
 In questo angusto meandro delle sovrapposizioni dei soggetti del potere sta consumandosi la prima crisi economica dell'unità monetaria di cui l'anello più debole, la Grecia, un paese non industrializzato, sarà la prima a pagarne a duro prezzo la propria velleitaria scommessa di non rimanere ai margini dell'Europa delle cui origini culturali è precursore; è senz'altro un apparente paradosso storico in quanto dissimulazione di una anchilosante idea originaria.

 

 

 

 

 
 
 
 
 

"antonio" <antonio@bosi.info> , "clara" <Clara51@t-online.de> , "daniela" <daniela.dibenedetto@googlemail.com> , "Emilia" <emiliasd@web.de> , "ilaria" <furnilaria@web.de> , "paolo" <pagattolo@hotmail.de> , "peppino" <loiudice@infogrottole.it> , "ambra Ambra.Sorrentino" <ambra.sorrentino@web.de> , "Giulio Bailetti" <giulio_bailetti@gmx.de> , "Gianfranco Gianfrancotannino" <gianfrancotannino@web.de> , "Pierangela Hoffmann" <pierangela@gmx.de> , "ADL Newsletter" <aermanoadl@datacomm.ch> , "Nicola.Marangoni" <nicola.marangoni@gmail.com> , "Mattarei Norma" <Norma.Mattarei@caritasmuenchen.de> , "elfi padovan" <elfi.padovan@gmx.de> , "Paolo.Sala" <paolo.sala@arcor.de> , "Ramuhm" <ramuhm@yahoo.de> , "Sante Recca" <mail@sante-recca.com> , "vittorio spano" <vistespano@online.de> , "Walter Tagliabue" <tagliabue@gmx.de> , "Tommaso.Pedicini" <tommaso.pedicini@lycos.com> , "marinella vicinanza-ott" <maviott@arcor.de>

14/02/10 10:36:00 pm

"sandra cartacci" <sandra.cartacci@t-online.de>

I paradossi del conformismo italiano

Se già Leopardi, perplesso, si chiedeva perché gli italiani fossero diversi dagli altri popoli occidentali, allora é evidente che i problemi dell'Italia odierna hanno origini ben lontane e, al momento, non esiste nè da parte dei politici nè da parte degli intellettuali la capacitá di capirne le cause per rimuoverle. Ciò perchè, in definitiva, viene ancora a mancarne la consapevolezza e quando talora ci si avvicina è trasformata in tabù, in una sorta di inaccessibile fortezza che non si ha il coraggio di assaltare per paura della propria incolumità. Espugnandola, infatti, si metterebbero a nudo le proprie contraddizioni e, sopratutto, il senso autodistruttivo dell'ideologia totalitaria e onnicomprensiva dell'umanesimo cattolico di cui un pò tutti, dalla destra alla sinistra, sono formati. Questo avventurarsi nell'incognito terrorizza la classe dirigente italiana col fariseismo dei suoi politici e l'ignavia e la viltá degli intellettuali. Per costoro, pur di sopravvivere a se stessi invece di operare per trasformare culturalmente la popolazione, giova di più fingere sulle cause dell'anomalia italiana dandone un significato distorto di contingenza politica. Riescono perciò a rifuggire alla ingenerositá della Storia per il fatalismo di cui è imbevuta la loro coscienza cloroformizzata da centinaia d'anni e tenuta in auge per fossilizzare le istanze di innovazione che pur esistono in seno alla popolazione. Quì risiedono le chiavi di lettura dell'ingessatura del sistema capitalista italiano e le forme reazionarie e, talvolta, bigotte dell'Italia. Già Gramsci vi dovette avere a che a fare nell'analisi sugli intellettuali italiani a causa del loro trasformismo e l'indifferenza nel prendere di petto la situazione per veicolarla sulla strada del progresso, ma che invece avrebbero consegnato le sorti del paese nelle mani di lì a poco insaguinate del regime fascista. 
La vigliaccheria che contraddistingue la classe dirigente e gran parte della popolazione è manifestata mediante il rifiuto di identificare nella propria cultura, vale a dire nell''egemonia della cultura cattolica, l'anomalia che blocca l'Italia. Che non consiste esclusivamente con l'accesso di Berlusconi nella vita pubblica, ma risalente a ben molto tempo fa con l'avvento dell'Illuminismo che mettendo fine al medioevo cristiano spianava nel nord Europa la strada alla rivoluzione industriale, cioè al capitalismo. Tale processo di trasformazione storica dell'occidente scuoteva alle fondamenta il fideismo delle popolazioni latine e quello italiano non ne era da meno tant'è che, onde evitare di finire nelle braccia della riforma protestante, continuò ad illudersi della propria rettitudine acclamando al temporalismo della chiesa e alla violenza inaudita dell'Inquisizione. Definita la scienza, che via via andava sviluppandosi in virtù del pensiero economico inglese del XVII° secolo, un processo di destabilizzazione del pensiero religioso, gli italiani divisi e privi di una coscienza nazionale svilupparono un atteggiamento generalmente di aperta ostilità e  sfiducia verso il nuovo corso della storia. Tale avvitamento su se stessi e la rinuncia a servirsi del progresso per migliorare le proprie condizioni di esistenza, li porteranno più o meno fino ai nostri giorni a diffidare ancora della scienza, come della ricerca e la formazione. Tutto ciò non poteva non creare il formarsi di una sovrastruttura del fatalismo che li ha resi inermi o, perlomeno, a disagio con la modernità a prescindere dalle apparenze. Ecco spiegata la causa della debacle nelle comparazioni internazionali dove il livello del loro sapere è molto basso! Ciò vale anche per spiegare l'inefficienza della pubblica amministrazione, il deturpamento dell'ambiente e del paesaggio, la corruzione e, ovviamento, per spiegare lo scarso senso della democrazia e dell'etica pubblica. 
Una caratteristica delle sovrastrutture della classe dirigente e una gran parte degli italiani che hanno votato ultimamente per la destra e nel passato Democrazia cristiana risiede nei paradossi insiti nel conformismo politico e culturale: l'essere tutti colpevoli o tutti innocenti, ovvero la parodia del totalitarismo nella sua forma paradossale! L'ultima triste testimonianza si è avuta ad AnnoZero di qualche giorno fa allorchè Santoro e Emma Bonino nel commentare la decisione della Rai di ottemperare all'ordine del regime berlusconiano di imbavagliare politicamente tutti i talk show cosidetti di informazione, invece di indicare nella destra al governo una impronta dittatoriale sparavano a zero contro la...politica, come se a volerlo fossero anche Bersani, Di Pietro ecc,. Si è arrivati al punto di erigere a verità assoluta l'assioma per cui Tangentopoli avrebbe coinvolto tutti i partiti, indistintamente, dal pentapartito guidato da Craxi fino al PCI, per poter sostenere che nessuno può fregiarsi dal pulpito alcun titolo di onestà morale! Oppure, quando nel tentativo ormai riuscito di ridimensionare la "questione morale" invocata da Berlinguer alla fine degli anni settanta davanti alla degenerazione del regime corrotto e clientelare dei democristiani gli viene equiparato quell'Aldo Moro che poco prima di accondiscendere alla proposta di "compromesso storico" dello stesso Berlinguer aveva tuonato che la Democrazia cristiana non si sarebbe mai lasciata processare dalla piazza!
Michele

  "Michele Trapanaro" <mtrapanaro@t-online.de>
  (Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)
Data 13/11/09 11:38:00 pm
A "sandra" <Sandra.Cartacci@t-online.de> , "brodo" <brodo.dr@t-online.de> , "clara" <Clara51@t-online.de> , "claudio" <claudio.fanti@sciltechnology.com> , "concetta" <concetta_darcangelo@hotmail.com> , "daniela" <benedetti.daniela@virgilio.it> , "daniela" <daniela.dibenedetto@googlemail.com> , "elfi" <elfi.padovan@gmx.de> , "emilia" <emilia.sd@t-online.de> , "franco" <fzambito@freenet.de> , "gatti" <pagattolo@hotmail.de> , "gianni" <gianni@minelli.de> , "Gilormina" <falcone58@tiscali.it> , "giovanna" <giovanna.runggaldier@t-online.de> , "giulia" <giuli.tibone@freenet.de> , "giuliano" <giuliano.ori@gmx.de> , "giulio" <Giulio_Bailetti@gmx.de> , "loredana" <loredana58@hotmail.com> , "marcello" <marcellotava@yahoo.com> , "maviott" <maviott@arcor.de> , "norma" <nmattarei@caritasmuenchen.de> , "ornella" <ornellafava@web.de> , "paola" <Paaoolaa@aol.com> , "peppino" <loiudice@infogrottole.it> , "paolo" <paolo.sala@arcor.de> , "pierangela" <pierangela@gmx.de> , "santoriello" <msantoriello@web.de> , "scorsone" <scorsone@web.de> , "senzalimiti" <se
Oggetto La libertà di pensiero
Allegati :  
 
 

horizontal rule

default.htm

Nei giorni scorsi si sono verificati due eventi che, visto il loro significato, non si possono che analizzare anche per stroncare sul nascere qualsiasi cedimento intellettuale sul tentativo in atto di voler attribuire alla libertá dei tempi odierni una valenza culturalmente onnicomprensiva. La celebrazione del ventesimo anno della caduta del muro di Berlino e la sentenza della corte dei diritti dell'uomo di Bruxelles sul crocefisso nelle scuole pubbliche sono gli argomenti che ci hanno fatto discutere in questi giorni e costernati per l'ambiguità dell'esposizione fatta dai media italiani.
Il primo argomento concernente la celebrazione della caduta del muro di Berlino è stato in Italia, diversamente che in Europa occidentale, di natura ideologica in cui il fantasma del comunismo, nonostante i venti anni trascorsi dal dissolvimento del socialismo reale, veniva riesumato trovando anche al di qua del finto reticolato che divide la destra dalla "sinistra" autorevoli esegeti del revisionismo storico. Persino Saviano che alla luce della ricerca di una esposizione autobiografica di se stesso facendo leva, a "Che tempo che fa", sul carattere disumano della vita nei gulag della Siberia denunciato con un libro di un famoso dissidente  russo, riusciva, peraltro efficacemente, a produrre fiducia nell'integritá dell'anima di cui ciascuno dovrebbe preoccuparsi di avere per opporsi alla malevolenza del potere. Prima di lui, sempre alla televisione, c'era stato Occhetto che ad "Uno mattina", di impronta evidentemente filogovernativa, non perdeva l'occasione per rilanciare la tesi che lo portò, da segretario del PCI, a cambiare nome al partito, come se la sua storia fosse stata comune ad un qualsiasi partito comunista della ex Unione Sovietica! Lo spettacolo allestito dai media ha sicuramente assestato un'altro poderoso fendente a quel minimo di credibilità etica e filosofica che il comunismo teorizzato da Marx, nonostante i tempi, riesce tuttora a rincuorare qualcuno di noi. Ciò avviene non perché in costoro operi un sistema dogmatico concettuale, ma semplicemente perché sono per il fascino dell'antitesi che rende la critica marxista del sistema capitalista e di ogni forma di potere politico-economico-religioso esteticamente seducente, tale da meritare l'interesse degli stessi per una soggettività incentrata sulla superioritá culturale e di un modo di essere al di fuori degli amorfi schemi dominanti. Tale ragione non è dissimulazione, se la mettiamo in chiave psicoanalitica, cioè la rimozione di un Io annichilito per le presunte devastazioni apportate dallo spegnimento della cosidetta Utopia degli anni settanta nella propria esistenza, ma é proprio quella "anima" cui Saviano faceva riferimento l'altra sera da Fabio Fazio che si oppone di fatto alle sovrastrutture del potere di cui fa anche parte, per l'appunto, il "male" della camorra e l'anticomunismo di cui paradossalmente è imbevuto a causa della sua formazione cattolica.
Il secondo argomento, quello inerente alla pretesa dei cattolici e dei laici clericali italiani di destra e della presunta sinistra per cui è un fatto dovuto alla storia italiana sviluppatasi in seno al cristianesimo è l'esempio, qualora qualcuno non l'avesse ancora capito, della forma totalitario-integralista, perciò onnicomprensiva, della cultura religiosa e del cattolicesimo italiano. Tale modo di porsi davanti al moderno costituisce la natura preindustriale della mentalità degli italiani, ostinati più che mai a non recidere il proprio cordone ombelicale col passato contadino eretto addirittura a civiltà: quella bucolica dove la famiglia è la struttura portante della lunghissima epoca feudale. Forgiati così agli italiani resta arduo l'affermarsi di princìpi diversi che conclamando  il progresso delle  condizioni materiali di vita mettano a repentaglio le proprie presunte certezze fondate sull'ignoranza del cristianesimo nell'aver oscurato e mistificato invece la cultura greco-romana, le radici autentiche e laiche della cultura dell'Europa occidentale. Condizionati dall'integralismo religioso non hanno pertanto i mezzi per evolvere neppure sul piano della coscienza democratica e incapaci a riconoscere il valore seppure illusioro e formale delle libertà liberali: la libertà di pensiero. Essendo carenti in fatto di libertà non tollerano che la persona possa avere il diritto a pensarla in maniera diversa e, forse, non sono neppure così pochi coloro che sognano la reintroduzione del potere temporale della chiesa che di fatto, invero, seppure latentemente, è in auge ininterrottamente, tranne che negli anni settanta durante la rivolta giovanile che contestava il potere e le sue forme autoritarie. Ecco perché in Italia, tanto la destra quanto la "sinistra", si sono indignati davanti alla sentenza della corte europea dei diritti dell'uomo nell'enunciare che la presenza del crocefisso nelle scuole pubbliche lede la libertà di pensiero.
Michele

