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20 gennaio 2012
http://www.olambientalista.it/index.php/via-centrale-biomassa-grottole/
VIA per centrale a biomassa di Grottole
[di Redazione Olawatch]
Con avviso pubblicato sulla Nuova del Sud del 19/1/2012, lil proponente Mr Keith Clarke società GEB Power ltd con sede in 26 Ellerbeck Stockesley Business Park – United Kingdom rende noto che in data 28/12/2012 ha depositato presso l’ufficio compatibilità ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata lo studio di impatto ambientale relativo ad un impianto a biomassa avente una potenza di 14 MWe ricadente nel Comune di Grottole ai fini del rilascio del parere VIA regionale ai sensi della L.R.47/98 con opere di allacciamento alla linea elettrica da 380 Kv Matera – Santa Sofia e Matera Laino con un elettrodotto di 3.350 metri.
E’ possibile prendere visione del progetto presso il comune di Grottole o presso gli uffici regionali ed inviare osservazioni entro 45 giorni dall’inizio della procedura VIA, ovvero entro l’11/2/2012.
Clicca sulla locandina per leggere l'articolo
(La Gazzetta del Mezzogiorno 5/12/2011)
Centro storico
di Grottole
Progetto di impianto a biomasse di 14 MW e
ricadente nel Comune di Grottole
LE ENORMI BALLE DELLA CENTRALE DI GROTTOLE
Il progetto di
realizzazione della centrale a biomasse di Grottole, presentato alla regione
Basilicata dalla GEB Power Ltd., è solo l’ennesimo scellerato e spropositato
tentativo di attacco che il nostro territorio sta subendo.
Dalla Fenice al
Mercure, da Nord a Sud ogni lembo di questa regione è ormai preda
della“bramosia”energetica internazionale. Multinazionali russe, inglesi,
francesi, italiane, tutte all’assalto delle molteplici risorse del territorio
lucano, tutti adeguatamente attrezzati di promesse di sviluppo e occupazione,
tutti retoricamente attenti alla riduzione dell’impatto e al monitoraggio
costante.
Intanto però i
dati dicono altro: le acque, i suoli e l’aria che i lucani respirano risultano
sempre più pericolosamente inquinate; le nostre preziose falde irrimediabilmente
contaminate, i nostri suoli dimenticati siti d’interesse nazionale. Parlano
chiaro i rapporti sulla salute della nostra regione: non tende a smorzarsi
l’impennata che la curva di incidenza dei tumori registra negli ultimi anni,
come riscontrabile dai dati forniti dal Centro Nazionale di Epidemiologia,
Sorveglianza e Promozione della Salute - Istituto Superiore di Sanità.
www.tumori.net/it/banca_dati/query.php
L’impianto di
Grottole da 14 MW elettrici di potenza (circa 50 MW termici), una volta in
esercizio dovrebbe bruciare circa 120 000 tonnellate di paglia e cippato
all’anno, a detta dei proponenti, reperibile nel “famoso” raggio dei 70 km. Una
quantità impressionante di balle stipate su fumanti tir arriverà ogni giorno a
contrada Matina Soprana. Un volume di traffico netto di circa 40 tir al giorno,
1 ogni 15 minuti, porterà in centrale dalle vicine campagne di Puglia e
Basilicata una cosa come 220 000 balle all’anno.
Qui, la prima
grande preoccupazione:
dove troveranno tutta questa paglia?
Le indicazioni
molto sommarie ed approssimative che la GEB Power riporta nell’inventario delle
Biomasse allegato al progetto, non danno certezze in merito! L’attuale scenario
agricolo, oltretutto, non è così roseo come la società proponente sostiene. Le
aziende del settore secondo l’ultimo censimento in agricoltura stanno diminuendo
e soprattutto le produzioni cerealicole, sottomesse all’ incerto futuro delle
integrazioni comunitarie, non godono di prospettive rassicuranti.
Ed allora,
siamo sicuri che l’enorme griglia
vibrante brucerà solo paglia e cippato?
Il dubbio è
fortemente supportato dalla normativa vigente che anche in Basilicata, come a
livello nazionale (Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387), equipara le
biomasse al CDR (combustibili derivati da rifiuti) e al CSS (combustibile solido
secondario). Una perplessità, ulteriormente avvalorata, dal fatto che
talvolta, l’unica modalità per rendere economicamente vantaggiosi questi tipi di
impianto è appunto quella di trasformarli in giganteschi inceneritori.
