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CHIESA SAN PIETRO APOSTOLO "già del PURGATORIO"

Fondata prima del XVI secolo, fu detta anche del "PURGATORIO" perchè ospitava una confraternita omonima, sopravvissuta fino agli inizi dell'ottocento. L'interno, in stile barocco, è ad una sola navata divisa in due zone: una riservata ai fedeli, l'altra al clero, suddivisa da balaustra in ferro battuto di ignoto autore locale. Nell'interno vi sono tele di notevole valore, tra cui una "Madonna con Bambino tra i Santi  Luca e Giovanni Evangelista", opera del pittore Nicola Malinconico (1654-1721). Nella navata centrale, sopra la porta d'accesso, è possibile vedere ciò che resta della cantoria, che un tempo ospitava un organo del settecento.

 

 

 

 CHIESA SAN ROCCO (già SANTA MARIA LA GROTTA) La struttura originaria comprendeva probabilmente solo la navata di destra e quella centrale: fu ampliata all'inizio del XVII secolo con l'aggiunta della navata sinistra e della sacrestia. La Chiesa prese il nome di Santa Maria La Grotta, perchè il nucleo originario comprendeva una grotta, appena visibile, ancora oggi, dietro il polittico posto sull'altare maggiore. in basso al polittico troviamo sistemata la statua della Vergine con bambino del XIV secolo. Dopo  la terribile peste del 1655, il popolo dedicò la Chiesa a San Rocco. Annesso al tempio vi era un ospedaletto adibito ad ospitare i malati di peste. L'interno 18X16 metri, presenta tre navate. Nella navata centrale, oltre al polittico realizzato agli inizi del seicento dal pittore tricarichese Pietro Antonio Ferro, vi e' un elaboratissimo pulpito sostenuto da un'aquila in noce massiccio, che reca lo stemma di Grottole. La struttura ha subito danni a seguito del sisma del 20 novembre 1980 ed e' stata sottoposta ad interventi di consolidamento e restauro.

Altare dedicato a San Rocco Altare dedicato alla SS. V. Assunta

Pergamo bellissimo sostenuto da una grandiosa aquila, che nel suo seno reca scolpito lo stemma del Comune.

Polittico di Pietro Antonio Ferro. Dipinto. Organo e cantoria.Architrave sacrestia 1658

 

 

  CHIESA DEI SANTI LUCA E GIULIANO (detta DIRUTA)

Risalente al XV secolo, fu dedicata ai Santi San Luca e Giuliano protettori del paese fino al 1815. Di impianto a croce latina, ha cupula ellissoidale. La Chiesa è costituita da una navate centrale, delimitata dai lati da tre nicchioni con arco a tutto seste, che si innesta un ampio arco trionfale. La costruzione alta 30 metri e larga 20 metri. All'inizio del 1600 furono completate la croce latina, i muri perimetrali e le fogge di sepoltura. Il portale fu realizzato nel 1595 dallo scalpellino Giulio Carrara della Padula. Il grandioso fabbricato subì danni notevoli nel 1694. Furono sostenute notevoli spese per le riparazioni, ma una improvvisa lesione longitudinale presagì il crollo della navata centrale. L'evento sismico  del 1980 ha ulteriormente aggravato le condizioni della Chiesa.

Zona absidale Interno

 

CHIESA DI SAN TOMMASO Sorgeva poco distante dalla chiesa intitolata alla MADONNA D'APPIO, sul lato sinistro della strada che conduce alla valle del Bilioso, all'altezza della contrada San Lazzaro. Un tempo nell'area sorgevano ben tre edifici religiosi, segno del culto popolare che scandiva anche il lavoro dei campi in ogni momento della giornata: san Tommaso; san Lazzaro e Madonna d'Appio.

  Interno Interno

 

  CHIESA SANTA MARIA MAGGIORE Costruita nel XIV secolo, fu dedicata a santa Maria e denominata "maggiore". Nel primo decennio del XVI secolo, per volere del feudatario Onorato III Gaetano dell'Aquila d'Aragona, fu donata ai frati Domenicani, che la tennero per tre secoli. All'interno, la navata sinistra presenta gli altari di Santa Lucia, del Crocifisso e la Cappella del  SS.mo Sacramento, nel quale è sopravvissuta la botola in pietra della fossa sepolcrale. Di pregevole fattura il coro ligneo del settecento, l'organo e il battistero. Danneggiata dall'evento sismico del 1980 e' stata riaperta al culto nel 1993.