 
 

"Michele Trapanaro" <mtrapanaro@t-online.de>

(Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)

01/11/09 11:17:00 pm

 
 

A

"sandra" <Sandra.Cartacci@t-online.de> , "brigitte" <brigittejaitner@web.de> , "brodo" <brodo.dr@t-online.de> , "clara" <Clara51@t-online.de> , "claudio" <claudio.fanti@sciltechnology.com> , "concetta" <concetta_darcangelo@hotmail.com> , "daniela" <benedetti.daniela@virgilio.it> , "daniela" <daniela.dibenedetto@googlemail.com> , "elfi" <elfi.padovan@gmx.de> , "emilia" <emilia.sd@t-online.de> , "franco" <fzambito@freenet.de> , "gatti" <pagattolo@hotmail.de> , "gianni" <gianni@minelli.de> , "Gilormina" <falcone58@tiscali.it> , "giovanna" <giovanna.runggaldier@t-online.de> , "giulia" <giuli.tibone@freenet.de> , "giuliano" <giuliano.ori@gmx.de> , "giulio" <Giulio_Bailetti@gmx.de> , "loredana" <loredana58@hotmail.com> , "marcello" <marcellotava@yahoo.com> , "maviott" <maviott@arcor.de> , "norma" <nmattarei@caritasmuenchen.de> , "ornella" <ornellafava@web.de> , "paola" <Paaoolaa@aol.com> , "paolo" <paolo.sala@arcor.de> , "peppino" <loiudice@infogrottole.it> , "pierangela" <pierangela@gmx.de> , "santoriello" <msantoriello@web.de> , "scorsone"

Oggetto

La pavidità del centrosinistra

Allegati :

 

 

 

 

 

 

horizontal rule

default.htm

Anche se vi é arrivato in ritardo comunque vá dato atto al centrosinistra di aver preso coscienza dell'anomalia italiana che trova nell'atteggiamento antipolitico di Berlusconi il suo apogeo. Ciò tuttavia non la esime da una visione fitta di contraddizioni e paradossi e finisce con il dimostrare che essa stessa è parte integrante di detta anomalia. Se da un lato Berlusconi è l'alfiere di una idea affaristica della politica e adorato dal proprio schieramento che dirige da capo indiscusso, dall'altro abbiamo un centrosinistra che non se ne discosta molto essendo anche esso degli stessi principi-guida della destra: la questione morale non come fondamento prioritario della propria cultura politica, ma un suo semplice aspetto derogabile. Tale insufficienza morale della politica non risale solo ad una visione manichea di essa ma costituisce la sovrastruttura per eccellenza della cultura nazionale fondata sull'umanesimo cattolico. Il quale, essendo una cultura antipolitica e essenzialmente una cultura antieconomicista e per tale ragione preideologica, non è perciò adeguato a gestire la cultura del determinismo economico odierno di cui é permeato il sistema capitalista nei cui confronti nutre sin dal suo nascere una profonda sfiducia. Questa è la ragione per cui lo sviluppo economico pur essendo stato forte però tale cultura non ha avuto l'interesse di organizzarlo scientificamente sapendo che avrebbe potuto mettersi nei guai facendo dell'Italia un paese troppo moderno e laico. Non sorprende allora che l'insofferenza culturale e politica tanto della destra quanto del centrosinistra verso la scienza è la stessa che ritroviamo come ritrosia nel riconoscimento giuridico del testamento biologico, le cellule staminali e, non da ultimo, la rinuncia a legiferare sul piano dei diritti civili degli omosessuali e delle coppie di fatto. È la stessa cultura che porta Berlusconi ad usare la politica per soddisfare i propri interessi privati ingaggiando una battaglia inaudita ai suoi detrattori che sono nella sua visione pateticamente totalitaria sopratutto i magistrati, pochi, che cercano di espletare il proprio dovere. È la stessa cultura da cui, come dicevo innanzi, una volta derogata la morale, trova linfa la sua sfrontatezza di non dimettersi nonostante che nella sentenza sul lodo Mondadori sia un corruttore, che ne abbia fatte di tutti i colori come il farsesco libertinaggio della propria vita privata, che nel mondo sia inviso da tutti, tranne che, e non a caso, da Putin e Erdogan, che, in definitiva, contribuisca ad acuire la cattiva nomea degli italiani! D'altro canto, tale cultura, l'umanesimo cattolico quale causa dell'anomalia italiana, è la stessa che fa sì che gran parte dell'opposizione, che vede in questo triste comportamento l'intero Partito Democratico, non ne chieda a sua volta e dimissioni!
Senonché, una differenza apparentemente c'è fra la sfrontatezza o menefreghismo di Berlusconi e la pavidità o correità del centro sinistra: l'uno è nonostante tutto consapevole del peso dei media nella formazione del consenso, quindi ha una visione manichea della politica, l'altro sorprendentemente non lo è avendo un carattere buonista o perdonista, la ragione che lo porta a transigere sul conflitto di interessi! Fra l'altro la paviditá del centrosinistra l'abbiamo denotata su Marrazzo al quale il PD ha chiesto subito le dimissioni per un imperdonabile errore che rispetto a quelli di Berlusconi era sicuramente infinatemente inferiore. La stessa Repubblica che, nell'estate appena trascorsa avendo trovato nel suo direttore e in Giuseppe D'Avanzo le punte ipercritiche dell'operato di Berlusconi però senza averne mai chiesto esplicitamente le dimissioni, adesso con Marrazzo le ha anche lei chieste, e come se non bastasse immediatamente e con intransigenza! Può essere anche la vecchia politica opportunista del doppio pesismo, di fatto però, salvo alcuni, la stragrande maggioranza del centrosinistra continua a far finta di nulla rinunciando a chiedere le dimissioni di Berlusconi benché abbia mille ragioni per farlo.
Proprio perché in un paese normale dell'occidente un personaggio come Berlusconi non solo si sarebbe dimesso da tempo, ma mai avrebbe avuto una plausibile ragione per esserci, essendo il grado di democrazia molto elevato. Lo stesso che agisce come rigeneratore dell'ideologia del potere e del sistema capitalista nel suo insieme. In Italia, viceversa, a causa dell'umanesimo cattolico essendo il livello di democrazia abbastanza scarso l'idea di potere è avulsa dal contesto storico e geopolitico dell'ideologia del moderno. Di qui l'anomalia e le difficoltà del paese di essere quello che vorrebbe essere ma senza sapere e poterlo fare: un paese al passo coi tempi e economicamente competitivo. Un paese, insomma senza arte nè parte! Un paese farsesco: quello della Commedia dell'Arte!
Michele

 

 

 

 

 
 
Da "Michele Trapanaro" <mtrapanaro@t-online.de>
  (Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)
Data 02/10/09 10:03:00 pm
A "sandra" <Sandra.Cartacci@t-online.de> , "brigitte" <brigittejaitner@web.de> , "brodo" <brodo.dr@t-online.de> , "clara" <Clara51@t-online.de> , "claudio" <claudio.fanti@sciltechnology.com> , "concetta" <concetta_darcangelo@hotmail.com> , "daniela" <benedetti.daniela@virgilio.it> , "daniela" <daniela.dibenedetto@googlemail.com> , "elfi" <elfi.padovan@gmx.de> , "emilia" <emilia.sd@t-online.de> , "franco" <fzambito@freenet.de> , "gianni" <gianni@minelli.de> , "Gilormina" <falcone58@tiscali.it> , "giovanna" <giovanna.runggaldier@t-online.de> , "giulia" <giuli.tibone@freenet.de> , "giuliano" <giuliano.ori@gmx.de> , "giulio" <Giulio_Bailetti@gmx.de> , "loredana" <loredana58@hotmail.com> , "marcello" <marcellotava@yahoo.com> , "maviott" <maviott@arcor.de> , "norma" <nmattarei@caritasmuenchen.de> , "ornella" <ornellafava@web.de> , "paola" <Paaoolaa@aol.com> , "paolo" <paolo.sala@arcor.de> , "peppino" <loiudice@infogrottole.it> , "pierangela" <pierangela@gmx.de> , "santoriello" <msantoriello@web.de> , "scorsone" <scorsone@web.de> , "senzalimiti
Oggetto Manifestazione per la libertà di stampa in Italia
Allegati :  
 
 
 
 

horizontal rule

default.htm

In una intervista rilasciata a L'Espresso di questa settimana Scalfari dice che la libertá di stampa, minacciata dal ducetto Berlusconi, è  un "contropotere della democrazia occidentale di controllo del potere politico, economico e religioso". Il concetto denota un errore di fondo che, in ultima analisi, costituisce un riflesso della mentalitá italiana, per acquisizione storico-ideologica, di dovere considerare la chiesa e la sua "dottrina" anche un potere, alla stressa stregua di quello politico ed economico, da tenere sotto controllo onde impedire eccessi  e perfino prevaricazioni dell'articolo 21 della Costituzione. Quello che anche a Scalfari sfugge è che alla luce di quelli che sono i lineamenti della democrazia occidentale è di per sè una evidente distorsione l'esistenza di un potere religioso che, nel caso italiano, è il segnale di una democrazia incompiuta e, per tale ragione, insufficientemente matura: di qui l'anomalia italiana. Ponendoci, infatti, la domanda perché mai nei paesi occidentali, ivi compresi Spagna e Portogallo una volta cattolicissimi, non c'è assolutamente la necessità di controllare nessun potere religioso in quanto inesistente essendo lì la chiesa ai margini del sistema e non si pone mai di traverso sul campo dei diritti civili e la ricerca scientifica, allora si capisce la ragione delle loro condizioni più evolute e il passo più spedito del sistema industriale. In Italia, viceversa, nella generale inconsapevolezza, perché condannati dalla propria storia e sopratutto dalle sovrastrutture a restare un popolo zimbello, nichilisticamtne compiaciuti della propria "diversitá/superioritá culturale intepretata però come parodia, giace anche un potere religioso da controllare e non di vederlo, invece, come un cappio al collo all'intero sistema e quindi anche alla cosidetta libertá di stampa.
Oltretutto, Scalfari non solo è impossibilitato, come del resto tutti gli italiani, a considerare negativamente l'esistenza del potere religioso, ma anche a demistificare la mitologia sulla libertá, in tal caso come libertá di opinione, nel sistema capitalista. Condizionato da una concezione idealista della libertá sfocia nell'ideologia pura e crede in una sua manifestazione oggettiva e non piuttosto, come nei paesi pragmatici dell'occidente, in un dato di fatto semplicemente propagandistico volto a legittimare il sistema capitalista che, a sua volta, deve giustificare la propria forma onnicomprensiva come dominio assoluto sugli uomini. La differneza è sostanziale: mentre lì la libertá di stampa o di opinione è di supporto al sistema, in Italia, viceversa, come in Russia e nella Cina pseudocomunista, la libertà di stampa è minacciata non da oggi ma da sempre già dal dopoguerra perché condizionata da una idea di essa subalterna alla classe dominante! È un idea classista della stessa libertá che da l'esatta misura di un paese che nonostante la grande crescita economica dei primi anni sessanta che lo trasformava da paese prevalentemente contadino in paese industrializzato,
non è stato capace di agganciarsi all'idea più avanzata di progresso dei paesi anglosassoni, costruendo un sistema politico-economico-finanziario inadeguato, a causa del potere religioso, per diventare competitivo. Da questa visuale, la manifestazione a difesa della libertá di stampa promossa dalla FSNI e indetta domani, è nient'altro che una sovrastruttura di queste condizioni oggettive, ma, come se non bastasse, è anche  una illusione introiettata acriticamente e vissuta come velleitá politica. Manca una idea pragmatica della libertá come quella anglosassone evidentemente ancorata al sistema politico-economico e di sostegno ideologico e non un'idea libertaria di critica del servilismo della stampa in un paese dominato e devastato dalle ultime barbarie commesse da Berlusconi. È un atteggiamento privo di novità e paradossalmente teso a favorire lo status quo.
Michele
Michele

