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-= ----Original-Nachricht-----
Subject: Re: {Sez.PD Monaco di Baviera 11= 52} Aperitivo
politico musicale sul tema politiche attive per il lavoro -
12.Giugno 2010, 18:00 Giesinger Bahnhof
Date: Tue, 22 Jun 2010 21:58:33 +0200
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Caro Gianfranco,
sfrutto questa occasione di dibattito online per dire che
nel sistema capitalista, come in ogni altra forma di potere
ad esso precedente, non è mai esistita alcuna filantropia
tesa a consolare gli esclusi e che oggi si subisce il
potere, nella sua forma onnicomprensiva, in modo più
attutito, come nell'economia sociale di mercato, mediante un
forte Welfare che in Germania e, in generale, nel nord
Europa è imperniato apparentemente sulla solidarietà ma che
obiettivamente funge da deterrente ideologico. È peggio nei
sistemi neoliberisti come quello americano e in quello
sgangherato lasciato in triste eridità dal regime
democristiano agli italiani che se lo ritrovano
rappresentato in forma più grave da Berlusconi. Senonchè, al
di fuori di questo contesto che riguarda la forma di potere
o di sistema capitalista più avanzato non esiste niente di
tutto ciò. Nei paesi sottosviluppati come in quelli in via
di sviluppo la filantropia esiste solo ed esclusivamente
come iniziativa soggettiva ed a discrezione per cui
l'individuo, nella stragrande maggioranza dei casi, è
destinato a subire il potere nella forma più violente e
brutale del termine. Ciò vale anche per le organizzazioni
internazionali dove si trovano a coesistere paesi opulenti e
paesi in via sviluppo che non possono che essere regolati
dai rapporti di forza o contrattuali dominanti e misurati in
termini di potere geopolitico ed economico. In altri
termini, a comandare sono dunque i paesi più ricchi
dell'occidente e i comandati non possono fare altrimenti
pena la privazione dei capitali delle multinazionali o, in
ogni caso, dei capitali occidentali. Il mio riferimento è
anche rivolto alla più importante organizzazione mondiale
del commercio (WTO) dove le regole sullo scambio commerciale
sono state dettate e non poteva essere diversamente, che
dagli stessi ispiratori e vale a dire i paesi ricchi
dell'occidente, più precisamente dagli USA e dalla Unione
europea. Il pricipio fisico dell'osmosi , livellamento di
due contraenti (ricchi e poveri) attraverso finanche la
rinuncia o il limite del diritto di sciopero o di aumenti
sostanziali del salario correlati agli aumenti della
produzione da parte dei primi, non può valere nel campo
politico-economico per cui quello che scrivi a proposito
delle motivazioni del ricatto di Marchionne ai lavoratori di
Pomigliano non si trova scritto in alcun trattato del WTO.
Più semplicemente l'atteggiamento duro e ricattatorio di
Marchionne anche se per certi versi è comprensile per
l'abuso che talvolta fanno i lavoratori dello sciopero
nonchè dell'assenteismo per malattia, va visto pertanto alla
luce non delle vituperate regole della globalizzazione che
nessuno però si è dato neppure al WTO con dei compiacenti
sindacati occidentali, ma di quello che è il sistema
capitalista italiano. Un sistema, dicevo poc'anzi
sgangherato in quanto incapace di essere nè una economia
sociale di mercato incentrato su un robusto Welfare per
chiunque e nessuno escluso, ivi compresi quelli che
marxianamente sono ritenuti sottoproletari (disoccupati
permantenti per alcolismo, tossicodipenfenza o
emarginazione), nè un sistema neoliberista come quello
americano. Ma è, giusto per dargli una etichetta, un sistema
corporativo-cattolico-familista, quindi un sistema retrivo
incapace cioè non solo di avere un rapporto di fiducia con
la scienza e il laicismo e per questo rec alcitrante sia
alla ricerca ed all'innovazione e alla formazione dei quadri
dirigenti, del terziario nonchè dei servizi e sia
recalcitrante nel riconoscere i diritti della persona, il