Altare Barocco San Michele

 

  SANTUARIO DI SANT'ANTONIO ABATE In seguito al propagarsi della lebbra e del morbo herpes zopster detto " fuoco di san Antonio", il santuario di San Antonio Abate sorse nel territorio di Grottole subito dopo la fondazione di quello di Napoli, nel 1371, per volontà della Regina Giovanna I. Secondo una descrizione risalente al 1742, il complesso architettonico era circondato da terreni donati al Santo (circa 40 tomoli),con mandorli,fichi e querce.  Nella piana dove si raccoglievano i fedeli esisteva anche una piscina. Fino al 1781,la nomina a Rettore o ad economo del Santuario, veniva fatta dal Cardinale di Napoli Abate e Generale Precettore della  Abbazia si San Antonio di Vienna con Regio assenso del Sovrano. La Chiesa ha una struttura a capanna ingentilita da una finestra circolare ora murata, mentre sul portone d'entrata troviamo una piccola nicchia una stata policroma del Santo. L'interno della Chiesa è diviso in due navate. Sull'Altare Maggiore,l'antica statua del  santo monaco. Ai lati del presbiterio due nicchie con i Santi taumaturghi Biagio e Rocco, mentre una statua di  San Vito è stata recentemente trafugata. Per secoli meta di pellegrinaggi di fedeli afflitti da infezioni epidermiche e respiratorie. Si sale al Santuario per sentieri lunghi e tortuosi e molti vi giungevano camminando a piedi, scalzi, con i capelli sciolti, in segno di penitenza. Il Santuario è aperto tradizionalmente due volte all'anno, in occasione della festa liturgica di San Antonio Abate (17 gennaio)  e per la festa del santo dalla Pentecoste fino al martedì seguente. Fanno parte della storia di questo luogo sacro  il rito dei tre giri intorno al  santuario prima di entrare in Chiesa. Numerosi scontri, non solo verbali, si sono verificati in passato tra gli abitanti di Grottole e Grassano nel corso dei festeggiamenti  del Santo.

  Inizio del sentiero per il Santuario  Parte esterna del Santuario

Dai ruderi di altogianni si gode una vista magnifica sulle valli del Basento e del Bilioso e "l'occhio spazia in ogni direzione su un orizzonte sterminato,identico in  tutto il suo cerchio. Si è come in mezzo ad un mare di terra biancastra,monotona e sen'alberi" (Carlo Levi).

Zona archeologica di Altogianni (particolare della Torre)

Lavori di ristrutturazione del Santuario

La Chiesetta. In fondo alla navate centrale si osserva l'altare maggiore e, in alto la nicchia con la statua di S. Antonio Abate avvolto in abiti sacri. A destra dell'altare centrale, sulla porta della sacrestia, è sistemata la statua raffigurante San Rocco e nella nicchia a sinistra, c'è quella che raffigura San Biagio. Posta fuori dal presbiterio  troviamo un'altra statua, in gesso, S. Antonio Abate che viene utilizzata per le processioni. La navate laterale destra ospita un Crocifisso in legno.

  Nel 1986, a circa 400 metri dal Santuario è stato eretto un altare all'aperto, circondato da una balaustra metallica, voluto dal popolo ferrandinese, accanto vi sono oggetti ornamentali eretti su iniziativa  del signor Pallotta Gerado di Ferrandina.

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CONVENTO DEI FRATI DI SAN DOMENICO

Re Ferdinando D'Aragona, con decreto del 20 settembre 1506, nel donare il Feudo di Grottole ad Onorato III Gaetano Duca di Traietto, gli fece espresso obbligo di concorrere alla fondazione di un convento per i frati di San Domenico. Difatti il Feudatario appena prese possesso della Città di Grottole fece subito avviare i8 lavori di costruzione del nuovo convento. Per completare l'opera fu chiesto chiesto il soccorso dell'Università il 20 ottobre 1511 con pubblico atto. Il sindaco Gautilio Gentile, a nome dell'Università di Grottole, concorse nel dare assistenza ed aiuto finanziario e morale ai frati predicatori del convento. Lo stesso, inoltre, fu costruito nel piazzale antistante l'antica Chiesa di Santa Maria Maggiore. L'opera fu portata a termine ben presto ed i frati riuscirono ad acquistare un vasto e ricco patrimonio. Il convento fu soppresso nel 1809.

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CONVENTO DEI CAPPUCCINI Fondato agli inizi del '600 per volere dell'Università di Grottole, dista dal centro abitato circa 500 metri. Sorge su una collina di contrada Serre. I frati cappuccini, non avendo redditi o possedimenti, vivevano a spese della pubblica autorità, questuando per le vie del paese. Attualmente e' proprietà privata e la costruzione risulta essere in stato di pericolo  di crollo.

Le foto dimostrano lo stato di degrado.

   

 

 

Chiesa di san Nicola risale al XVI secolo. Fu posseduta per lungo tempo da nobili famiglie private. La chiesa aveva un tetto a volta, il pavimento era di mattonelle disegnate a colori, vi erano due ingressi, un altare con richiami di abrocco e una nicchia che custodiva una statua di gesso del santo che, si dice fu murata. Sulla facciata principale risaltano ancora un rosone d'arte gotica e una piccola edicola che tutela l'effige del vescovo di Mira, meglio conosciuto come "San Nicola di Bari".