È chiaro a tutti
che tra pagare per acquistare paglia, difficile da reperire, da stoccare e da
bruciare ed esser pagati per smaltire rifiuti, quest’ultima ipotesi risulta di
gran lunga la più vantaggiosa per un soggetto privato che deve far profitto. Si
progetta un’opera con tutti i crismi di rinnovabilità e di compatibilità, si
prendono i soldi dei certificati verdi, ma quello che poi si brucia spesso
cambia in corso d’opera.
Il sito previsto,
molto prossimo al confine con la Puglia è a circa 10 km dagli abitati di
Grottole, Grassano e Irsina, praticamente a ridosso di quel che resta del borgo
rurale di Santa Maria d’Irsi. Nel raggio di 20 km ci sono anche Matera, Gravina,
Tricarico, città comunque interessate, in termini di emissioni e quindi di
risvolti sulla salute umana, dalla costruzione dell’impianto. Dal camino di 40
metri, verranno emessi nell’aria che questi 70000 cittadini respireranno,
diverse tipologie di inquinanti: inquinanti convenzionali, quali monossido di
carbonio, ossidi di azoto e inquinanti meno convenzionali, quali polveri
sottili, formaldeide, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, diossine.
In particolare, per quanto riguarda le polveri sottili (le più
pericolose per la salute umana), la stessa GEB fa pericolosamente notare che ‘In
merito al particolato atmosferico il Dlgs n. 155 del 13 agosto 2010 introduce un
valore limite annuale per la protezione della salute umana di 25 μg/m3
relativo alla frazione PM2.5. Per tale frazione di particolato non sono
attualmente disponibili misure.
Tuttavia, è
possibile osservare come i valori di media annua per il PM10 (di cui il
PM2.5 costituisce una frazione) sono di per sé inferiori a tale valore limite e
consento pertanto di estendere il giudizio di non
criticità della qualità dell’aria nel territorio anche alla frazione PM2.5’.
In loco non ci
sono dati disponibili, si procede quindi nell’ambito dell’incertezza,
approssimando su una questione critica per la salute come ampiamente sostenuto
da istituti nazionali (Commissione nazionale per l’emergenza inquinamento
atmosferico) e sovranazionali ( Commissione Europea e Organizzazione Mondiale
della Sanità).
La combustione
inoltre, produrrà una quantità enorme di ceneri, seconda la stessa società,
circa 1,6 tonnellate all’ora di ceneri pesanti e 0,35 tonnellate di leggere; il
tutto da conferire a discarica. Di questo in letteratura si legge che ‘tra i
problemi derivanti dalla combustione delle biomasse, c’è il livello di tossicità
delle ceneri ed in particolare delle ceneri volanti raccolte dai filtri di
depurazione dei fumi. Questi risultano contenere alte quantità di cadmio, cromo,
rame, piombo e mercurio’
(Demirbas 2005).
In merito vi consigliamo la lettura del documento:
http://unosidistraealbivio.wordpress.com/no-alla-centrale-abiomasse/documentazione/3/
Altra carenza
riscontrata nel progetto è la mancata considerazione dell’interferenza che
l’impianto avrebbe in termini di emissioni con opere simili, già funzionanti o
in via di realizzazione, nell’area circostante. Manca, infatti, la
sovrapposizione e la correlazione degli effetti sulla salute umana che la
centrale produrrebbe in combinazione ad esempio con il cementificio di Matera,
già ridotto ad inceneritore da diversi anni e posto a meno di 15 chilometri da
quest’ultimo. Ed ancora, quale sarebbe l’interazione con le centrali di
Stigliano, Bernalda, Tricarico e con tutti gli altri impianti in fase di
realizzazione in ValBasento?
Inoltre, a
pochissimi chilometri di distanza dalla centrale in progetto, si trova la diga
di San Giuliano, oasi del WWF. La centrale, molto prossima al torrente
Basentello (affluente del Bradano), insiste sullo stesso bacino idrografico
della diga e quindi dell’oasi, con conseguente pericolo per le biodiversità in
esso presenti.