diritto alla libertà "liberale" e non nell'accezione
rivoluzionaria del marxismo. Tali condizioni sono quelle
ereditate da un passato lontano nel tempo e che trovano una
spiegazione nel carattere lacunoso dell'unità d'Italia ma
ancora prima quando l'Italia non aveva nient'affatto una
benchè minima coscienza nazionale seppure divisa e occupata
dagli stranieri e tenuta, in ultima analisi, narcotizzata
dal potere temporale della chiesa che di tutto questo è
colpevole in assoluto. Sono altresì tali condizioni quelle
che oggettivamente fanno dell'Italia, rispetto al resto
dell'occidente, un paese evidentemente anomalo e per questo
anche vessato all'estero e messo ai margini delle decisioni
politiche. È questo il background degli insulti di
Marchionne ai lavoratori di Pomigliano, un atteggiamento che
trova linfa nell'anomalia italiana e non nella
globalizzazione. O, peggio, è tale anomalia ad alimentare un
atteggiamento apparentemente risalente alle leggi endogine
della globalizzazione! Infatti, se si ha un pò di acume
analitico si arriva ben presto alla conclusione che siffatto
atteggiamento non può riscontrarsi in nessun paese ricco o
comunque occidentale dove i diritti dei lavoratori, come lo
sciopero e la pausa lavorativa, sono sacrosanti e rispettati
da tutti. Ma Marchionne commette l'errore di scambiare una
zona depressa italiana con una zona depressa di un paese in
via di sviluppo dove basta un basso salario e l'assenza di
una cosciena operaia per fare il bello e il cattivo tempo,
purchè i profitti siano assicurati.
Michele
-----Original-Nachricht-----
Subject: AW: {Sez.PD Mon aco di Baviera 1152} Aperitivo
politico musicale sul tema politiche attive per il lavoro -
12.Giugno 2010, 18:00 Giesinger Bahnhof
Date: Mon, 21 Jun 2010 20:32:08 +0200
From: "tannino" <tannino@tannino.de>
To: "'Concetta Vacante'" <concetta.vacante@googlemail.com>,
"'pd-monaco-di-baviera'" <pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com>,
<unaltraitalia@googlegroups.com>
Cara Cetti,
purtroppo siamo in pochi coloro i quali si prendono il tempo
per dire la
loro sulle cose che vogliamo discutere, ed io ringrazio
tutti quelli che
questo tempo se lo prendono. Questo ci permette, qualora
affrontassimo uno
di questi argomenti, di aver già confrontato le ns posizioni
ed arrivare in
sezione con idee più chiare rispetto a quelle iniziali.
L'argomento in questo momento che mi stimola è la questione
Pomigliano come
questione esemplare, di principio. Il risultato di quella
competizione verrà
presa con molta probabilità ad esempio da altri ed
utilizzato a proprio
favore.
A mio modesto parere dovranno essere i lavoratori di
Pomigliano e solo loro,
a prendere questa difficile decisione.
Da parte mia ritengo che un aumento delle ore di lavoro, la
diminuzione del
salario, sono cose già sperimentate in tutta Europa, dalla
Germania alla
Francia etc...la rinuncia ai diritti costituzionali (vedi
libertà di
sciopero) invece la ritengo molto più grave e importante.
La difficoltá di quei lavoratori è che si trovano davanti ad
un ricatto
indifesi, indifesi perché come dicevo in altra e-mail tutto
iniziò alcuni
anni fa, quando fu stabilito il trattato WTO.
Fu allora che i rappresentanti dei lavoratori (parti ti e
sindacati) fecero
mancare la difesa degli interessi delle classi lavoratrici
dei paesi
industrializzati. Non furono in grado di stabilire un
meccanismo che
prevedesse un aumento dei diritti dei lavoratori del terzo
mondo senza che
questi venissero pagati dai lavoratori dei paesi
industrializzati come
adesso viene chiesto.
Sullo stesso tema per esempio non si è previsto che mentre
gli imprenditori
(vedi le multinazionali) andavano a godere di particolari
favori fiscali (ma
non solo) andando ad impiantare le loro industrie nei paesi
poveri, per
quelli che restavano nei paesi industrializzati non si è
previsto alcuno
sgravio fiscale ne per loro ne per i loro lavoratori.