Miche

 
 
 
Da "Michele Trapanaro" <mtrapanaro@t-online.de>
  (Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)
Data 13/09/09 10:55:00 pm
A "sandra" <Sandra.Cartacci@t-online.de> , "brigitte" <brigittejaitner@web.de> , "brodo" <brodo.dr@t-online.de> , "clara" <Clara51@t-online.de> , "claudio" <claudio.fanti@sciltechnology.com> , "concetta" <concetta_darcangelo@hotmail.com> , "daniela" <daniela.dibenedetto@googlemail.com> , "daniela" <benedetti.daniela@virgilio.it> , "elfi" <elfi.padovan@gmx.de> , "emilia" <emilia.sd@t-online.de> , "franco" <fzambito@freenet.de> , "gianni" <gianni@minelli.de> , "giovanna" <giovanna.runggaldier@t-online.de> , "giulia" <giuli.tibone@freenet.de> , "giuliano" <giuliano.ori@gmx.de> , "giulio" <Giulio_Bailetti@gmx.de> , "loredana" <loredana58@hotmail.com> , "marcello" <marcellotava@yahoo.com> , "maviott" <maviott@arcor.de> , "norma" <nmattarei@caritasmuenchen.de> , "ornella" <ornellafava@web.de> , "paola" <Paaoolaa@aol.com> , "paolo" <paolo.sala@arcor.de> , "pierangela" <pierangela@gmx.de> , "santoriello" <msantoriello@web.de> , "scorsone" <scorsone@web.de> , "senzalimiti" <senzalimiti@t-online.de> , "Victor" <stevispa@online.de> , "tiziana" <inf
Oggetto Berlusconi in declino?
Allegati :  
  default.htm
Ammetto di essermi sbagliato nel considerare il quotidiano Repubblica ambiguo per il suo velato diniego a considerare negativamente Berlusconi. C'ha dovuto impiegare un bel pò di anni per riconoscere che non si poteva più tollerarlo per il suo aperto disprezzo delle regole democratiche a cui, invero, un pò tutti si aggrappano, fuorché quelli di origine "comunista" (Pci), per comoditá intellettuale salvo poi calpestarle nelle fasi di crisi cicliche del sistema capitalista. Del resto questa ambiguità di Repubblica avuta nel recente passato era dovuta alle posizioni politiche centriste e all'orienzamento cattolico del suo editore: Carlo Di Benedetti. Non è una novità che fra i detentori del potere scorra comunque del buon sangue che non sará blu, come quello della vecchia aristocrazia borghese che aveva fatto la rivoluzione industriale, scuotendo alle fondamenta la chiesa e debellando, in ultima analisi, il potere temporale reo di un millennio di bieco oscurantismo, ma in ogni caso della stessa classe sociale di appartenenza. E non è neppure una novità la medioritá della borghesia italiana in quanto ultima fra il capitalismo più avanzato dell'occidente ad investire nella ricerca per rendere il proprio sistema industriale più competitivo; nonchè insensibile alla formazione di un welfare più forte verso gli esclusi dalla produzione e dal terziario. Da questa visuale si capisce allora la ragione di tale ambiguità di Repubblica nella sua rinuncia a mettere sotto accusa il comportamento irresponsabile e l'inettitudine di Berlusconi sia come leader politico che come imprenditore. Il suo editore, come Berlusconi riguardo ai suoi giornali di famiglia, gli avrà raccomandato di non calcare troppo la mano nella critica politica della maggioranza, anche perché, secondo Di Benedetti, non c'era una valida alternativa dato che quella rappresentata dal centrosinistra non lo entusiasmava affatto ritenendola, da cattolico "moderato", eccessivamente di sinistra.
Sarà di sicuro un caso che questa condizione di guerra disarmata di Repubblica a Berlusconi cessava con l'inizio della stagione estiva in cui, come é risaputo, e quì non c'entra la casualità ma semmai il carattere di un popolo, lo spirito critico si riaccende spesso andando oltre i limiti stessi prefigurati dalle proprie sovrastrutture. Con ciò non vorrei far balenare l'idea che, adesso, con l'inizio dell'autunno e l'avvicinarsi della stagione invernale tale spirito appassisca in modo tale da tornare addirittura a cavalcare il vecchio cavallo dell'opportunismo. Senoncchè, la realtà, che va sempre intepretata oggettivamente, si presenta in questi primi giorni di settembre come un cambiamento di rotta, quasi una inversione di marcia non da subito di Repubblica, anche se Scalfari nell'editoriale di oggi ancora non si esprime in merito, ma del suo editore che si dice disponibile a formare un "grande"centro con Casini e perfino con Fini!
Sarà anche dietrologia o mediocre politichese, ma ho la netta sensazione che tale virata di De Benedetti si fará sentire sull'orientamento nettamente critico intrapreso da Repubblica nell'estate appena trascorsa, a cominciare dalle sorprendenti 10 domande poste a Berlusconi in termini di etica pubblica prevaricata. Se De Benedetti fará valere le sue idee centriste anche ai giornalisti di Repubblica e L'Espresso, allora sono dell'opinione che del tanto sospirato declino di Berlusconi non ne rimarrà che una triste illusione. Tuttavia, ricordiamoci sempre che l'Italia per la sua storia che l'ha privata di una coscienza nazionale facendo dell'autostima un disvalore, e per l'egemonia dell'umanisemo cattolico non è nelle condizioni per diventare né oggi nè mai un paese normale. Ovvero, un paese senza il Berlusconi di turno.
Michele
 

<ambra.sorrentino@web.de> , <adele.marani@fastwebnet.it> , <alexander@woodenstars.net> , "'andrea camuffo'" <andrea.camuffo@infineon.com> , <brodo.dr@t-online.de> , "'barbara kleiner'" <barbarakleiner@t-online.de> , <benedetti.daniela@virgilio.it> , "'Cianelli Fiorenzo'" <fiorenzocianelli@gmx.de> , <comisano@yahoo.de> , <Clara51@t-online.de> , <coppola-adriano@t-online.de> , <claudio.fanti@sciltechnology.com> , <Corradoconforti@Hotmail.com> , <carmine.macaluso@t-online.de> , <cosimo79@googlemail.com> , <elfi.padovan@gmx.de> , <e-m-wenzel@t-online.de> , "'Francesco Cuomo'" <f.cuomo@gmx.net> , <foriodischia@web.de> , <fzambito@freenet.de> , <filicef@libero.it> , <giazambelli@tiscali.it> , "'Giulio Bailetti'" <giulio_bailetti@gmx.de> , <gminelli@t-online.de> , <gilberto.carraro@virgilio.it> , <giuliano.ori@gmx.de> , <gennarosposato@yahoo.it> , "'Giovanni Cresci'" <gcresci@gmail.com> , <ginevrasimoni@yahoo.it> , "'Gennaro Sposato'" <gennarosposato@googlemail.com> , "'Tiziana Gentili-Nenning'" <info@tiziana-gn.com> , <lorymuenchen@hotmail.it>

11/07/09 10:32:00 pm

<tannino@tannino.de>

Re: Il nemico della stampa - Umberto Eco

 

 
 

 

horizontal rule

default.htm

Francamente parlando, questo aggrapparsi di Umberto Eco agli specchi deformanti della storia, vista da lui fatalisticamente, è non solo snobbismo, ma tende anche a produrre in ciascuno che lo reputa da sempre di sinistra un sentimento di paradossale commiserazione! Perchè è disarmante quello che dice a giustificazione del suo no all'appello de L'Espresso che, giustamente, viste le miserevoli condizioni della libertà di pensiero all'interno dei media, rivolge un appello contro queste barbarie antidemocratiche! Eco, non si accorge che la sua lettura fatalistica della storia, ciò che erroneamente lo induce al pessimismo assolvendo così Berlusconi, è che in un sistema capitalista avanzato o evoluto come quello occidentale la democrazia e quindi la libertá di stampa sono fondamentali strumenti volti a regolare il sistema medesimo. Senza tali regole, dal welfare allo stato di diritto fino alle libertà civili e personali, il sistema capitalista non può che soffrire mettendo a repentaglio le sue stesse sovrastrutture: il pensiero, i costumi, la scienza. Una volta ridimensionate non possono più fungere da viatico per il fabbisogno permanente di competitività industriale peraltro in un mondo fattosi duro a causa della globalizzazione del mercato economico.
Pertanto, limitarsi allo scetticismo di Eco è perdente dietro tutti i punti di vista. Dopotutto è lo stesso scetticismo con cui storicamente gli intellettuali favorirono prima il fascismo e poi l'avvento del regime democristiano e oggi continuano a farlo con Berlusconi assolvendolo da ogni colpa soggettiva. Tanto per cambiare, per costoro il capro espiatorio continua ad essere la mentalità della popolazione, cioè della maggioranza degli italiani! Sarà anche vero, perché col voto dato a Berlusconi sono responsabili in ultima analisi del regime mediatico dell'informazione, ma non si può dubitare che se la scarsa maturità democratica di costoro è tale la colpa allora non va addossata a loro, bensì prorio a quegli intellettuali di sinistra che come Umberto Eco non si adoperano per trasformare lo stato penoso delle cose. In altri termini, il pessimismo di Eco è in verità un malcelato opportunismo!
Michele






 
<tannino@tannino.de> schrieb:

Il nemico della stampa

Umberto Eco, L' espresso, 09-07-2009

>

> Sarà il pessimismo della tarda età, sarà la lucidità che l'età porta

> con sé, ma provo una certa esitazione, frammista a scetticismo, a

> intervenire, su invito della redazione, in difesa della libertà di

> stampa. Voglio dire: quando qualcuno deve intervenire a difesa della

> libertà di stampa vuole dire che la società, e con essa gran parte

> della stampa, è già malata. Nelle democrazie che definiremo 'robuste'

> non c'è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno

> viene in mente di limitarla.

>

> Questa la prima ragione del mio scetticismo, da cui discende un

> corollario. Il problema italiano non è Silvio Berlusconi. La storia (

> vorrei dire da Catilina in avanti) è stata ricca di uomini

> avventurosi,  non privi di carisma, con scarso senso dello Stato ma

> senso altissimo dei propri interessi, che hanno desiderato instaurare

> un potere personale, scavalcando parlamenti, magistrature e

> costituzioni, distribuendo favori ai propri cortigiani e (talora) alle

> proprie cortigiane, identificando il proprio piacere con l'interesse

> della comunità. È che non sempre questi uomini hanno conquistato il

> potere a cui aspiravano, perché la società non glielo ha permesso.

