HO TROVATO IL VOLTO DI GESÙ NEGLI OCCHI DEI MALATI
Don Bruno Buonamassa
Sono felice di raccontarvi l’esperienza che io ho fatto del Signore che chiama. Ogni sua chiamata è un atto d’amore a cui noi non possiamo che rispondere. Nella mia esperienza vocazionale ho fatto mie le parole di Madre Teresa: “Gesù ti ama con tenerezza, sei prezioso per Lui. Rivolgiti a Gesù con grande fiducia e consentiGli di amarti. Il passato appartiene alla Sua misericordia, il futuro alla Sua provvidenza e il presente al Suo amore”. Come è nata la mia vocazione? Mistero dell’amore di Dio “Prima di formarti nel grembo materno ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce ti avevo consacrato” (Ger 1,5). Il Signore ti chiama, ti prende, magari ti lascia andare come è successo a me. per poi richiamarti e riprenderti. Sono cresciuto in una famiglia cristiana dove ho ricevuto, soprattutto da mia madre, i primi insegnamenti di catechismo allora chiamato “Dottrina cattolica”. A quattordici anni sono entrato per la prima volta in seminario, completando gli studi ginnasiali. Uscito dal seminario, dopo aver conseguito l’abilitazione magistrale, per un pò esercitai la professione di insegnante presso la scuola elementare. Non essendo titolare di cattedra ed essendo difficile raggiungere l’insegnamento di ruolo, ricominciai a studiare conseguendo la laurea breve in scienze infermieristiche. Per tanti anni, infatti, ho svolto la professione di infermiere. Ho potuto così trovare pian piano il volto di Gesù in ogni ammalato ed è maturato in me il desiderio di prestare il mio servizio in modo più completo non solo sotto il profilo umano ma anche sotto quello spirituale. Ed è proprio vero che nulla avviene per caso! Il Signore ha posato il suo sguardo su di me invitandomi a seguirlo, chiedendomi di lasciare tutto. Così la chiamata al sacerdozio, non fulminea ma percepita e assecondata con gradualità. Dopo un attento discernimento aiutato dal mio parroco ed amici sacerdoti, ho scelto di diventare nuovamente seminarista alla “veneranda” età di 48 anni. Una vocazione nata nell’ordinarietà. Ho iniziato a fare spazio dentro di me a questa presenza, che mi riempiva di gioia e serenità. Il primo dono che ho ricevuto dal Signore è quello di stare con Lui. Ascoltare la sua parola, vivere alla sua presenza e seguirlo nel cammino che ci conduce incontro al Padre. È il modo di vivere tipico dei suoi discepoli, di chiunque crede in Lui e lo ama sinceramente. Di questo devo ringraziare il seminario che attraverso i formatori, la regola di vita, la spiritualità, mi hanno guidato nel giusto cammino. Da parte mia la disponibilità e la docilità a lasciarmi guidare per le vie di Dio, ad obbedire alla chiesa e a formarmi con lo studio e la preghiera per una missione sovrumana. Solo attraverso la sequela si può conoscere il Cristo, colui che si offre e soffre per ognuno di noi, e ricercarlo ancora dopo averlo trovato. E ora sono giunto qui ad annunciare. Ma ad annunciare cosa? La mia storia? No. La mia persona? Neanche. Annuncio e testimonio l’amore del Signore che chiama senza stancarsi. Annuncio la grandezza del Signore che ha chiamato me, piccola e povera persona, per realizzare un tassello del suo grande mosaico. Negli anni di formazione non sono mancate le prove, le difficoltà, i dubbi e le incertezze ma sono sicuro che questi momenti non sono stati vani perché proprio in questi si sente la presenza del Buon Pastore che guida anche nelle valli oscure. Vorrei condividere con voi quello che è un invito e che il Signor ha fatto ai suoi discepoli “Siate il sale della terra e la luce del mondo!” Testimoniate nella vostra vita, nella vostra vocazione l’amore del Signore che regna nei vostri cuori. Non abbiate paura di essere deboli, perché nella nostra debolezza si rivela la forza del Signore. Una vocazione adulta la mia, percepita in età matura, e che si è realizzata con l’ordinazione diaconale avvenuta il 22 novembre 2009, nella chiesa San Francesco d’Assisi a Matera ed a seguire quella sacerdotale avvenuta a Grottole, mio paese natale, la sera del 6 novembre 2010, per l’imposizione delle mani del Vescovo, Mons. Salvatore Ligorio.Il sacerdozio non è un privilegio dato a pochi, ma un dono che richiede l’accoglienza non solo da parte del chiamato ma anche e soprattutto da parte della Chiesa che deve discernere la vocazione. Il sacerdozio mette il chiamato nella condizione di esprimere la ricchezza di questo dono nella comunione con il vescovo e nell’appartenenza alla famiglia dei presbiteri. Possiamo dire che la famiglia dei sacerdoti di Matera-Irsina si è arricchita di un nuovo membro.Ora sono sacerdote. Mi hanno fatto corona oltre una cinquantina di sacerdoti della diocesi di Matera e delle diocesi vicine, compagni di seminario, educatori, familiari tra cui mia mamma novantenne, le sorelle, tanti amici e tutta la comunità grottolese, presente spiritualmente mio fratello Tonino perché impossibilitato causa degenza in ospedale. Con la mia ordinazione sarei il settimo sacerdote maturato nella comunità di Grottole negli ultimi 50 anni; dove proliferano vocazioni lì c’è un popolo di Dio che prega. Dopo aver esercitato il mio ministero diaconale presso la parrocchia Maria Madre della Chiesa in Matera, continuo a muovere i primi passi di vita sacerdotale come vice parroco, nella stessa parrocchia, accanto a un nutrito gruppo di famiglie e vivendo la comunione presbiterale con il parroco, don Filippo Lombardi, e con l’altro vice parroco, don Nicola Gurrado.
Don Bruno Buonamassa
Sacerdote
6 novembre 2010