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20 gennaio 2012

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VIA per centrale a biomassa di Grottole

[di Redazione Olawatch]

Con avviso pubblicato sulla Nuova del Sud del 19/1/2012, lil proponente Mr Keith Clarke società GEB Power ltd con sede in 26 Ellerbeck Stockesley Business Park – United Kingdom rende noto che in data 28/12/2012 ha depositato presso l’ufficio compatibilità ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata lo studio di impatto ambientale relativo ad un impianto a biomassa avente una potenza di 14 MWe ricadente nel Comune di Grottole ai fini del rilascio del parere VIA regionale ai sensi della L.R.47/98 con opere di allacciamento alla linea elettrica da 380 Kv Matera – Santa Sofia e Matera Laino con un elettrodotto di 3.350 metri.

E’ possibile prendere visione del progetto presso il comune di Grottole o presso gli uffici regionali ed inviare osservazioni entro 45 giorni dall’inizio della procedura VIA, ovvero entro l’11/2/2012.

 

  Clicca sulla locandina per leggere l'articolo (La Gazzetta del Mezzogiorno 5/12/2011)

Centro storico di Grottole

 Progetto di impianto a biomasse  di 14 MW e ricadente nel Comune di Grottole

LE ENORMI BALLE DELLA CENTRALE DI GROTTOLE

Il progetto di realizzazione della centrale a biomasse di Grottole, presentato alla regione Basilicata dalla GEB Power Ltd., è solo l’ennesimo scellerato e spropositato tentativo di attacco che il nostro territorio sta subendo.

Dalla Fenice al Mercure, da Nord a Sud ogni lembo di questa regione è ormai preda della“bramosia”energetica internazionale. Multinazionali russe, inglesi, francesi, italiane, tutte all’assalto delle molteplici risorse del territorio lucano, tutti adeguatamente attrezzati di promesse di sviluppo e occupazione, tutti retoricamente attenti alla riduzione dell’impatto e al monitoraggio costante.

Intanto però i dati dicono altro: le acque, i suoli e l’aria che i lucani respirano risultano sempre più pericolosamente inquinate; le nostre preziose falde irrimediabilmente contaminate, i nostri suoli dimenticati siti d’interesse nazionale. Parlano chiaro i rapporti sulla salute della nostra regione: non tende a smorzarsi l’impennata che la curva di incidenza dei tumori registra negli ultimi anni, come riscontrabile dai dati forniti dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute - Istituto Superiore di Sanità. www.tumori.net/it/banca_dati/query.php

L’impianto di Grottole da 14 MW elettrici di potenza (circa 50 MW termici), una volta in esercizio dovrebbe bruciare circa 120 000 tonnellate di paglia e cippato all’anno, a detta dei proponenti, reperibile nel “famoso” raggio dei 70 km. Una quantità impressionante di balle stipate su fumanti tir arriverà ogni giorno a contrada Matina Soprana. Un volume di traffico netto di circa 40 tir al giorno, 1 ogni 15 minuti, porterà in centrale dalle vicine campagne di Puglia e Basilicata una cosa come 220 000 balle all’anno.

Qui, la prima grande preoccupazione: dove troveranno tutta questa paglia?

Le indicazioni molto sommarie ed approssimative che la GEB Power riporta nell’inventario delle Biomasse allegato al progetto, non danno certezze in merito! L’attuale scenario agricolo, oltretutto, non è così roseo come la società proponente sostiene. Le aziende del settore secondo l’ultimo censimento in agricoltura stanno diminuendo e soprattutto le produzioni cerealicole, sottomesse all’ incerto futuro delle integrazioni comunitarie, non godono di prospettive rassicuranti.

Ed allora, siamo sicuri che l’enorme griglia vibrante brucerà solo paglia e cippato?

Il dubbio è fortemente supportato dalla normativa vigente che anche in Basilicata, come a livello nazionale (Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387), equipara le biomasse al CDR (combustibili derivati da rifiuti) e al CSS (combustibile solido secondario). Una perplessità, ulteriormente avvalorata, dal fatto che talvolta, l’unica modalità per rendere economicamente vantaggiosi questi tipi di impianto è appunto quella di trasformarli in giganteschi inceneritori.