> Quando la società glielo ha permesso, perché prendersela con questi

> uomini e non con la società che li ha lasciati fare?

>

> Ricorderò sempre una storia che raccontava mia mamma che, ventenne,

> aveva trovato un bell'impiego come segretaria e dattilografa di un

> onorevole liberale - e dico liberale. Il giorno dopo la salita di

> Mussolini al potere quest'uomo aveva detto: "Ma in fondo, con la

> situazione in cui si trovava l'Italia, forse quest'Uomo troverà il

> modo di rimettere un po' d'ordine". Ecco, a instaurare il fascismo non

> è stata l'energia di Mussolini (occasione e pretesto) ma l'

> indulgenza e la rilassatezza di quell'onorevole liberale

> (rappresentant e esemplare di un Paese in crisi).

>

> E quindi è inutile prendersela con Berlusconi che fa, per così dire,

> il proprio mestiere. È la maggioranza degli italiani che ha accettato

> il conflitto di interessi, che accetta le ronde, che accetta il lodo

> Alfano, e che ora avrebbe accettato abbastanza tranquillamente - se il

> presidente della Repubblica non avesse alzato un sopracciglio - la

> mordacchia messa (per ora sperimentalmente) alla stampa. La stessa

> nazione accetterebbe senza esitazione, e anzi con una certa maliziosa

> complicità, che Berlusconi andasse a veline, se ora non intervenisse a

> turbare la pubblica coscienza una cauta censura della Chiesa - che

> sarà però ben presto superata perché è da quel dì che gli italiani, e

> i buoni cristiani in genere, vanno a mignotte anche se il parroco dice

> che non si dovrebbe.

>

> Allora perché dedicare a questi allarmi un numero de 'L'espresso' se

> sappiamo che esso arriverà a chi di questi rischi della democrazia è

> già convinto, ma non sarà letto da chi è disposto ad accettarli purché

> non gli manchi la sua quota di Grande Fratello - e di molte vicende

> politico-sessuali sa in fondo pochissimo, perché una informazione in

> gran parte sotto controllo non gliene parla neppure?

>

> Già, perché farlo? Il perché è molto semplice. Nel 1931 il fascismo

> aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un

> giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1 per cento) rifiutarono e

> persero il posto. Alcuni dicono 14, ma questo ci conferma quanto il

> fenomeno sia all'epoca passato inosservato lasciando memorie vaghe.

> Tanti altri, che poi sarebbero stati personaggi eminenti dell'

> antifascismo postbellico, consigliati persino da Palmiro Togliatti o

> da Benedetto Croce, giurarono, per poter continuare a diffondere il

> loro insegnamento. Forse i 1.188 che sono rimasti avevano ragione

> loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però quei 12 che hanno

> detto di no hanno salvato l'onore dell'Università e in definitiva l'

> onore del Paese.

>

> Ecco perché bisogna talora dire di no anche se, pessimisticamente, si

> sa che non servirà a niente.

>

>

> Almeno che un giorno si possa dire che lo si è detto

 

 

 

 

 

 
 
 

"michele.trapanaro" <mtrapanaro@t-online.de>

 

(Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)

Cc

"alexander" <alexander@woodenstars.net> , "ambra" <Ambra.Sorrentino@web.de> , "antonio" <antonio@bosi.info> , "asil" <asiliram@yahoo.de> , "Brigitte" <brigittejaitner@web.de> , "brodo" <brodo.dr@t-online.de> , "camilla" <camilla@t-online.de> , "clara" <clara51@t-online.de> , "concetta" <concetta_darcangelo@hotmail.com> , "cosimo" <cosimo-carniani@hotmail.com> , "daniela" <benedetti.daniela@virgilio.it> , <daniela.dibenedetto@google.com> , "egle" <e-m-wenzel@t-online.de> , "elfi" <elfi.padovan@gmx.de> , "emilia" <emilia.sd@t-online.de> , "erre" <r.feurra@hotmail.de> , "fiore" <foriodischia@web.de> , "fiorenzo" <fiorenzocianelli@gmx.de> , "franco" <fzambito@freenet.de> , "gianfranco" <gianfrancotannino@web.de> , "gianni" <gianni@minelli.de> , "gilormina" <falcone58@tiscali.it> , "giuliano" <giuliano.ori@gmx.de> , "giulio" <giulio-bailetti@gmx.de> , "giuseppe" <scorsone@web.de> , "loredana" <loredana58@hotmail.com> , "marcello" <marcellotava@yahoo.com> , "maviott" <maviott@arcor.de> , "nicola" <nicola.marangoni@gmail.com> , "norma" <Norma.

Data

27/06/09 5:40:00 pm

A

"sandra" <sandra.cartacci@t-online.de>

Oggetto

necrologia di una icona del potere

Allegati :

 

 

 

 

horizontal rule

default.htm

              ERRATA CORRIGE
Naturalmente, volevo dire:
1) non Busch (alla tedesca!), ma Bush;
2)non James Morrison, quello che recentemente ha
composto un disco con Laura Pasini, ma Jim Morrison, un esponente di fondamentale importanza della controcultura amaricana ed europea della fine degli anni sessanta, nonché del rock psicadelico.
***********************************************************************

Colpito da un infarto è morto Michael Jackson, una super star della musica pop diventata tale grazie a degli arrangiamenti musicali facili da introiettare e vicini alle preferenze giovanili degli ultimi trent'anni, un format commerciale  che, stando a quello che si rammenta oggi nei media, ha venduto ben 500 milioni di dischi secondo soltanto ai Beatels!
Tuttavia, non essendo oro tutto quello che si cerca di far luccicare dell'opera di Michael Jackson, perciò è nostro dovere, almeno da parte mia, quale figlio della rock generation (Woodstock), di spendere qualche parola onde spargere un pizzico di verità sulla mistificazione che i media stanno mettendo in atto in questo momento. Il tentativo, peraltro avviato a riuscirvi in pieno, é quello di incoronare Michael Jackson ad icona della musica. Viene dipinto come il re della musica pop, come uno dei più grandi in assoluto, se non il più grande di tutti come alcuni dei critici musicali asseriscono. Ma secondo il mio parere ciò è vero se il concetto si basa sulle vendite dei dischi ottenute nei trent'anni di attività da solista; lo è di meno, molto di meno dietro il punto di vista della qualità. Infatti, è assodato che l'immagine di Michael Jackson nel mondo giovanile è sempre stata, tranne che nei primi anni di successo commerciale, come ai tempi di "Dangerous", alquanto ambigua anche in virtù della sua vita privata contrassegnata da  simpatie politiche per l'America conservatrice, per Reagan e Busch e addirittura ammantata di sospetti di pedofilia e  manifeste tendenze sessuomaniacali. È certamente comprovato, invece, l'impatto di simpatia e credibilità di Bruce Springsteen tra i giovani, pur essendo poco commerciale la sua musica  in quanto critica verso il potere, nonché vicina alle problematiche dell'alienazione del lavoro operaio.
Si tratta, invero, di un vero e proprio atto di commercializzazione di un discreto artista che si approfitta della sua morte precoce per gonfiare i profitti dell'industria discografica. Allo stesso tempo, è il tentativo di innalzare a mito ciò che mito obiettivamente  non può essere, ma lo si fa per tenere la massa giovanile legata ad una cultura convenzionale e di maggioranza vicina al potere e al suo fisiologico bisogno di dominio. Del resto, il tentativo in atto segue lo stesso copione, la stessa sceneggiata avuta in occasione di un'altra morte specularmente celebrata più, molto di più di quanto non fosse l'importanza artistica riscossa da vivo: Fred Mercury dei Queen. Due personaggi trasformati strumentalmente in icone, mitizzati fino all'inverosimile, senza ritegno e cognizione di causa. Dal dimenticatoio e la scarsità di interesse a loro riservato dai giovani, all'improvviso la morte di questi due pseudomitolologie della musica si è passati ad una inusitata e scandalosa sopravvalutazione.
In ogni caso, due falsi fenomeni socio-culturali che davanti all'influenza avuta da Jimi Hendrix, James Morrison e Janis Joplin nella generazione di Woodstock e della rivolta degli anni sessanta e settanta, hanno uno scarso significato perché rifuggono dalla critica del sapere dominante, il sapere del sistema capitalista.
Michele

 

 

 
 

Da

mtrapanaro@t-online.de

 

(Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)

Cc

"alexander" <alexander@woodenstars.net> , "ambra" <Ambra.Sorrentino@web.de> , "asil" <asiliram@yahoo.de> , "camilla" <camilla@t-online.de> , "clara" <clara51@t-online.de> , "claudio" <ccumani@eso.org> , "concetta" <concetta_darcangelo@hotmail.com> , "cosimo" <cosimo-carniani@hotmail.com> , "daniela" <benedetti.daniela@virgilio.it> , "davide" <davide.schenetti@gmail.com> , "elfi" <elfi.padovan@gmx.de> , "emilia" <emilia.sd@t-online.de> , "erre" <r.feurra@hotmail.de> , "eva" <tonipugno@supereva.it> , "fiore" <foriodischia@web.de> , "fiorenzo" <fiorenzocianelli@gmx.de> , "franco" <fzambito@freenet.de> , "gianni" <gianni@minelli.de> , "giovanna" <giovanna.runggaldier@t-online.de> , "giulio" <giulio_bailetti@gmx.de> , "loredana" <loredana58@hotmail.com> , "marcello" <marcellotava@yahoo.com> , "marco" <marcoarmeni@tiscali.it> , "orazio" <Orazio.Vallone@t-online.de> , "paola" <paaoolaa@aol.com> , "paolo" <pagattolo@hotmail.de> , "paolo sala" <paolo.sala@arcor.de> , "Peppino" <loiudice@infogrottole.it> , "pierangela" <pierangela@gmx.de> , "sand

Data

15/02/09 0:08:00 am

A

"gianfranco" <gianfrancotannino@web.de>

Oggetto

Buonismo buono, buonismo cattivo

Allegati :

 

Inizio modulo

Torna alla lista
Headers

Immagini Inline

Larghezza font variabile

Abilita Script

Apri nella Nuova Pagina

Abilita Immagini Offsite
*


 

Fine modulo

 

horizontal rule

default.htm


 

"Non dobbiamo trascurare la probabilità che il costante inculcare la credenza in Dio nelle menti dei bambini possa produrre un effetto così forte e duraturo sui loro cervelli non ancora completamente sviluppati, da diventare per loro tanto difficile sbarazzarsene, quanto per una scimmia disfarsi della sua istintiva paura o ripugnanza del serpente".
Charles Darwin