Il clero celebrava messe quasi tutti i giorni. Dopo la sua soppressione, si fece della chiesa un'esigenza di mercato; infatti agli inizi del secolo scorso, una metà fu utilizzata come bottega, l'altra metà fu trasformata in chiesa evangelica. Successivamente una parte dell'intero stabile fu trasformata in civile abitazione, mentre l'altra, dal 1952 al 27 gennaio 1965, fu adibita a falegnameria.

Dal libro di Giacinto Ruzzi Viaggio nel passato, p.18

 

CHIESA DI SAN LUCA Attualmente non esiste più. Lateralmente alla Chiesa vi erano delle nicchie dove i negozianti vendevano le proprie mercanzie nel giorno della fiera ricadente il 18 ottobre. Fu abbattuta  per realizzare il Municipio e l'attuale Ufficio Tecnico Comunale.

 

Pii luoghi o Cappelle

SANTA MARIA APPIA: Alla distanza  dell'abitato di circa tre chilometri, esisteva su una collina  la  Cappella Di Santas Maria d'Appia.

SAN TOMMASO: A breve distanza dalla Cappella di Santa Maria d' Appia esisteva quella di San Tommaso.

SANTA CATERINA: A cica 500 metri dall'abitato, esisteva la Cappella di Santa Caterina.

SANTA MARIA LA GRAZIA: Era una Cappella situata a circa 300 metri dall'abitato, si vedono ancora i ruderi.

SAN LEONARDO: Era una Cappella situata a 100 m. dall'abitato e precisamente sulla strada che porta a  Grassano.

SANTISSIMA ANNUNZIATA: La Cappella della SS. Annunziata esiste ancora, ed è quella situata nel Cmposanto.

SAN NICOLA: Situata al centro dell'abitato. Vi era una statua del Santo di pietra lavorata, tenuta dal popolo miracolosa e di gran pregio.

SANTA LUCIA: A circa 4 chilometri dall'abitato vi era una Cappella dedicata a Santa Lucia.

SANTA MARIA LA GROTTA: Questa Chiesa ora San Rocco è una delle più belle del paese. Nella Chiesa vi è un grandioso e antichissimo quadro, rappresentati i vari episodi della Storia Sacra. Vi è pure un pergameno bellissimo, sostenuto da una grandiosa aquila. La quale ha nel suo seno scolpito lo stemma del Comune. (Da una Pagina di Storia " Cav.Tommaso Andreucci" ).

 

 

Cronotassi degli Arcipreti di Grottole

 Don Francesco Malapezza   11 dicembre 1505 – 151      

Don Altobello Ciorla  1513 – 1533

Don Eustachio Galtiero  1534 (notizie incerte

Don Giovanni Berardino De Querquis    8 marzo 1611 – 1627

Don Giovanni Battista De Caro  12 marzo 1628 – 21 luglio 1628 

Don Roberto Zaffarana    22 aprile 1629 – 14 febbraio 1644  

Don Giovanni Ricca   giugno 1644 – 27 agosto 1645

 Don Angelo Antonio De Laide  27 maggio 1646 – 1671  

Don Valentino Arvilia  1 maggio 1672 – 25 aprile 1712

 Don Tommaso Antonio Savino Alemi     25 dicembre 1712 – 24 ottobre 1724 -     

Don Carlo Benincasa  23 luglio 1725 – 30 gennaio 1736

  Don Domenico Filippo D’Alessio 30 gennaio 1736 –8 gennaio 1750-         

Don Valentino Nicola Cecire  1750 – 17 novembre 1763

Don Carlo Antonio Gaspare Bianchi  15 settembre 1764 – 31 luglio 1780

Don Antonio Baldasarre Bianchi 23 dicem. 1781 – 17 febbraio 1789

Don Giovanni Battista Ninno 9 ottobre 1789 – 24 aprile 1818 - 

 Don Pietro Gentile Economo Curato  1821 – 8 marzo 1828

 Don Gaetano Fedele Felice Infernusi  5 dicembre 1830 – 23 marzo 184

  Don Giovanni Gaetano Andreucci  11 aprile 1849 – 6 giugno 1875

  Don Domenico Andreucci      30 dicembre 1875/1 gennaio 1876 – 15 marzo 1887

 Don Gaetano Gigli    9 /12/ 1902 – 16 maggio 1907

Don Valentino Ruzzi Economo Curato 18 maggio 1907 –7 settembre 1912

Don Tommaso Brindisi   marzo 1912 – 17

 Don Rocco Comodo   22 novembre 1915 – 9 gennaio 1944

Don Giuseppe Caffarelli  luglio 1944 – dicembre 1951

Don Francesco Caramuta 1 luglio 1952 – 3 marzo 1963    

Don Arcangelo Rotunno  3 marzo 1963 – 31 agosto 2000

Don Vincenzo Di Lecce  1 settembre 2000 – 31 agosto 2005

Don Michele Francabandiera  29 ottobre 2005 ...........

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