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Qu-ddar'= collare: a forma di anello, si mette attorno collo
dell'animale. Ai lati dello stesso vi sono dei ganci dove vengono
annodate le funi che portano direttamente all'aratro. Con le
funi ben legate all'attrezzo termina l'operazione. L'
animale è pronto per solcare il terreno.
Nelle
foto, ultimi
contadini di Grottole rimasti ancora attaccati al proprio animale ed
alla propria terra. La mattina presto come negli anni
passati si incamminano con il proprio animale per raggiungere il
podere dopo qualche ora. Ritornando agli anni passati a Grottole e
certamente come in altri paesi della Basilicata, la differenza del
grado sociale della popolazione era molto evidente specie
nella classe contadina. C'era il padrone proprietario di terreni con
la relativa masseria che in un certo senso predominava su
tutti. C'erano i piccoli proprietari i quali si distinguevano
dagli altri perchè possedevano una coppia di muli ed erano molto più
agiati di chi ne possedeva solo uno. Il contadino "povero"
invece era chi possedeva solo l'asino o solo qualche capra o pecora.
Il contadino era considerato anche un emarginato, specialmente dal grado sociale di un livello più in
alto come gli artigiani ed i cosiddetti galantuomini.
La differenza più eclatante però, era
costituita soprattutto nel matrimonio, non era consentito ad
una persona di ceto "basso" con una persona di ceto "elevato.
L'altra ancora era che il figlio del contadino il padre lo chiamava tat', mentre il
figlio del galantuomo lo chiamava papà. Per la mamma era lo stesso, dai
contadini era chiamata ma', dai galantuomini mamma o mammà.
Nonno e nonna per i galantuomini - Tatarann' e
mammarann' per i contadini.
Un contadino con la propria moglie fermi presso l'
abbeveratoio in Largo San Rocco. Qui e presso altri abbeveratoi si
fermavano per far bere le bestie. |