È chiaro a tutti che tra pagare per acquistare paglia, difficile da reperire, da stoccare e da bruciare ed esser pagati per smaltire rifiuti, quest’ultima ipotesi risulta di gran lunga la più vantaggiosa per un soggetto privato che deve far profitto. Si progetta un’opera con tutti i crismi di rinnovabilità e di compatibilità, si prendono i soldi dei certificati verdi, ma quello che poi si brucia spesso cambia in corso d’opera.

Il sito previsto, molto prossimo al confine con la Puglia è a circa 10 km dagli abitati di Grottole, Grassano e Irsina, praticamente a ridosso di quel che resta del borgo rurale di Santa Maria d’Irsi. Nel raggio di 20 km ci sono anche Matera, Gravina, Tricarico, città comunque interessate, in termini di emissioni e quindi di risvolti sulla salute umana, dalla costruzione dell’impianto. Dal camino di 40 metri, verranno emessi nell’aria che questi 70000 cittadini respireranno, diverse tipologie di inquinanti: inquinanti convenzionali, quali monossido di carbonio, ossidi di azoto e inquinanti meno convenzionali, quali polveri sottili, formaldeide, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, diossine.

In particolare, per quanto riguarda le polveri sottili (le più pericolose per la salute umana), la stessa GEB fa pericolosamente notare che ‘In merito al particolato atmosferico il Dlgs n. 155 del 13 agosto 2010 introduce un valore limite annuale per la protezione della salute umana di 25 μg/m3 relativo alla frazione PM2.5. Per tale frazione di particolato non sono attualmente disponibili misure.  Tuttavia, è possibile osservare come i valori di media annua per il PM10 (di cui il PM2.5 costituisce una frazione) sono di per sé inferiori a tale valore limite e consento pertanto di estendere il giudizio di non criticità della qualità dell’aria nel territorio anche alla frazione PM2.5’.

 

In loco non ci sono dati disponibili, si procede quindi nell’ambito dell’incertezza, approssimando su una questione critica per la salute come ampiamente sostenuto da istituti nazionali (Commissione nazionale per l’emergenza inquinamento atmosferico) e sovranazionali ( Commissione Europea e Organizzazione Mondiale della Sanità).

La combustione inoltre, produrrà una quantità enorme di ceneri, seconda la stessa società, circa 1,6 tonnellate all’ora di ceneri pesanti e 0,35 tonnellate di leggere; il tutto da conferire a discarica. Di questo in letteratura si legge che ‘tra i problemi derivanti dalla combustione delle biomasse, c’è il livello di tossicità delle ceneri ed in particolare delle ceneri volanti raccolte dai filtri di depurazione dei fumi. Questi risultano contenere alte quantità di cadmio, cromo, rame, piombo e mercurio’ (Demirbas 2005). In merito vi consigliamo la lettura del documento: http://unosidistraealbivio.wordpress.com/no-alla-centrale-abiomasse/documentazione/3/

Altra carenza riscontrata nel progetto è la mancata considerazione dell’interferenza che l’impianto avrebbe in termini di emissioni con opere simili, già funzionanti o in via di realizzazione, nell’area circostante. Manca, infatti, la sovrapposizione e la correlazione degli effetti sulla salute umana che la centrale produrrebbe in combinazione ad esempio con il cementificio di Matera, già ridotto ad inceneritore da diversi anni e posto a meno di 15 chilometri da quest’ultimo. Ed ancora, quale sarebbe l’interazione con le centrali di Stigliano, Bernalda, Tricarico e con tutti gli altri impianti in fase di realizzazione in ValBasento?

Inoltre, a pochissimi chilometri di distanza dalla centrale in progetto, si trova la diga di San Giuliano, oasi del WWF. La centrale, molto prossima al torrente Basentello (affluente del Bradano), insiste sullo stesso bacino idrografico della diga e quindi dell’oasi, con conseguente pericolo per le biodiversità in esso presenti.