Quello che sta accadendo in Italia riguardo al caso Eluana, sia prima che dopo la sua morte, sono certo che non accade, anzi non può accadere in nessun paese occidentale, o comunque nei paesi altamente industrializzati e socialmente più progrediti. Nel senso che in quelle parti "felici"della Terra le popolazioni possono urlare la propria gioia per la fortuna di ritrovarsi laici e non invece una sorta di automi della fede. La loro condizione, direi da privilegiati, non è un fatto casuale nè una volontà divina, ma il risultato di una scelta e una determinazione fatta a suo tempo, all'alba della rivoluzione borghese generata dall'Illuminismo francese e dal positivismo inglese, allorché capendo che l'uomo poteva in un certo qual modo rendersi autosufficiente e libero nel pensiero e nella coscienza, intrapresero un cammino laico-materialista e ben diverso da quello salvifico e mistico della coscienza religiosa. Tale processo, pur essendo presente anche nell'Italia del temporalismo e dell'inquisizione della chiesa per mezzo della scienza (Galileo, Leonardo, ecc.,) e della teoria politica (Macchiavelli), e della finanza (le repubbliche marinare e il il primo sportello bancario al mondo aperto in Toscana) è però sin sul nascere anchilosante e tale da ritrovarsi ben presto stritolato dalle maglie asfittiche del pensiero religioso che intanto continua ad influire sulla cultura e la formazione delle sovrastrutture popolari. È, in ultima analisi, la triste sorte che il perscorso della storia riserva ai musulmani in primo luogo e poi alle componenti più retrive del cristianesimo, quale l'ortodossia di origine bizantina e il secolarizzato cattolicesimo europeo occidentale dove riesce fortunosamente a sopravvivere alle rivoluzioni industriali! Anzi, parlare di sopravvivenza è riduttivo, dato che trovava dalla sua parte il capitalismo che avrebbe potuto disfarsene come voleva in virtù della sua potenza sopratutto quella esercitata attraverso la societá dei consumi. Ma non lo ha fatto consapevole di potersene servire in primo luogo nelle fasi di crisi onde sedare sul nascere l'emergere dell'insidioso spirito critico delle popolazioni che può comunque essere determinato dal deupaperamento delle proprie condizioni materiali di esistenza. ll cattolicesimo italiano, attraverso la sua forma onnicomprensiva, è tuttora così forte che il paese non riesce affatto a distaccarsene e a rendersi autonomo dalla cultura di un pensiero religioso che è quanto mai di intralcio alla crescita del paese stesso e, in definitiva, avulso dal contesto storico andato via via sviluppandosi dal boom economico dei primi anni sessanta fino ad oggi.  Tuttavia, di fronte a questa sorta di totalitarismo religioso c'è stata eccome una forte opposizione che trovando nelle sue forme ideologiche la propria forza e ragion d'essere, riusciva a crearsi un varco di operatività politico-culturale tale da tenere in vita l'esile forma illuministica, invece altrove più vigorosa e, in quanto. tale foriera di progresso e di libertà civili. Questa opposizione, espressa da un forte Partito Comunista e da altri partiti di sinistra, insieme alla sinistra extraparlamentare degli anni settanta, riesce a spostare il baricentro della cultura nazionale sulle proprie formulazioni filosofiche e politiche, facendo della critica alla scienza il punto centrale della critica marxista dell'economia capitalista, nonchè a scrivere il prezzo della libertá  che gli uomini (il proletariato) nell'epoca dell'opulenza e della società dei consumi si ritrovavano innocentemente a pagare! Senoncché, di quella critica ormai non c'è più traccia, se dalla tesi di una scienza asservita al potere, perciò non-libera, si è passati, come è accaduto ad Annozero ad opera di Bersani ex PCI, a demonizzarla, tacciandola persino di inumanità, ricongiungendosi ai credenti sostenitori irrazionali del creazionismo. Il paradosso di questa incipiente abiura dei propri principi sta nel suo intersecarsi con i principi reazionari e antimoderni della chiesa asecolarizzata. Ma, al contrario, quello che ne è venuto fuori è un abbrobrioso paradosso di un buonismo buono, quello del centro-sinistra e un buonismo cattivo, quello della destra e dei cattolici reazionari!  Infatti, la stessa chiesa pur di difendere un principio del creazionismo divino, si è ritrovata, suo malgrado, a difendere strumentalmente e in maniera cinicamente speculativa la scienza e la sua tecnologia al servizio dell'uomo: Eluana, non poteva morire senza la volontà di Dio! E la tecnologia che la teneva in vita, anche se soltanto biologicamente, era uno strumento di "intercessione divina", secondo l'inconscio religioso, per cui il dolore accanitovisi non come espiazione di una supposta e intellegibile colpa soggettiva, ma come adempimento di una volontá metafisica del destino, era la rappresentazione della debolezza dell'uomo rispetto alla potenza onnicomprensiva di Dio.  
Un sistema capitalista avanzato e competitivo, non ha però bisogno di questa forma di coscienza, ma di individui capaci di adoperarsi duttilmente davanti alle sue leggi di fondo che sono, a prescindere dalle forme contingenti, le stesse di sempre: il profitto. La scienza gli deve essere asservita, come del resto é sempre stata sin dal XVII° secolo, e gli individui devono fare in modo che essa si sviluppi in modo tale che il profitto stesso sia assicurato dal loro lavoro manauale e intellettuale, come uomini forti e ricchi di spirito di sacrificio e il più longevi possilbile, che una volta svuotati e insteriliti nella critica dello stato di cose rinuncino alla propria libertà! Nè alla libertà di vita o di morte, di cui resta padrone assoluto Dio seconda la coscienza religiosa, nè ovviamente alla libertá come concetto illusorio e salvifico, nel senso immanentisto-materialista contemporaneo, di sé come individuo al servizio esclusivo del potere, ma a quella libertà a cui Bersani e tanti altri avevano creduto nel passato come nuova palingenesi, ovvero il comunismo.
 Michele 

Fine modulo

 
 
 
 
 

 

 

 

 

Da

mtrapanaro@t-online.de

 

(Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)

Cc

<alexander@woodenstars.net> , "'ambra sorrentino'" <ambra.sorrentino@web.de> , "'antonio bosi'" <antonio@bosi.info> , <benedetti.daniela@virgilio.it> , <brodo.dr@t-online.de> , <Clara51@t-online.de> , "'Emidio Colonnella'" <colonnella@t-online.de> , "'Cosimo Carniani'" <cosimoc79@googlemail.com> , <carmine.macaluso@t-online.de> , <claudio.fanti@sciltechnology.com> , <coppola-adriano@t-online.de> , <comisano@yahoo.de> , <Corradoconforti@Hotmail.com> , <concetta_darcangelo@hotmail.com> , "'Daniela Di Benedetto'" <daniela.dibenedetto@googlemail.com> , <democratici-monaco@googlegroups.com> , <emilia.sd@t-online.de> , "'Emidio Colonnella'" <ecolonnella@epo.org> , <elfi.padovan@gmx.de> , "'Cianelli Fiorenzo'" <fiorenzocianelli@gmx.de> , <foriodischia@web.de> , <filicef@libero.it> , "'Fiorenza Colonnella'" <fiorenza.colonnella@yahoo.de> , <f.cuomo@gmx.net> , <fzambito@freenet.de> , <furnilaria@web.de> , "'Giuseppe Tannino'" <montatore1943@tiscali.it> , <giazambelli@tiscali.it> , "'Giulio Bailetti'" <giulio_bailetti@gmx.de> , <gilberto.carraro@

Data

24/01/09 10:57:00 pm

A

"Tannino Gianfranco" <tannino@tannino.de>

Oggetto

Re: Il caso Eluana nel Paese della doppia obbedienza

Allegati :

 

 

 

 

 

 

horizontal rule

default.htm

 

 

                             La forma onnicomprensiva del cattolicesimo italiano

Se dalla nostra postazione di italiani all'estero, per di più in un paese un pò ostico come la Germania, dove in assenza di alcuna parvenza di umanesimo egualitarista come quello italiano, la xenofobia trova terreno fertile e per accortezza estetica giace come cenere bollente sotto l'ipocrisia della tolleranza per il "diverso" e il multiculturalismo, si getta uno sguardo scevro di romanticismo all'Italia, cioè alla sua oggettiva rappresentazione, allora nel momento che la vediamo deformata dalla cattiva rappresentazione che ne fa invece la televisione, occupata da sempre dalla destra, e sopratutto dalle mille contraddizioni della vita pubblica, francamente c'è da mettersi le mani nei capelli! Infatti, tale deformazione racchiude tutto ciò che attiene alla crisi che attanaglia l'Italia perticolarmente oggi in seguito alla crisi internazionale che l'ha catapultata nell'inferno della recessione. Ma, giá prima della sua comparsa, quando la crisi stessa aveva una forma diversa e riconducibile all scarsa capacità della classe dirigente di rendere competitivo il sistema economico, le riflessioni politiche ed intellettuali sulle sue cause lasciavano sgomenti per come esse erano formulate. Tutte convergevano nel sostenere che erano da ricercarsi nelle strutture e nel carattere contingente della crisi medesima e che al riguardo sarebbe bastata una politica riformista per vincerla. Ignorandone la discontinuità col passato e, d'altro canto, come se questo aspetto non rivestesse di alcun significato metodologico, giornalisti e politici, assieme agli intellettuali e alla chiesa, come da copione, recitavano una prosa conosciuta da troppo tempo seminando però dubbi sulla sua credibilità. Finchè, davanti ad uno scenario dove la tragedia greca risplende come costante nelle sovrastrutture popolari mediterranee, Eugenio Scalfari, forse il miglior giornalista liberale contemporaneo, preso da un inconsapevole impulso di intelligenza politica arriva a sostenere, in uno dei suoi editoriali della domenica su Repubblica, che la forma della crisi italiana pur essendo congiunturale e strutturale, ma omettendo di cercarla nel costo della globalizzazione, è anche sostanzialmente legata alla storia d'Italia come Stato unitario. Riferendosi alla corruzione, come atteggiamento prevaricante e in aperto conflitto con le regole dello Stato democratico fondato sul diritto e il welfare, sostiene che essa come fenomeno è sempre presente nella vita pubblica degli italiani sin da allora, ma che nella seconda metà del secolo scorso grazie al PCI, ai socialisti, ai cattolici democratici e al movimento sindacale viene  combattuta esortando il paese al rispetto dei valori morali e all'instaurazione della giustizia sociale come viatico per la realizzazione del "bene comune". Ma si ferma quì, incapace di andare oltre l'insufficienza di tale analisi storica, urtando contro il muro di gomma costituito dalla sua cattiva coscienza di laico-clericale che lo ridimensiona fino a metterlo sullo stesso piano degli opinionisti di regime che, a loro volta, si autocensurano davanti alle forme evidenti e incontrovertibili della forma onnicomprensiva del cattolicesimo italiano. Costoro sembrano aver paura di ammettere la verità, ma molto probabilmente non si tratta neppure di paura bensì di qualcosa di più complesso che travalica la loro consapevolezza politico-culturale e riguarda la loro stessa coscienza cattolica come dogma di una idea religiosa avulsa dalla storia e dai meccanismi materialistico-deterministici che vanno a formarla. In altri termini, gli italiani non è che non sanno vedere oltre lo spazio angusto della fede, ma non possono farcela in quanto condizionati da tale fede che li rende inerti di fronte agli interrogativi sulle contraddizioni della propria esistenza come entità nazionale. Assodato che l'Italia è un paese anomalo rispetto all'occidente e la sua cultura politica improntata sul pragmatismo e la laicitá come coscienza e rispetto della libertá individuale, si evince che la causa non può non essere che sovrastrutturale. Infatti, attiene alla sua mentalità levantina cementata dal cristianesimo nel corso di duemila anni di storia e dalla divisione dell'Italia in stati e staterelli, spesso sotto la dominazione straniera. Una condizione storica che non ha favorito, come è accaduto altrove, il formarsi di una coscienza nazionale essendo l'espressione di interessi antagonisti e tesi a fare sì che la chiesa avesse potere temporale per preservarsi dal pensiero laico e liberale della borghesia e il suo sistema capitalista; salvo poi scendere a patti di apparente reciproco rispetto quale sotterfugio per gabellare il decreto di separazione dello Stato dalla chiesa attraverso il Concordato. Neppure il boom economico dei primi anni sessanta è stato capace di mettere in crisi la coscienza cattolica degli italiani, ma anzi ne usciva rafforzata dall'ostracismo del regime democristiano verso il moderno che veniva affacciandosi minaccioso in un paese profondamente religioso e reazionario.  Subirà dei colpi dalla contestazione del movimento sessantottino che, prima con lo spontaneismo libertario e poi con la riscoperta del comunismo attraverso una reinterpretazione del marxismo-leninismo, riuscirá a seminare, nel terreno arido e prosciugato del pensiero, il seme della critica del potere e le sue sovrastrutture tra cui quella religiosa. Ma questa ventata di libertà e di innalzalmento delle coscienze durerá poco perché già negli anni ottanta si cominciano ad intravvedere i primi segnali di degenerazione: la coscienza religiosa tornava a dominare e condizionare gli italiani e le sue classi dirigenti. Tutte le scelte politiche, i progetti buoni o cattivi che fossero, erano soltanto delle apparenze o, meglio, delle rappresentazioni piegate e strettamente prodotte dalla coscienza religiosa. In definitiva, il paese è fermo perchè le scelte politiche sono un riflesso non della cultura laico-pragmatica del pensiero illuminista dell'occidente, ma sciaguratamente della forma onnicomprensiva e totalitaria del cattolicesimo, come metastasi di un corpo debilitato ed omai incapace di rigenerarsi. È onnicomprensiva perchè la forma del cattolicesimo italiano è il risultato della mancata scissione tra ragione e fede dovuta al carattere irreversibile della funzione subalterna dello Stato alla chiesa.
Il caso Englaro, come tutto ciò che attiene alle cause dell'anomalia italiana, può essere capito soltanto alla luce di tale realtà storica destinata a procrastinarsi finché non si sará risolta la questione fondamentale: l'ingerenza della chiesa e l'egemonia dell'umanesimo cattolico.
Michele

 
"Tannino Gianfranco" <tannino@tannino.de> schrieb:

Allego un articolo di Repubblica di oggi. Su questo tema un'approfondita discussione nel Paese potrebbe dare un aiuto ad un popolo che vive il rapporto con la religione in maniera strana. Rinfacciamo agli islamici l'intrusione della religione nella vita dei loro Paesi e da noi? Un non credente dovrebbe sottoporsi alle leggi di un credo religioso. Ma anche un credente non può non vedere quante volte la sua Chiesa ha cambiato idea. Senza andare tanto indietro nella storia, è sufficente soffermarsi ai papi del dopoguerra che vanno da PIO XII a oggi, passando per Giovanni XXIII°, Giovanni Paolo I°, Paolo VI°, quanta diversitá fra loro. 