Questo tipo d'ingiustizia viene ora sbandierata dalla Lega e
da Tremonti per
raccogliere consensi proprio in quelle regione dove esiste
la piccola
industria, quella che non ha le capacitá di delocalizzare e
che soffre della
concorrenza spesso sleale, di quelle multinazionali che
sfruttano al massimo
quelle popolazioni ancora a digiuno di democrazia e di
diritti.
Loro, le multinazionali, dimostrano di essere
internazionali, hanno una
visione globale del mondo. Prima c'era una forza politica:
quella comunista,
che faceva riferimento all'URSS ed aveva una visione
mondiale, cosi come
l'aveva l'internazionale Socialista. Quella comunista non
esiste più, quella
socialista è sulla difensiva il tutto il territorio europeo.
L'unica rimasta
in piedi e che tiene conto degli avvenimenti globali sono
quelle forze
capitaliste che hanno come loro punti di riferimento non più
gli Stati ma le
multinazionali.
Ecco, prendendo spunto da questa riflessione, si puó ben
capire che la lotta
che stann o facendo i lavoratori di Pomigliano è una lotta
di retroguardia,
perché le decisioni sono state già prese allora ed hanno
portato quei frutti
che vediamo. Solo la politica potrebbe avere la forza di
rimettere in
discussione quelle scelte di allora, questo è secondo me il
compito di
quelle forze di sinistra (partiti e sindacati europei, ma
non solo) per
riprendersi quella credibilità che ormai gli sta sempre più
sfuggendo di
mano.
Allargo questa e-mail al contributo di altri (non iscritti
al PD), perché
tra loro ci sono coloro che intervengono, li prego solamente
di rispondere a
tutti e non solo a me.
Grazie Cetti per avermi passato la palla ed aver potuto cosi
continuare la
mia discussione su questo tema che reputo importante
Ciao a tutti, anche agli amici di Roma, di Rovereto, di
Scozia, di
Salonicco, e ai ns amici che hanno partecipato dalla Sicilia
ad "Un'altra
Italia di Monaco, ciao a tutti.
Gianfranco Tannino, Monaco di Baviera.
-----Ursprüngliche Nachricht-----
Von: pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com
[mailto:pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com] Im Auftrag
von Concetta
Vacante
Gesendet: Sonntag, 20. Juni 2010 17:19
An: Luigi Tortora
Cc: tannino@tannino.de; Adriano Baudino;
pd-monaco-di-baviera
Betreff: Re: {Sez.PD Monaco di Baviera 1152} Aperitivo
politico musicale sul
tema politiche attive per il lavoro - 12.Giugno 2010, 18:00
Giesinger
Bahnhof
Cari compagni ed amici della sezione,
ho letto nei giorni scorsi le vostre mail di reazione al mio
commento sul
periodo trascorso a Monaco., Rispondo solo ora che sono
ritornata a Catania
e vorrei precisare alcune cose :
1. la mia mail di commento alla serata di discussione sulle
politiche del
lavoro, francamente non mi sembrava una protesta ma solo una
constatazione.
2. sono felice e credo dovremmo essere tutti grati a Daniela
di aver
mantenuto l'impegno con Frey, questo sì mi sarebbe sembrato
gravissimo. "
gli italiani che non rispettano mai gli impegni"! La serata
peraltro è stata
molto interessante ed anche ben costruita.
3. Ritenevo, poichè sono una che ha ancora fiducia nel PD,
che di fronte al
mantenimento dell'impegno con il referente tedesco, il Pd, o
la CGIL (io non
conosco Damiano), si sarebbero attivati.:Così non è stato e
di questo mi
rammaricavo ed ancora sono convinta di ciò che ho scritto,
ma caro Tannino
non è una protesta ma solo una mera constatazione.
4. Altrettanto mi duole constatare ed era questo il fulcro
della mia mail
che da tre mesi ci scriviamo solo in 4: Daniela. Serena,
Paola, Tannino,
Adriano, Cetti e da ultimo, anche Luigi. E gli altri ? Il
web è bello
proprio perchè garantisce la comunicazione anche agli
assenti.