Altro nodo
spinoso della faccenda è quello che riguarda il calore, la sua produzione, gli
effetti sul territorio ed il suo mancato utilizzo. Il calore sviluppato nella
caldaia, potrebbe, ad esempio, essere parzialmente recuperato ed utilizzato
mediante sistema di teleriscaldamento per riscaldare l’equivalente di un paese
di 9000 abitanti. Ma, teleriscaldamento e profitti non sembrano andare troppo
d’accordo. Il calore dissipato, inoltre, è protagonista di un altro problema,
quello cioè di fungere da acceleratore del processo di desertificazione. L’area
in oggetto è già particolarmente esposta a tale fenomeno e la costruzione della
centrale contribuirebbe ad esaltarne la fragilità.
Di osservazioni e
critiche ce ne sarebbero tante da fare e non certo le faremo mancare nelle sedi
opportune! Siamo altrettanto convinti che le comunità interessate sapranno far
sentire la propria voce con durezza e decisione, con o senza il sostegno degli
amministratori locali, come già avvenuto al bivio di Tricarico_Grassano, ad
Irsina per la turbogas, in difesa dei beni comuni e del futuro di queste terre.
Un futuro che
parli di riduzione dei consumi, di riciclo e riuso, di differenziata porta a
porta, di emancipazione dalle fonti fossili e di idrogeno, di geotermia e
solare, in definitiva di un nuovo modello di sviluppo in grado di salvaguardare
il territorio tutelando la salute dei cittadini.
Infine, vorremmo
concludere con una proposta in grado di coniugare sostenibilità e occupazione,
autosufficienza energetica e riduzione delle emissioni, quella cioè di un
impianto di cogenerazione a biomasse di piccola taglia, inferiore al megawatt.
Un piccolo impianto gestito da una società fatta dai cittadini, in cui ci
lavorano cooperative costituite dagli stessi cittadini, che senza mettere a
repentaglio la propria salute producono calore ed elettricità per le proprie
case.
Consiglio comunale del 15 ottobre
2011
Come
programmato dall’Amministrazione comunale, in data 15 ottobre
si è tenuto un Consiglio comunale aperto a tutti i cittadini
per informare della costruzione di una centrale a biomasse nella
zona industriale di Grottole, promotrice la Società Geb Power
con sede in Gran Bretagna .
Il progetto
appunto, prevede la realizzazione nell’area industriale di
Comune di Grottole di un impianto di produzione di energia
elettrica a biomassa ( solo paglia e residui di potatura
degli alberi) quanto ha dichiarato il rappresentante della
Società Geb Power .
Ha
spiegato quali sono dati tecnici della centrale, invitando
poi i presenti a porre domande e quesiti.
In questo
incontro si è parlato di tutto fuorchè dei danni all’ambiente
ed alla salute che le centrali a biomasse arrecano.
E’
sconcertante assistere in questa riunione ad un dibattito
individualistico tra maggioranza ed opposizione eludendo il
vero problema della centrale a biomasse che si vuol costruire
nel nostro territorio.
Dal mio
punto di vista la nostra Amministrazione è già favorevole a
questo progetto, in questo incontro ha fatto orecchie da
mercante non avendo espresso il proprio punto di vista., se è a
favore o contro la costruzione di questa centrale. .
Il mio
intervento non è stato altro che richiamare all'attenzione dei presenti che
questa centrale non è altro che un inceneritore
che brucia la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e
residui provenienti dall'agricoltura (comprende sostanze
vegetali e animali, scarti di
potatura nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali
ed urbani.
Presumo che
questa centrale dovrebbe funzionare 24 ore su 24 , quante
tonnellate di scarti agricoli necessitano?
Credo che il
nostro territorio non potrà mai soddisfare l'esigenza di questa
centrale.
E' doveroso
chiedersi perchè la Società GEB Power ha scelto proprio Grottole
con una superfice arborata molto esigua, quando in Basilicata
esistono territori con superfice boschiva di gran lunga più
estesa.
Mi vien da
chiedere ancora alla Società Geb Power quale sono le garanzie in
difesa del territorio e della salute, quali i vantaggi, anche di
natura economica a favore del cittadino che per la raccolta ed
il trasporto dei residui della potatura dovrà sobbarcarsi ad
ingente impiego di manodopera e ad ulteriori costi aggiuntivi.
Questi sono
solo alcuni punti, ma il punto principale è la conseguenza
ambientale che queste centrali arrecano.
L’aria che
respiriamo a Grottole penso che sia già inquinata.
Il caso mio
è evidente.
