Mons. Michele De Gattis, nel novembre del 1842 provvide all’apertura del Seminario[1]. La struttura fu gravemente danneggiata dal sisma del 14 agosto 1851[2].
Mons. Felice Del Sordo, Vescovo di Venosa, durante la santa visita tenuta in Forenza (PZ), il 14 luglio 1908, volle dare alcune pubbliche indicazioni circa la modalità di riapertura del Seminario venosino, rendendo edotta tutta la Diocesi a lui affidata. Il Prelato godeva di una forte esperienza a livello di conduzione di Seminari, essendo stato egli stesso, in precedenza, direttore di quello di Nusco. Sentì quindi l’esplicita necessità di spiegare “tutta la pastorale sollecitudine” ed “i propositi su argomento di sì grave importanza”[3].Alla base della creazione di questo Seminario vi era l’accordo tra diversi Vescovi. Ai chierici ed alle loro famiglie viene assicurato che la struttura sarà spesse volte visitata dallo stesso vescovo Del Sordo, il quale garantiva che i superiori avrebbero preso opportune decisioni e consigli con lo stesso Vescovo per quanto concerneva i programmi di studio e la disciplina da adottare al suo interno. Si voleva migliorare, inoltre, la qualità della vita, a partire dal vitto, lo spirito di pietà, l’amministrazione, la qualità e quantità del cibo da somministrare quotidianamente, secondo la tabella prestabilita. Sarebbero aumentati gli educatori e stabiliti regolamenti seguendo quello Pontificio per i Seminari interdiocesani[4].
Alle cinque classi ginnasiali ed alle tre liceali, secondo le nuove indicazioni di Pio X, sarebbero state aggiunte le classi 4° e 5° elementare, se vi fosse stato un considerevole numero di alunni interni[5].
Le lezioni di “sacra cerimonia” e di “canto fermo” sarebbero state impartite gratuitamente agli alunni, mentre l’insegnamento di musica sarebbe stato a carico del frequentante, essendo il Seminario dotato di un proprio pianoforte[6].
La direzione spirituale era assicurata in maniera costante, per curare i giovani realmente chiamati alla vocazione sacerdotale, mentre una volta all’anno si sarebbe svolta una cerimonia di premiazione degli studenti più meritevoli.
Per assicurare vocazioni nei paesi, anche con sacerdoti provenienti da famiglie non possidenti, il Seminario offriva la possibilità di assegnare due posti gratuiti ed altri due semigratuiti a chierici provenienti da nuclei familiari poveri e bisognosi, previo il superamento di un esame di ammissione da tenersi davanti ad un’apposita commissione di valutazione[7].
Recita il manifesto del Seminario: “Incoraggiati dal nostro buon volere e dallo spirito di sacrificio, sorretti dalla cooperazione del personale di disciplina, di studio, di pietà e di ammirazione; speranzosi nella fiducia dei padri di famiglia, siamo certi, con l’aiuto del Cielo, di mantenere all’altezza delle sue tradizione questo nostro Seminario Liceale Interdiocesano, che apriremo il dì 15 ottobre; e dopo qualche giorno daremo principio agli esami di riparazione per i vecchi alunni, e di esperimento per nuovi, sforniti di certificati legali”[8].
Nella documentazione da produrre per i candidati all’ingresso in Seminario era necessario presentare, oltre ai certificati religiosi e civili di rito, anche l’attestato delle avvenute vaccinazioni e dei percorsi di studi realizzati[9].
Nel regolamento del Seminario di Venosa era anche scritto il regolamento per il corredo da portarsi per i chierici consistente in: sottana nera orlata cremisi, soprana nera, collare chiuso avanti, cinta di stoffa chermisi, cappello di seta a tre punte, un paio di scarpe per il passeggio, un paio si carpine con fibbie per la chiesa, pantofole decenti e zimarra conveniente per camera, cotta inamidata a righe con fiocchi verdi, berretta nera a tre punte. Inoltre numero sei camicie, sei mutande, sei paia di calze bianche e due paia cremisi per la chiesa, dodici fazzoletti, quattro tovaglioli, quattro asciugamani, quattro fodere, quattro lenzuola, un coltrone, una sopracoperta color verde, una copertina bianca per l’estate, due guanciali, due materassi lunghi, lettiera di ferro secondo modello, spezzata in tre parti uguali, una sedia, un crocifisso, un quadrettino e libri di preghiera, due sacchetti per biancheria, un comodino, una cassettina, una posata da tavolo di metallo bianco, bacile, spazzolino, spazzola per i capelli.
![]()
[1] D’AVINO Vincenzo, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie del Regno delle due Sicilie, Napoli, Ranucci, 1848. p. 745.
[2] PALMIERI Luigi e SCACCHI Arcangelo, Della regione vulcanica del monte Vulture, Napoli, Gaetano Nobile, 1852. p. 138.
[3] DEL SORDO Felice, Programma del Seminario Liceale interdiocesano di Venosa per l’anno scolastico 1908 – ’09, Venosa, Tipografia Quinto Orazio Flacco, 1908. p. V.
[4] DEL SORDO Felice, Programma del Seminario Liceale interdiocesano di Venosa per l’anno scolastico 1908 – ’09, Venosa, Tipografia Quinto Orazio Flacco, 1908. p. VI.
[5] DEL SORDO Felice, Programma del Seminario Liceale interdiocesano di Venosa per l’anno scolastico 1908 – ’09, Venosa, Tipografia Quinto Orazio Flacco, 1908. p. VI.
[6] DEL SORDO Felice, Programma del Seminario Liceale interdiocesano di Venosa per l’anno scolastico 1908 – ’09, Venosa, Tipografia Quinto Orazio Flacco, 1908. pp. VI-VII.
[7] DEL SORDO Felice, Programma del Seminario Liceale interdiocesano di Venosa per l’anno scolastico 1908 – ’09, Venosa, Tipografia Quinto Orazio Flacco, 1908. p. VII.
[8] DEL SORDO Felice, Programma del Seminario Liceale interdiocesano di Venosa per l’anno scolastico 1908 – ’09, Venosa, Tipografia Quinto Orazio Flacco, 1908. p. VIII.
[9] DEL SORDO Felice, Programma del Seminario Liceale interdiocesano di Venosa per l’anno scolastico 1908 – ’09, Venosa, Tipografia Quinto Orazio Flacco, 1908. p. IX.
-----------------------
Home - Seminario di Potenza - Seminario di Matera - Seminario di Tricarico - Seminario di Acerenza - Seminario di Tursi - Seminario di Melfi - Seminario di Muro Lucano - Seminario di Marsico Nuovo -
Notificazione per la riapertura del Seminario Liceale di Venosa