 

EDITORIALE

Il caso Eluana nel Paese della doppia obbedienza

di EZIO MAURO

In modo probabilmente inconsapevole, ma certamente per lui doloroso, Beppino Englaro sta portando alla luce giorno dopo giorno alcuni nodi irrisolti dello Stato moderno di cui siamo cittadini, e a cui guardiamo - o dovremmo guardare - come all'unico titolare della sovranità. Questo accade, come ricorda Roberto Saviano, perché il padre di Eluana cerca una soluzione alla sua tragedia familiare in forma pubblica, quasi pedagogica proprio perché la rende universale, sotto gli occhi dell'intero Paese, costretto per la prima volta a interrogarsi collettivamente sulla vita e sulla morte, a partire dalla pietà per un individuo. A parte la meschinità di chi cerca un lucro politico a breve da questo dramma personale e nazionale, trasformando in frettolosa circolare di governo le richieste della Chiesa contro una sentenza repubblicana, e a parte i ritardi afasici di chi dall'altra parte si attarda invece a parlare di Villari, quello che stiamo vivendo - e soffrendo - è un momento alto della discussione civile e morale del Paese. A patto di intendersi.

Fa parte senz'altro della discussione pubblica, che deve interessare tutti, l'intervento del Cardinale Poletto. È vescovo di Torino, la città dove la presidente della Regione, Mercedes Bresso, si è detta pronta ad ospitare Eluana e la sua famiglia per quell'ultimo atto che lo Stato ha riconosciuto legittimo con una sentenza definitiva, e che il governo vuole evitare con ogni mezzo. Mentre altri cattolici hanno sostenuto che "la morte ha trovato casa a Torino" il Cardinale non ha usato questi toni, ma ha detto che condanna l'eutanasia, anche se si sente vicino al padre di Eluana, prega per lui e non giudica. Vorrei però discutere pubblicamente, se è possibile, il significato più profondo e la portata di due affermazioni del Cardinale.

La prima è l'invito all'obiezione di coscienza dei medici, che per Poletto devono rifiutarsi in Piemonte di sospendere l'alimentazione forzata ad Eluana, entrando in contrasto con la richiesta della famiglia e con la sentenza che la legittima. Non c'è alcun dubbio che la coscienza individuale può ribellarsi a questo esito, e il medico - credente o no - può vivere un profondo travaglio tra il suo ruolo pubblico in un ospedale statale al servizio dei cittadini e delle loro richieste, il suo dovere professionale che lo mette al servizio dei malati e delle loro sofferenze, e appunto i suoi convincimenti morali più autentici. Questo travaglio può portare a decisioni estreme assolutamente comprensibili e rispettabili, come quella di obiettare al proprio ruolo pubblico e al proprio compito professionale perché appunto la coscienza non lo permette, costi quel che costi: e in alcuni casi, come ha ricordato qui ieri Adriano Sofri, il costo di questa opposizione di coscienza è stato altissimo.
 


Mi pare - appunto in coscienza - molto diverso il caso in cui i credenti medici vengono sollecitati collettivamente da un Cardinale (quasi come un'unica categoria professionale e confessionale da muovere sindacalmente) a mobilitarsi nello stesso momento e ovunque per mandare a vuoto una sentenza dello Stato, indipendentemente dalla riflessione morale e razionale di ognuno, dai tempi e dai modi con cui liberamente ciascuno può risolverla, dalle diverse sensibilità per la pietà e per la carità cristiana, pur dentro una fede comune. Qui non si può parlare, se si è onesti, di obiezione di coscienza: semmai di obbligazione di appartenenza, perché l'identità cattolica di quei medici diventa leva e strumento collettivo su cui puntare con impulso gerarchico per vanificare una pronuncia della Repubblica.

Questo è possibile perché il Cardinale spiega con chiarezza la concezione della doppia obbedienza, e la gerarchia che ne consegue. Lo Stato moderno e laico, libero "dalla" Chiesa mentre la garantisce libera "nello" Stato, applica la distinzione fondamentale tra la legge del Creatore e la legge delle creature. Poletto sostiene invece che poiché la legge di Dio non può mai essere contro l'uomo, andare contro la legge di Dio significa andare contro l'uomo: dunque se le due leggi entrano in contrasto "è perché la legge dell'uomo non è una buona legge", ed il cattolico può trasgredirla. La legge di Dio è superiore alla legge dell'uomo.

Su questa dichiarazione vale la pena riflettere, per le conseguenze che necessariamente comporta. È la concezione annunciata pochi anni fa dal Cardinal Ruini, secondo cui il cattolicesimo è una sorta di seconda natura degli italiani, dunque le leggi che contrastano con i principi cattolici sono automaticamente contronatura, e come tali non solo possono, ma meritano di essere disobbedite. Da questa idea discende la teorizzazione del nuovo cattolicesimo italiano di questi anni: la precettistica morale della Chiesa e la sua dottrina sociale coincidono con il diritto naturale, dunque la legge statale deve basare la sua forza sulla coincidenza con questa morale cattolica e naturale, trasformando così il cattolicesimo da religione delle persone in religione civile, dando vita ad una sorta di vera e propria idea politica della religione cristiana.

Ma se la legge di Dio è superiore alla legge dell'uomo, se nella doppia obbedienza che ritorna la Chiesa prevale sullo Stato anche nell'applicazione delle leggi e delle sentenze, nascono due domande: che cittadino è il cattolico osservante, se vive nella possibilità che gli venga chiesto dalla gerarchia di trasgredire, obiettare, disubbidire? E che concezione ha la Chiesa italiana, con i suoi vescovi e Cardinali, della democrazia e dello Stato? Qualcuno dovrà pur ricordare che nella separazione tra Stato e Chiesa, dopo l'unione pagana delle funzioni del sacerdote col magistrato civile, la religione non fa parte dello "jus publicum", la legge umana non fa parte di quella divina con la Chiesa che la amministra, le istituzioni pubbliche e i loro atti sono autonomi dalle cattedre dei vescovi e dal magistero confessionale.

Il cittadino medico a cui si ordina di agire in nome di una terza identità - suprema - , quella di cattolico, non obietta in nome della sua coscienza, ma obbedisce ad un'autorità che si contrappone allo Stato, e chiede un'obbedienza superiore, definitiva, totale alla Verità maiuscola, fuori dalla quale tutto è relativismo. Solo che in democrazia ogni verità è relativa, anche le fedi e i valori sono relativi a chi li professa e nessuno può imporli agli altri. Perché non esiste una riserva superiore di Verità esterna al libero gioco democratico, il quale naturalmente deve garantire la piena libertà per ogni religione di pronunciarsi su qualsiasi materia, anche di competenza dello Stato, per ribadire la sua dottrina. Sapendo che così la Chiesa parla alla coscienza dei credenti e di chi le riconosce un'autorità morale, ma la decisione politica concreta nelle sue scelte spetta all'autonoma decisione dei laici - credenti e non credenti - sotto la loro responsabilità: che è la parola della moderna e consapevole democrazia, con cui Barack Obama ha siglato l'avvio della sua presidenza.

Dunque non esiste una forma di "obbligazione religiosa" a fondamento delle leggi di un libero Stato democratico, nel quale anzi nessun soggetto può pretendere " di possedere la verità più di quanto ogni altro possa pretendere di possederla". Ne dovrebbe discendere finalmente una parità morale nella discussione pubblica, negando il moderno pregiudizio per cui la democrazia, lo Stato moderno e la cultura civica che ne derivano sono carenti senza il legame con l'eternità del pensiero cristiano, sono insufficienti nel fondamento. È da questo pregiudizio che nasce la violenza del linguaggio della nuova destra cattolica contro chi richiama la legge dello Stato, le sentenze dei tribunali, le norme repubblicane. Come se per i laici la vita non fosse un valore, e praticassero la cultura della morte. Come se il concetto di libertà per una famiglia dilaniata, di fraternità per un padre davanti ad una prova suprema, di condivisione per il suo dolore che non è immaginabile, non contassero nulla. Come se la coscienza italiana fosse solo cattolica. Infine, come se la coscienza cattolica, in democrazia, fosse incapace di finire in minoranza davanti allo Stato.

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

Da

mtrapanaro@t-online.de

 

(Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)

Cc

<alexander@woodenstars.net> , "'ambra sorrentino'" <ambra.sorrentino@web.de> , "'antonio bosi'" <antonio@bosi.info> , <benedetti.daniela@virgilio.it> , <brodo.dr@t-online.de> , <Clara51@t-online.de> , "'Emidio Colonnella'" <colonnella@t-online.de> , "'Cosimo Carniani'" <cosimoc79@googlemail.com> , <carmine.macaluso@t-online.de> , <claudio.fanti@sciltechnology.com> , <coppola-adriano@t-online.de> , <comisano@yahoo.de> , <Corradoconforti@Hotmail.com> , <concetta_darcangelo@hotmail.com> , "'Daniela Di Benedetto'" <daniela.dibenedetto@googlemail.com> , <democratici-monaco@googlegroups.com> , <emilia.sd@t-online.de> , "'Emidio Colonnella'" <ecolonnella@epo.org> , <elfi.padovan@gmx.de> , "'Cianelli Fiorenzo'" <fiorenzocianelli@gmx.de> , <foriodischia@web.de> , <filicef@libero.it> , "'Fiorenza Colonnella'" <fiorenza.colonnella@yahoo.de> , <f.cuomo@gmx.net> , <fzambito@freenet.de> , <furnilaria@web.de> , "'Giuseppe Tannino'" <montatore1943@tiscali.it> , <giazambelli@tiscali.it> , "'Giulio Bailetti'" <giulio_bailetti@gmx.de> , <gilberto.carraro@

Data

24/01/09 10:57:00 pm

A

"Tannino Gianfranco" <tannino@tannino.de>

Oggetto

Re: Il caso Eluana nel Paese della doppia obbedienza

Allegati :

 

 

 

 

 

 

horizontal rule

default.htm

 

 