Considerando
l’incidenza del tumore alle corde vocali ed alla laringe nel
nostro comune (circa 15 casi su 2000 abitanti), e da tutti gli
altri casi di tumore. Ci siamo chiesti se non ci sia già una
causa ambientale ?.
Si dice che
sia il fumo la causa principale di questa malattia, non credo,
certamente il fumo può essere una concausa ma c’è anche gente
purtroppo che non ha mai fumato e che ora non c’è più.
E’ evidente
perciò che l’aria che respiriamo a Grottole potrebbe essere
inquinata.
Allora non
dobbiamo permettere che venga costruito un inceneritore che
possa arrecare ulteriori danni all’ambiente e alla nostra
salute.
E’ di questi
giorni lo scandalo della Fenice – Proprio l’Arpab che doveva
controllare che la Fenice non arrecasse danni all’ambiente e
all’aria, aveva taciuto che già da anni le emissioni dannose
erano superiori a quelle consentite.
Chi ci
garantisce che non sarà lo stesso?
E poi le
biomasse da dove arriveranno se nel nostro territorio non c’ è
nemmeno l’idea della raccolta differenziata?
I cittadini
allora chiedono al Sindaco di conoscere quale sia l’orientamento
dell’Amministrazione ed eventualmente esprimere con un ordine
del giorno in Consiglio comunale.
Se comunque
il progetto sarà portato avanti, se la nostra amministrazione, ha già dato parere favorevole per la
costruzione di questa centrale, deve fare un passo indietro.
L’incontro
di questa sera ed il Sindaco ne deve prendere atto che la
centrale a biomassa nessuno la vuole e che l’amministrazione
stessa deve schierarsi con i cittadini.
Finisco
dicendo che dove esiste una canna fumaria inevitabilmente esiste
anche inquinamento.
Problematiche ambientali e
sanitarie derivanti dall'uso di biomasse quali fonti di energia
Dr.Federico Valerio
S.S. Chimica Ambientale
Istituto Nazionale Ricerca Cancro - Genova
Per leggere la relazione clicca sulle locandine sottostante.
Caro Peppino
sono Silvio, ho letto sul tuo sito gli articoli in merito alla
centrale che si farà a grottole.
credo che si stia sollevando un polverone inutile e che ci
stiamo fasciando la testa prima di cadere. Sulla centrale niente
è ancora certo e credo che prima di giudicare un opera bisogna
informarsi sulla sua natura e non parlarne male per partito
preso come molti già stanno facendo . Sabato 15 ottobre
ore 16.30
terremo un consiglio aperto a tutta la cittadinanza
dove illustreremo il progetto,che si differenzia molto da quello
di tricarico, ti prego, attraverso il tuo sito, di pubblicizzare
l'evento in modo tale che ci sia più gente possibile.
L’Amministratore della società
GEB Power Ltd,
Mr Keith Clarke, con sede a Stockesley (Gran Bretagna)
in data 23 settembre 2011 ha depositato presso L’Ufficio
Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione
Basilicata ai sensi della L.R. 47/97 per il rilascio del parere
VIA, un progetto per la realizzazione di una centrale a biomassa
avente una potenza di 14 MW ricadente nel comune di Grottole (MT).
L’intervento è
previsto nell’area
industriale di Grottole.
Nel progetto è previsto che venga utilizzato come combustibile
paglia, scarti di potatura. E’ possibile presentare osservazioni
al progetto nel termine dei 45 giorni, ovvero entro il giorno
8/11/2011.
http://www.olambientalista.it/index.php/biomassa-grottole/
INSIEME
CONTRO LA MINACCIA DELLA
CENTRALE A BIOMASSE
L’attuale
AMMINISTRAZIONE COMUNALE ha deliberato per la costruzione di una
centrale a biomasse da 14 MW nel comune di Tricarico.
La CENTRALE brucerebbe circa 400 tonnellate
di legna al giorno e dalla sua canna fumaria alta 35 metri rilascerebbe
polveri sottili, metalli pesanti e diossine che
avvelenerebbero l’aria, l’acqua ed il suolo.
Tali quantità di BIOMASSE non essendo reperibili in
zona, dovrebbero essere importate con dispendio di altra energia, produzione di
altro inquinamento e costi elevati. Ciò comporterebbe il rischio di bruciare
spazzatura, come già successo in altre centrali italiane, e trasformare la
centrale in un inceneritore.