A me mancano e vorrei sapere perchè!
Anche io non sono più fisicamente presente, ma il bello
della comunicazione
attuale è proprio questo!
Un caro saluto a tutti e poichè con il mio commento ho
iniziato la
discussione sul "famoso" Aperitivo, vorrei altrettanto
chiuderla.
Cambiamo titolo per comunicare, per piacere.
Cetti
Il giorno 18 giugno 2010 17.27, Luigi Tortora <luigi.tortora@gmx.de>
ha
scritto:
Caro Gianfranco,
subito a Te. Un capo è auspicabile purché lo stesso metta la
sua
autorità a disposizione dell´amore e non del potere ,un capo
capace di< br /> comunicare, esprimendosi con parole
semplici ,cosa ben difficile:"il
peggiore degli stupidi non é chi non capisce,ma chi non si
sa spiegare"
scriveva Cesare Lanza "nell`attimo fuggente", citando Lev
Tolstoj;"Non c´é
grandezza dove non c`é semplicità".
Un capo con dubbi é preferibile ad un altro con certezze.
correggo due errori nella mia precedente E-m (360° in 180° e
persone
assente in p.assenti).
saluti cari da
Luigi
----- Original Message -----
From: tannino@tannino.de
To: 'Luigi Tortora' <mailto:luigi.tortora@gmx.de> ;
'Adriano Baudino' <mailto:adri.baudi@online.de>
Cc: 'pd-monaco-di-baviera'
<mailto:pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com>
Sent: Friday, June 18, 2010 12:16 PM
Subject: AW: {Sez.PD Monaco di Baviera 1143} Aperitivo
politico musicale sul tema politiche attive per il lavoro -
12.Giugno 2010,
18:00 Giesinger Bahnhof
Caro Luigi,
è una fortuna averti rincontrato, mi da modo di conoscerti
più a fondo. In passato il ns rapporto é stato superficiale
dal momento che
praticavamo ambienti diversi (io i DS tu il teatro).
Mi piace il tuo modo di scrivere, di esprimerti. Ora
facciamo parte di un Partito che sta nascendo e dipenderà da
noi tutti come
questo evolverà, abbiamo in mente di dare una mano al Paese
attraverso
questo Partito, per il bene comune, almeno questo é il ns
proposito.
Ne approfitto per ringraziare Adriano „il vecchio, rimasto
giovane“ che ti ha fatto conoscere la ns sezione, sezione ai
più totalmente
sconosciuta.
Anche quando facciamo qualcosa di importante, vediamo
intorno a noi quasi sempre e quasi solo le facce che
conosciamo, gente che
milita giá nelle Associazioni o simpatizzanti di queste o
del ns Partito,
non riusciamo a coinvolgere la comunità italiana di Monaco
che pur è
numerosa.
La stessa cosa si potrebbe dire del CCF, di Rinascita, di
„Un’altra Italia“. È stato sufficiente che un giorno venisse
Travaglio a
Monaco e senza alcun impegno (chiedetelo a Fiorenzo che
aveva il compito di
prenotare la lista) si sono radunate ca. 500 persone per
ascoltarlo. Che
vogliano tutti un leader? o Cosa?
Dite la vs, sono curioso. Dal duro lavoro, ma con tanto
entusiasmo gt
Von: pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com
[mailto:pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com] Im Auftrag
von Luigi Tortora
Gesendet: Freitag, 18. Juni 2010 08:52
An: tannino@tanninode; 'Adriano Baudino';
concetta.vacante@googlemail.com; 'Daniela Di Benedetto'
Cc: 'pd-monaco-di-baviera'
Betreff: Re: {Sez.PD Monaco di Baviera 1143} Aperitivo
politico musicale sul tema politiche attive per il lavoro -
12.Giugno 2010,
18:00 Giesinger Bahnhof
Caro Gianfranco,
le Tue E-mail le leggo regolarmente e con molt´attenzione
perché,ne sono certo, sono frutto
d´una Tua maturata e profonda esperienza fatta giorno per
giorno sulla Tua propria pelle.