                             La forma onnicomprensiva del cattolicesimo italiano

Se dalla nostra postazione di italiani all'estero, per di più in un paese un pò ostico come la Germania, dove in assenza di alcuna parvenza di umanesimo egualitarista come quello italiano, la xenofobia trova terreno fertile e per accortezza estetica giace come cenere bollente sotto l'ipocrisia della tolleranza per il "diverso" e il multiculturalismo, si getta uno sguardo scevro di romanticismo all'Italia, cioè alla sua oggettiva rappresentazione, allora nel momento che la vediamo deformata dalla cattiva rappresentazione che ne fa invece la televisione, occupata da sempre dalla destra, e sopratutto dalle mille contraddizioni della vita pubblica, francamente c'è da mettersi le mani nei capelli! Infatti, tale deformazione racchiude tutto ciò che attiene alla crisi che attanaglia l'Italia perticolarmente oggi in seguito alla crisi internazionale che l'ha catapultata nell'inferno della recessione. Ma, giá prima della sua comparsa, quando la crisi stessa aveva una forma diversa e riconducibile all scarsa capacità della classe dirigente di rendere competitivo il sistema economico, le riflessioni politiche ed intellettuali sulle sue cause lasciavano sgomenti per come esse erano formulate. Tutte convergevano nel sostenere che erano da ricercarsi nelle strutture e nel carattere contingente della crisi medesima e che al riguardo sarebbe bastata una politica riformista per vincerla. Ignorandone la discontinuità col passato e, d'altro canto, come se questo aspetto non rivestesse di alcun significato metodologico, giornalisti e politici, assieme agli intellettuali e alla chiesa, come da copione, recitavano una prosa conosciuta da troppo tempo seminando però dubbi sulla sua credibilità. Finchè, davanti ad uno scenario dove la tragedia greca risplende come costante nelle sovrastrutture popolari mediterranee, Eugenio Scalfari, forse il miglior giornalista liberale contemporaneo, preso da un inconsapevole impulso di intelligenza politica arriva a sostenere, in uno dei suoi editoriali della domenica su Repubblica, che la forma della crisi italiana pur essendo congiunturale e strutturale, ma omettendo di cercarla nel costo della globalizzazione, è anche sostanzialmente legata alla storia d'Italia come Stato unitario. Riferendosi alla corruzione, come atteggiamento prevaricante e in aperto conflitto con le regole dello Stato democratico fondato sul diritto e il welfare, sostiene che essa come fenomeno è sempre presente nella vita pubblica degli italiani sin da allora, ma che nella seconda metà del secolo scorso grazie al PCI, ai socialisti, ai cattolici democratici e al movimento sindacale viene  combattuta esortando il paese al rispetto dei valori morali e all'instaurazione della giustizia sociale come viatico per la realizzazione del "bene comune". Ma si ferma quì, incapace di andare oltre l'insufficienza di tale analisi storica, urtando contro il muro di gomma costituito dalla sua cattiva coscienza di laico-clericale che lo ridimensiona fino a metterlo sullo stesso piano degli opinionisti di regime che, a loro volta, si autocensurano davanti alle forme evidenti e incontrovertibili della forma onnicomprensiva del cattolicesimo italiano. Costoro sembrano aver paura di ammettere la verità, ma molto probabilmente non si tratta neppure di paura bensì di qualcosa di più complesso che travalica la loro consapevolezza politico-culturale e riguarda la loro stessa coscienza cattolica come dogma di una idea religiosa avulsa dalla storia e dai meccanismi materialistico-deterministici che vanno a formarla. In altri termini, gli italiani non è che non sanno vedere oltre lo spazio angusto della fede, ma non possono farcela in quanto condizionati da tale fede che li rende inerti di fronte agli interrogativi sulle contraddizioni della propria esistenza come entità nazionale. Assodato che l'Italia è un paese anomalo rispetto all'occidente e la sua cultura politica improntata sul pragmatismo e la laicitá come coscienza e rispetto della libertá individuale, si evince che la causa non può non essere che sovrastrutturale. Infatti, attiene alla sua mentalità levantina cementata dal cristianesimo nel corso di duemila anni di storia e dalla divisione dell'Italia in stati e staterelli, spesso sotto la dominazione straniera. Una condizione storica che non ha favorito, come è accaduto altrove, il formarsi di una coscienza nazionale essendo l'espressione di interessi antagonisti e tesi a fare sì che la chiesa avesse potere temporale per preservarsi dal pensiero laico e liberale della borghesia e il suo sistema capitalista; salvo poi scendere a patti di apparente reciproco rispetto quale sotterfugio per gabellare il decreto di separazione dello Stato dalla chiesa attraverso il Concordato. Neppure il boom economico dei primi anni sessanta è stato capace di mettere in crisi la coscienza cattolica degli italiani, ma anzi ne usciva rafforzata dall'ostracismo del regime democristiano verso il moderno che veniva affacciandosi minaccioso in un paese profondamente religioso e reazionario.  Subirà dei colpi dalla contestazione del movimento sessantottino che, prima con lo spontaneismo libertario e poi con la riscoperta del comunismo attraverso una reinterpretazione del marxismo-leninismo, riuscirá a seminare, nel terreno arido e prosciugato del pensiero, il seme della critica del potere e le sue sovrastrutture tra cui quella religiosa. Ma questa ventata di libertà e di innalzalmento delle coscienze durerá poco perché già negli anni ottanta si cominciano ad intravvedere i primi segnali di degenerazione: la coscienza religiosa tornava a dominare e condizionare gli italiani e le sue classi dirigenti. Tutte le scelte politiche, i progetti buoni o cattivi che fossero, erano soltanto delle apparenze o, meglio, delle rappresentazioni piegate e strettamente prodotte dalla coscienza religiosa. In definitiva, il paese è fermo perchè le scelte politiche sono un riflesso non della cultura laico-pragmatica del pensiero illuminista dell'occidente, ma sciaguratamente della forma onnicomprensiva e totalitaria del cattolicesimo, come metastasi di un corpo debilitato ed omai incapace di rigenerarsi. È onnicomprensiva perchè la forma del cattolicesimo italiano è il risultato della mancata scissione tra ragione e fede dovuta al carattere irreversibile della funzione subalterna dello Stato alla chiesa.
Il caso Englaro, come tutto ciò che attiene alle cause dell'anomalia italiana, può essere capito soltanto alla luce di tale realtà storica destinata a procrastinarsi finché non si sará risolta la questione fondamentale: l'ingerenza della chiesa e l'egemonia dell'umanesimo cattolico.
Michele

 
"Tannino Gianfranco" <tannino@tannino.de> schrieb:

Allego un articolo di Repubblica di oggi. Su questo tema un'approfondita discussione nel Paese potrebbe dare un aiuto ad un popolo che vive il rapporto con la religione in maniera strana. Rinfacciamo agli islamici l'intrusione della religione nella vita dei loro Paesi e da noi? Un non credente dovrebbe sottoporsi alle leggi di un credo religioso. Ma anche un credente non può non vedere quante volte la sua Chiesa ha cambiato idea. Senza andare tanto indietro nella storia, è sufficente soffermarsi ai papi del dopoguerra che vanno da PIO XII a oggi, passando per Giovanni XXIII°, Giovanni Paolo I°, Paolo VI°, quanta diversitá fra loro. 

 

EDITORIALE

Il caso Eluana nel Paese della doppia obbedienza

di EZIO MAURO

In modo probabilmente inconsapevole, ma certamente per lui doloroso, Beppino Englaro sta portando alla luce giorno dopo giorno alcuni nodi irrisolti dello Stato moderno di cui siamo cittadini, e a cui guardiamo - o dovremmo guardare - come all'unico titolare della sovranità. Questo accade, come ricorda Roberto Saviano, perché il padre di Eluana cerca una soluzione alla sua tragedia familiare in forma pubblica, quasi pedagogica proprio perché la rende universale, sotto gli occhi dell'intero Paese, costretto per la prima volta a interrogarsi collettivamente sulla vita e sulla morte, a partire dalla pietà per un individuo. A parte la meschinità di chi cerca un lucro politico a breve da questo dramma personale e nazionale, trasformando in frettolosa circolare di governo le richieste della Chiesa contro una sentenza repubblicana, e a parte i ritardi afasici di chi dall'altra parte si attarda invece a parlare di Villari, quello che stiamo vivendo - e soffrendo - è un momento alto della discussione civile e morale del Paese. A patto di intendersi.

Fa parte senz'altro della discussione pubblica, che deve interessare tutti, l'intervento del Cardinale Poletto. È vescovo di Torino, la città dove la presidente della Regione, Mercedes Bresso, si è detta pronta ad ospitare Eluana e la sua famiglia per quell'ultimo atto che lo Stato ha riconosciuto legittimo con una sentenza definitiva, e che il governo vuole evitare con ogni mezzo. Mentre altri cattolici hanno sostenuto che "la morte ha trovato casa a Torino" il Cardinale non ha usato questi toni, ma ha detto che condanna l'eutanasia, anche se si sente vicino al padre di Eluana, prega per lui e non giudica. Vorrei però discutere pubblicamente, se è possibile, il significato più profondo e la portata di due affermazioni del Cardinale.

La prima è l'invito all'obiezione di coscienza dei medici, che per Poletto devono rifiutarsi in Piemonte di sospendere l'alimentazione forzata ad Eluana, entrando in contrasto con la richiesta della famiglia e con la sentenza che la legittima. Non c'è alcun dubbio che la coscienza individuale può ribellarsi a questo esito, e il medico - credente o no - può vivere un profondo travaglio tra il suo ruolo pubblico in un ospedale statale al servizio dei cittadini e delle loro richieste, il suo dovere professionale che lo mette al servizio dei malati e delle loro sofferenze, e appunto i suoi convincimenti morali più autentici. Questo travaglio può portare a decisioni estreme assolutamente comprensibili e rispettabili, come quella di obiettare al proprio ruolo pubblico e al proprio compito professionale perché appunto la coscienza non lo permette, costi quel che costi: e in alcuni casi, come ha ricordato qui ieri Adriano Sofri, il costo di questa opposizione di coscienza è stato altissimo.
 


Mi pare - appunto in coscienza - molto diverso il caso in cui i credenti medici vengono sollecitati collettivamente da un Cardinale (quasi come un'unica categoria professionale e confessionale da muovere sindacalmente) a mobilitarsi nello stesso momento e ovunque per mandare a vuoto una sentenza dello Stato, indipendentemente dalla riflessione morale e razionale di ognuno, dai tempi e dai modi con cui liberamente ciascuno può risolverla, dalle diverse sensibilità per la pietà e per la carità cristiana, pur dentro una fede comune. Qui non si può parlare, se si è onesti, di obiezione di coscienza: semmai di obbligazione di appartenenza, perché l'identità cattolica di quei medici diventa leva e strumento collettivo su cui puntare con impulso gerarchico per vanificare una pronuncia della Repubblica.

Questo è possibile perché il Cardinale spiega con chiarezza la concezione della doppia obbedienza, e la gerarchia che ne consegue. Lo Stato moderno e laico, libero "dalla" Chiesa mentre la garantisce libera "nello" Stato, applica la distinzione fondamentale tra la legge del Creatore e la legge delle creature. Poletto sostiene invece che poiché la legge di Dio non può mai essere contro l'uomo, andare contro la legge di Dio significa andare contro l'uomo: dunque se le due leggi entrano in contrasto "è perché la legge dell'uomo non è una buona legge", ed il cattolico può trasgredirla. La legge di Dio è superiore alla legge dell'uomo.

Su questa dichiarazione vale la pena riflettere, per le conseguenze che necessariamente comporta. È la concezione annunciata pochi anni fa dal Cardinal Ruini, secondo cui il cattolicesimo è una sorta di seconda natura degli italiani, dunque le leggi che contrastano con i principi cattolici sono automaticamente contronatura, e come tali non solo possono, ma meritano di essere disobbedite. Da questa idea discende la teorizzazione del nuovo cattolicesimo italiano di questi anni: la precettistica morale della Chiesa e la sua dottrina sociale coincidono con il diritto naturale, dunque la legge statale deve basare la sua forza sulla coincidenza con questa morale cattolica e naturale, trasformando così il cattolicesimo da religione delle persone in religione civile, dando vita ad una sorta di vera e propria idea politica della religione cristiana.