Il 1° settembre 2010 la GIUNTA REGIONALE
ha concesso una proroga per l’inizio dei lavori di costruzione della
centrale. La società avrebbe dovuto iniziarne la costruzione entro il 21 luglio
u.s., pena la decadenza dell’autorizzazione.
Il Comitato “UNO
SI DISTRAE AL BIVIO” continua la lotta in difesa del territorio e della
salute delle popolazioni. La Giunta Regionale non ha voluto dare seguito alle
due mozioni, approvate all’unanimità dal Consiglio Regionale, che la impegnavano
a revocare la delibera di autorizzazione.
Nel rilevare
illegittimità e falsi presenti nel procedimento di autorizzazione, il
COMITATO, a tutela degli interessi della collettività, ha presentato un
esposto-denuncia
presso la
Procura della Repubblica di Matera
contro l’ennesima vergogna della delibera di proroga, il Comitato
farà
ricorso al TAR di Basilicata.
A sostegno del “ NO ALLA CENTRALE ” le popolazioni di
Tricarico e Grassano organizzano, a Tricarico una
manifestazione di protesta
per il
9 OTTOBRE 2010 - ORE 9.30
Partenza del
corteo dall’incrocio di Viale Santa Maria.
Arrivo nel
piazzale delle scuole elementari dove si terrà una pubblica assemblea.
Settembre 2010 - Stampato in proprio
IL
COMITATO INTERCOMUNALE
“Uno si distrae al bivio

Teresa Rella ha
inviato un messaggio ai membri di NO!!ALLA CENTRALE A BIOMASSA A
TRICARICO (località acqua frisciana).
Oggetto: incontro sabato 30 gennaio 2010 ore 16 allo scalo di Grassano-
Garaguso-Tricarico
"sabato 30 gennaio 2009 ore 16.00 presso i locali della chiesa dello
scaloGrassano- Garaguso- Tricarico incontro di tutte le associazioni
ambientaliste e comitati regionali. Vi aspettiamo
numerosi!!!!!!!!!!!!!!!!"
15 gennaio 2010
Il Quotidiano 21
estratto pagina 30
Tricarico. Il consiglio regionale, a notte fonda, ha deliberato all'
unanimità
Segnali positivi per la centrale
due
mozioni con le quali si chiede la revoca dell'autorizzazione di
costruzione
Tricarico- I segnali positivi per tutti coloro i quali non vogliono la
centrale a biomasse in località Acqua Fisciana di Tricarico
continuano ad arrivare. A notte fonda il Consiglio regionale
di Basilicata ha approvato due mozioni (Mastrosimone - Simonetti e Di
Lorenzo - Tisci) con le quali sui chiede alla giunta regionale l'impegno
di revocare l'autorizzazione di costruzione della stessa centrale.
Ricordiamo che nella autorizzazione del 3 febbraio n. 151/2009 la
regione Basilicata autorizzava la società Clean Energy s.r.l. alla
costruzione di una centrale a Biomasse vergini agroforestali a 14
mw. La vicenda è stato oggetto di numerose discussioni negli
ultimi 3 mesi, dopo che gli abitanti di Piani Sottani, zona
immediatamente prossima alla zona di costruzione della centrale,
avevano espresso il loro forte disappunto e la loro netta contrarietà
all'impianto in questione. Tali proteste sono state quasi immediatamente
accolte da altri cittadini Tricaricesi e grassanesi che si sono riuniti
nel comitato " Uno si distrae al Bivio". Nell'immediato si sono detti
contrari anche il Consiglio comunale di Grassano con a capo il sindaco
Vito Magnante, l'Udc di Tricarico, quidato da Pancrazio Gagliardi e
numerosi esponenti politici regionali e locali, tra cui gli stessi
Mastrosimone, Simonetti e Di Lorenzo che avevano preso parte alla
manifestazione che il comitato ha autorizzato a Piani Sottani il
14/11/2009. Il Pd tricaricese nel frattempo aveva chiesto la
sospensiva della delibera alla giunta regionale. Il 30/11 anche il
Consiglio comunale, che inizialmente aveva anch'esso deliberato a
favore della costruzione dell'impianto sul proprio territorio, aveva
chiesto all'amministrazione regionale una verifica dell'iter che portato
la giunta regionale alla concessione dell'autorizzazione unica. Dopo
mesi di attesa e di incontri si è giunti al tanto atteso Consiglio
regionale che ha deliberato all'unanimità invitando la
giunta regionale a revocare la delibera di autorizzazione e ad
adottare tutti gli atti necessari per sospendere la costruzione della
centrale per consentire un maggiore approfondimento della situazione in
base al nuovo Piano di indirizzo energetico ambientale regionale.