La realtá va vissuta tutta,nella vita si ci deve
tuffare,solo cosí si riceve il battesimo tanto anelato e
rinasce nell`uomo
vecchio, l´uomo nuovo! non piú promesse e chiacchiere
inutili che come le
foglie
secche d´alloro non rinverdiscono mai, bens í un mutamento
di
360°.
Nella vita se si vuole essere se stessi,bisogna essere
soprattutto autentici: "diventa ció che sei",
scriveva Nietsche.
Infine mi permetto,con l´occasione, di precisare ch´io in
nessunissima E-mail ho pronunciato
il nome Damiano: fino a questo momento non sapevo neanche
chi fosse ed oggi sono grato di saperne un pó di piú e di
parlarne col
dovuto rispetto che si merita; solitamente non amo parlare
di persone
assente.
Con affetto e gratitudine per l´attenzione che poni alle mie
modestissime E-mail,
caramente Ti saluto,
Luigi Tortora
----- Original Message -----
From: tannino@tannino.de
To: 'Adriano Baudino' <mailto:adri.baudi@online.de>
; luigi.tortora@gmx.de ; concetta.vacante@googlemail.com ;
'Daniela Di
Benedetto' <mailto:daniela.dibenedetto@googlemail.com>
Cc: 'pd-monaco-di-baviera'
<mailto:pd-monaco-di-baviera@googlegroups.com>
Sent: Tuesday, June 15, 2010 1:33 PM
Subject: {Sez.PD Monaco di Baviera 1128} Aperitivo
politico musicale sul tema politiche attive per il lavoro -
12.Giugno 2010,
18:00 Giesinger Bahnhof
Scusate se rispondo solo ora sulle proteste di
Cetti, Adriano e Luigi riguardante la non presenza dell’ex
ministro Cesare
Damiano alla ns manifestazione. Avevo pregato Emido di
ragguagliarci, ma
visto che non l’ha fatto provo io a dire la mia.
Siamo sicuri che Damiano ci aveva garantito la sua
presenza? Se non erro non aveva in un secondo tempo
disdetto?
Se cosi fosse avre mmo commesso noi l’imperdonabile
errore di informare il pubblico dando per certo la presenza
quando invece
eravamo stati informati del contrario. La ns sezione é
conosciuta per non
avere peli sulla lingua e questo lo reputo giusto, ma
attenti a non mettere
tutti nello stesso calderone, Damiano é stato uno di quei
ministri sotto
Prodi che ha fatto onestamente il suo lavoro e per quello
che é conosciuto
gode ottima reputazione.
Io sono per dare a Cesare ciò che é di Cesare
etc..etc…
gt
Von: Daniela Di Benedetto
[mailto:daniela.dibenedetto@googlemail.com]
Gesendet: Sonntag, 6. Juni 2010 23:48
An: Emidio Colonnella; Emidio Colonnella; Fiorenza
Colonnella; Tannino; laura urso; serena chillemi; Augusto
Giussani; Giuseppe
Izzo; Orazio Vallone; Claudio Cumani; antonio bosi
Cc: Concetta Vacante
Betreff: Aperitivo politico musicale sul tema
politiche attive per il lavoro - 12.Giugno 2010, 18:00
Giesinger Bahnhof
Cari tutti,
cotrariamente a quanto annunciato oggi pomeriggio vi
giro il volantino originario, non modificato. Cetti
suggerisce che è meglio
comportarsi così.
D'altro canto non si può escludere del tutto alla
fine Damiano si presenti all'incontro visto che è stato
espressamente
invitato e che òa data era stata concordata con largo
anticipo (tenterò di
insistere ancora e lasciare aperto qualche spiraglio).
Vi prego di diffondere la notizia dell'incontro il
più possibile anche con le vostre mailing list e contattando
patronati o
uffici, e di dare rilievo alla presenza di Christoph Frey ed
al fa tto che
parleremo di Harzt IV.
Un caro saluto e a presto,
Daniela
--
**************************************************
Daniela Di Benedetto
I: +39 347 3667298
D:+49 162 4143778
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