Ma se la legge di Dio è superiore alla legge dell'uomo, se nella doppia obbedienza che ritorna la Chiesa prevale sullo Stato anche nell'applicazione delle leggi e delle sentenze, nascono due domande: che cittadino è il cattolico osservante, se vive nella possibilità che gli venga chiesto dalla gerarchia di trasgredire, obiettare, disubbidire? E che concezione ha la Chiesa italiana, con i suoi vescovi e Cardinali, della democrazia e dello Stato? Qualcuno dovrà pur ricordare che nella separazione tra Stato e Chiesa, dopo l'unione pagana delle funzioni del sacerdote col magistrato civile, la religione non fa parte dello "jus publicum", la legge umana non fa parte di quella divina con la Chiesa che la amministra, le istituzioni pubbliche e i loro atti sono autonomi dalle cattedre dei vescovi e dal magistero confessionale.

Il cittadino medico a cui si ordina di agire in nome di una terza identità - suprema - , quella di cattolico, non obietta in nome della sua coscienza, ma obbedisce ad un'autorità che si contrappone allo Stato, e chiede un'obbedienza superiore, definitiva, totale alla Verità maiuscola, fuori dalla quale tutto è relativismo. Solo che in democrazia ogni verità è relativa, anche le fedi e i valori sono relativi a chi li professa e nessuno può imporli agli altri. Perché non esiste una riserva superiore di Verità esterna al libero gioco democratico, il quale naturalmente deve garantire la piena libertà per ogni religione di pronunciarsi su qualsiasi materia, anche di competenza dello Stato, per ribadire la sua dottrina. Sapendo che così la Chiesa parla alla coscienza dei credenti e di chi le riconosce un'autorità morale, ma la decisione politica concreta nelle sue scelte spetta all'autonoma decisione dei laici - credenti e non credenti - sotto la loro responsabilità: che è la parola della moderna e consapevole democrazia, con cui Barack Obama ha siglato l'avvio della sua presidenza.

Dunque non esiste una forma di "obbligazione religiosa" a fondamento delle leggi di un libero Stato democratico, nel quale anzi nessun soggetto può pretendere " di possedere la verità più di quanto ogni altro possa pretendere di possederla". Ne dovrebbe discendere finalmente una parità morale nella discussione pubblica, negando il moderno pregiudizio per cui la democrazia, lo Stato moderno e la cultura civica che ne derivano sono carenti senza il legame con l'eternità del pensiero cristiano, sono insufficienti nel fondamento. È da questo pregiudizio che nasce la violenza del linguaggio della nuova destra cattolica contro chi richiama la legge dello Stato, le sentenze dei tribunali, le norme repubblicane. Come se per i laici la vita non fosse un valore, e praticassero la cultura della morte. Come se il concetto di libertà per una famiglia dilaniata, di fraternità per un padre davanti ad una prova suprema, di condivisione per il suo dolore che non è immaginabile, non contassero nulla. Come se la coscienza italiana fosse solo cattolica. Infine, come se la coscienza cattolica, in democrazia, fosse incapace di finire in minoranza davanti allo Stato.

 

 

 

 

 

 

 
 
 

 

Da

mtrapanaro@t-online.de

 

(Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)

Data

24/12/08 10:01:00 pm

A

"Peppino" <loiudice@infogrottole.it>

Oggetto

Re: riflessioni politiche sugli avvenimenti italiani (fwd)

Allegati :

 

 

 

horizontal rule

default.htm

  ---Ursprüngliche Nachricht---

Absender:

"michele.trapanaro" <550280876022-0001@T-Online.de>

Empfänger:

"Tannino Gianfranco" <tannino@tannino.de>

Betreff:

Re: riflessioni politiche sugli avvenimenti italiani

Datum:

21. Dec 2008 21:31

 

 

horizontal rule

Caro Gianfranco,
le tue giuste considerazioni in merito a quella che secondo i media, in gran parte asserviti a Berlusconi, viene chiamata  "tangentopoli rossa" ed all'esagerato mea culpa di Veltroni alla direzione del Partito democratico, costituiscono una buona opportunità per sfuggire alla sgradevole aria natalizia che si respira dovunque e sopratutto nel centro urbano intasato da troppa gente che corre per assecondare una razionalitá consumista quest'anno invero in affanno per la recessione economica e nei media dove si consuma una ritualità cristiana più che mai rivestita di credibilità estetica davanti all'impoverimento di massa della popolazione. Ma le stesse considerazioni forniscono sopratutto una occasione di cui voglio approfittare per dire qualcosa sui fatti politici e non accaduti in questi giorni in Italia che, a mio avviso, subiscono una lettura di comodo e mistificatoria quale effetto di una mentalitá generalmente esemplificata ad un incrollabile ideologismo per cui gli schemi, le idee e la pratica politica sono andate via via riducendosi, dal Risorgimento ad oggi, ad una sorta di palingenesi autodistruttiva: il disfattismo e la disistima in quanto effettulità della forma onnicomprensiva del cattolicesimo italiano.
Ebbene, comincerò col dire che anche tu cadendo nello stesso errore della sinistra di ritenere la "questione morale" non più soltanto una perversa diversità della destra ma, ingenerosamente, anche del proprio schieramento politico-culturale, mi preme a tal proposito spendere qualche parola per cercare di fare chiarezza su questo tema troppo importante per non farlo essendo la verità non una interpretazione mutevole e quindi piegata ai propre certezze irrazionali, ma un dato oggettivo di un determinato contesto storico, quale è quella legata alle lotte del movimento operaio e le sue avanguardie politiche, studentesche e sindacali del secolo scorso.  Un movimento che si è mosso all'insegna di una superiotità morale e intellettuale eterodiretta dall'idea comunista come alternativa al sistema capitalista e agli obbrobri ad esso correlati come le sue sovrastrutture per cui, ad esempio, la morale in un paese ultracattolico come l'Italia, interagiva come retorica parodista. Questo presupposto è la ragione per sostenere che il potere dopo aver celebrato la fine delle ideologie come fine del comunismo, come se il comunismo ne fosse stata l'unica, cerca adesso, come si compiace di farlo Scalfari nel suo editoriale su "la Repubblica" di oggi, un regolamento di conti finale inventandosi una presunta fine anche della diversità etica dei comunisti.
Senoncchè, tali valutazioni fanno acqua da tutte le parti e, in ultima analisi, finiscono per far girare gli arrugginiti mulini della destra che ringranzia addirittura elevandosi, in verità con meschina e goffa arroganza, a pulpito del "bene comune"! A Scalfari e a tutti coloro che in questi giorni, senza scrupoli, gioiscono sulla presunta fine della diversità della sinistra va detto che tra i politici colpiti dalla magistratura non c'è nessun comunista, nè post nè vetero, ma, al contrario, sono tutti ex democristiani, poi confluiti nel Partito popolare e, infine, nella Margherita. Assieme a loro c'è, del resto come faceva a mancare(?) un ex socialista craxiano di ferro (Del Turco) poi per opportunismo confluito nei DS perchè in odore di una poltrona del potere tant'è che si lascia "premiare" nientemeno che con la poltrona da capo della commissione antimafia!
Quindi, caro Gianfranco, prima che si parli di una "questione morale" della sinistra che attraverso gli arresti di ex democristiani viene ingiustamente gabellata per verità storica bisogna reagire con forza poiché è evidente il tentativo di mistificazione in atto. E la sinistra con il suo passato comunista è il designato, predestinato capro espiatorio. Ingiustamente!
Michele



 
"Tannino Gianfranco" <tannino@tannino.de> schrieb:

Sono passati ben 16 anni da Mani Pulite e Tangentopoli continua e questa volta tocca proprio il ns (è rivolto agli iscritti del PD) partito (ma non solo).

Ieri Walter Veltroni, incontrando  i giovani democratici, ha ribadito la sua contrarieta' al correntismo e ai ''capibastone'' quei personaggi che nei partiti della prima rebubblica condizionavano la vita dei partiti con il controllo di pacchetti di tessere. ''Diro' una cosa -ha detto Veltroni rivolgendosi ai giovani- che in politica non si dovrebbe dire, ma io preferisco perdere voti e avere un partito sano, fatto di gente per bene, piuttosto che avere dei capibastone che portano voti. Voglio un partito di gente per bene, un partito sano... gli altri fuori!''.

Avrei una domanda: ma esistono organi collegiali di controllo? O il partito liquido che inizialmente hanno pensato di creare, ha permesso questo tipo di errori? Ritengo molto importante l’organizzazione del partito.

 

Anche a Monaco nel passato ci fu un momento in cui qualcuno pensò di proporre un partito liquido, erano i tempi della caduta del muro di Berlino, quando il PCI divenne PDS. È grazie al fatto che la struttura territoriale di Monaco é rimasta quella originale, che ancor oggi abbiamo una Sezione, (non un Circolo, come se il cambiamento di nome avesse portato chissà quali benefici) di partito in cui il rapporto tra gli iscritti é eccellente, una sezione trasparente di cui possiamo andare fieri. Ma ora che anche per noi (ex DS, divenuta da poco PD) si porrá il problema di unire le ns forze e la ns sezione ad altri circoli PD, mi viene spontaneamente da chiedermi: le altre sezioni (o meglio circoli) saranno altrettante trasparenti? O un giorno potremmo venire anche noi tacciati di non essere troppo attenti alla questione etica? Se chiediamo uno sforzo di controllo in alto, facciamo altrettanto in basso?

Visto l'endemica e deficitaria etica che avvolge il ns Paese e collegando la proposta avanzata dal governo Berlusconi (dopo i recenti fatti di corruzione e concussione), in cui propone che l'intercettazioni telefoniche vengano fatte “solo per reati che prevedono pene da 10 anni in su”, viene da chiedersi: è questa la grande idea per combattere questi fenomeni di malcostume? visto che i reati di corruzione e concussione rientrano sotto questa soglia. È esattamente l’opposto della legge che servirebbe per combattere

In questa maniera non si sarebbero venuti mai a scoprire né la tangentopoli del ’92, né quelle esistenti, né quelle future.

 

Si può lasciare al solito Di Pietro la difesa di una cosi elementare richiesta da parte dei cittadini che gradirebbero una politica meno inflazionata dal malcostume?

 

PS. alcuni organi di stampa ingigantiscono le discussioni all'interno del PD (che sono il sale della democrazia) facendo apparire quest'aspetto come solo negativo , forse preferiscono che ci comportassimo come nella cosidetta casa del "Popolo delle libertà"? Quanti in quella "casa" hanno qualcosa da dire di diverso dal capo?

 

Buone Feste a tutti. Che l'Anno Nuovo ci porti notizie positive.

Gianfranco Tannino, Monaco di Baviera

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 

Da

<mtrapanaro@t-online.de>

 

(Aggiungi alla rubrica ) (Aggiungi ad indirizzi recenti ) (Aggiungi alla lista nera)

Cc

"asil" <asiliram@yahoo.de> , "camilla" <camilla@t-online.de> , "gianni" <gianni@minelli.de> , "giovanna" <giovanna.runggaldier@t-online.de> , "laura" <Lauragaravini@aol.com> , "paolaa" <paaoolaa@aol.com> , "Paolo" <pagattolo@hotmail.de> , "peppino" <loiudice@infogrottole.it> , "Giulio Bailetti" <Giulio_Bailetti@gmx.de> , "Daniela Di Benedetto" <daniela.dibenedetto@googlemail.com> , "Antonio Bosi" <antonio@bosi.info> , "Vincenzo Calenne" <vincalenne@googlemail.com> , "Cosimo Carniani" <cosimo_carniani@hotmail.com> , "sandra cartacci" <Sandra.Cartacci@t-online.de> , "Fiorenzo Cianelli" <fiorenzocianelli@gmx.de> , "United States Of Europe" <unitedstates.europe@gmail.com> , "Pierangela Hoffmann" <pierangela@gmx.de> , "Mattarei Norma" <Norma.Mattarei@caritasmuenchen.de> , "Paolo Sala" <paolo.sala@arcor.de> , "Davide Schenetti" <davide.schenetti@gmail.com> , "Emilia Sonni" <emilia.sd@t-online.de> , "Ambra Sorrentino" <Ambra.Sorrentino@web.de> , "Valter Tagliabue" <tagliabue@gmx.de> , "Marcello Tavano" <marcellotava@yahoo.com>

Data

01/11/08 10:54:00 pm

A

"Gianfranco Tannino" <gianfrancotannino@web.de>

Oggetto

<