Soddisfatto il principale protagonista della protesta, il comitato "Uno
si distrae al bivio". Dopo tre mesi si legge nella nota del Comitato di
mobilitazione da cittadini di Tricarico Grassano che si sono fermamente
opposti alla realizzazione di un impianto che avrebbe creato gravi danni
all'ambiente, alla salute ed alle attività agricole. Il Consiglio
regionale ha discusso del problema rilevando anche nella procedura
amministrativa sono presenti illegittimità ed elementi non
veritieri, così come il comitato ha rappresentato in questi mesi nelle
iniziative che ha promosso. Ribadiamo che non è ammissibile che si
vadano a realizzare impianti di tale impatto senza alcuna consultazione
delle popolazioni contravvenendo ad ogni principio di democrazia. Non si
possono realizzare interventi che contrastano apertamente con il
consenso socio-economico, con le vocazioni agricole del territorio
al fianco di un insediamento abitativo di 40 nuclei familiari. Il
comitato ha fatto rilevare inadempienze ed illegittimità del
procedimento a partire dal fatto più clamoroso: viene chiusa una
conferenza di servizi con parere favorevole in assenza dell'atto
deliberativo principale del Consiglio comunale di Tricarico
che viene poi approvato 5 mesi dopo. Il comitato - continua la
nota - ringrazia quanto hanno con il loro sostegno contribuito a
dare forza alle ragioni della mobilitazione ed apprezza la
sensibilità con la quale il Consiglio regionale ha approvato le 2
mozioni che impegnano l'esecutivo a revocare la D.G.R. n° 151 del
3 febbraio 2009. Attendiamo ora che con sollecitudine la Pubblica
Amministrazione e l' l'esecutivo procedano di conseguenza.
Paolo
Paradiso
provinciamt@lunedi.it
Teresa Rella ha inviato un messaggio
ai membri di NO!!ALLA CENTRALE A BIOMASSA A
TRICARICO (località acqua frisciana).
Oggetto: MANIFESTAZIONE CITTADINA 12 Gennaio 2010
alle ore 9.00
"MANIFESTAZIONE 12 Gennaio 2010 alle ore 9.00, in occasione
dell'approvazione
del PIEAR, presso la Regione Basilicata, manifestazione organizzata dal
Comitato
intercomunale “Uno si distrae al bivio†per dire NO alla CENTRALE A
BIOMASSE da
realizzare in località “Piani Sottani “ approvata dall’Amministrazione
comunale di Tricarico. VI ASPETTIAMO
Manifestazione rinviata
al giorno 21.12.2009 presso la Regione Basilicata per dire no alla
realizzazione della centrale a biomassa di 14 MW nel territorio di
Tricarico in contrada Piani Sottani
Oggetto: Manifestazione
cittadina presso la Regione Basilicata per dire no alla realizzazione
della centrale a biomassa di 14 MW nel territorio di Tricarico in
contrada Piani Sottani
Priorità: Alta
A tutte
le Associazioni di interesse comune, il Comitato intercomunale “Uno si
distrae al Bivio”
CHIEDE
l’adesione e partecipazione diretta alla Manifestazione che si terrà il
giorno 15 Dicembre 2009 in Potenza in viale Vincenzo Verrastro dalle ore
9.00, in concomitanza della Seduta del Consiglio Regionale, visto che alcuni
Consiglieri Regionali hanno proposto la discussione della autorizzazione
della Giunta Regionale per la realizzazione di una Centrale a Biomassa di 14
MW nel territorio di Tricarico in contrada Piani Sottani.
Protestiamo contro l’autorizzazione della Giunta Regionale per la
realizzazione di una Centrale a Biomassa di 14 MW, poiché la stessa produrrà
solo effetti negativi su tutto il territorio: Tricarico, Grassano, Calciano,
Grottole, San Chirico Nuovo, Tolve, Albano di Lucania, Campomaggiore,
Garaguso ed altri paesi.
Sicuri
della Vostra partecipazione, si coglie l’occasione per un caro saluto.
Il Comitato
Intercomunale “Uno si distrae al Bivio”