Altro nodo spinoso della faccenda è quello che riguarda il calore, la sua produzione, gli effetti sul territorio ed il suo mancato utilizzo. Il calore sviluppato nella caldaia, potrebbe, ad esempio, essere parzialmente recuperato ed utilizzato mediante sistema di teleriscaldamento per riscaldare l’equivalente di un paese di 9000 abitanti. Ma, teleriscaldamento e profitti non sembrano andare troppo d’accordo. Il calore dissipato, inoltre, è protagonista di un altro problema, quello cioè di fungere da acceleratore del processo di desertificazione. L’area in oggetto è già particolarmente esposta a tale fenomeno e la costruzione della centrale contribuirebbe ad esaltarne la fragilità.

Di osservazioni e critiche ce ne sarebbero tante da fare e non certo le faremo mancare nelle sedi opportune! Siamo altrettanto convinti che le comunità interessate sapranno far sentire la propria voce con durezza e decisione, con o senza il sostegno degli amministratori locali, come già avvenuto al bivio di Tricarico_Grassano, ad Irsina per la turbogas, in difesa dei beni comuni e del futuro di queste terre.

Un futuro che parli di riduzione dei consumi, di riciclo e riuso, di differenziata porta a porta, di emancipazione dalle fonti fossili e di idrogeno, di geotermia e solare, in definitiva di un nuovo modello di sviluppo in grado di salvaguardare il territorio tutelando la salute dei cittadini.

Infine, vorremmo concludere con una proposta in grado di coniugare sostenibilità e occupazione, autosufficienza energetica e riduzione delle emissioni, quella cioè di un impianto di cogenerazione a biomasse di piccola taglia, inferiore al megawatt. Un piccolo impianto gestito da una società fatta dai cittadini, in cui ci lavorano cooperative costituite dagli stessi cittadini, che senza mettere a repentaglio la propria salute producono calore ed elettricità per le proprie case. 

 

Consiglio comunale del 15 ottobre 2011

Come programmato dall’Amministrazione  comunale, in data 15 ottobre si è tenuto un Consiglio comunale aperto  a tutti i cittadini per informare della costruzione di una centrale a biomasse nella zona industriale di Grottole, promotrice  la Società Geb Power con sede in  Gran Bretagna .

Il progetto appunto, prevede la realizzazione  nell’area industriale di Comune di Grottole   di un impianto  di produzione di energia elettrica  a biomassa ( solo paglia e  residui di potatura  degli alberi) quanto ha dichiarato il rappresentante della Società  Geb Power .

Ha spiegato   quali sono dati tecnici della centrale,  invitando poi i presenti a porre domande e quesiti.

In questo incontro si è parlato di tutto fuorchè dei danni all’ambiente  ed alla salute che le centrali a biomasse arrecano.

E’ sconcertante assistere in questa riunione ad un dibattito   individualistico tra maggioranza ed opposizione  eludendo il vero problema della centrale a biomasse che si vuol costruire nel nostro territorio.

Dal mio punto di vista la nostra Amministrazione è già favorevole a questo progetto, in questo incontro ha fatto orecchie da mercante non avendo  espresso il proprio punto di vista., se è a  favore o contro la costruzione di questa centrale. .

 Il mio intervento non è stato altro che richiamare all'attenzione dei  presenti che questa  centrale  non è altro che un inceneritore che brucia la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprende sostanze vegetali e animali, scarti di potatura nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali ed urbani.

Presumo che questa centrale  dovrebbe funzionare 24 ore su 24 , quante tonnellate di scarti agricoli necessitano?

Credo che il nostro territorio non potrà mai soddisfare l'esigenza di questa centrale.

E' doveroso chiedersi perchè la Società GEB Power ha scelto proprio Grottole con una superfice arborata molto esigua, quando in Basilicata esistono territori con superfice boschiva di gran lunga più estesa.

Mi vien da chiedere ancora alla Società Geb Power quale sono le garanzie in difesa del territorio e della salute, quali i vantaggi, anche di natura economica a favore del cittadino che per la raccolta  ed il  trasporto dei residui della potatura  dovrà sobbarcarsi  ad ingente impiego di manodopera e ad ulteriori costi aggiuntivi.

Questi sono solo alcuni punti, ma il  punto principale è la conseguenza ambientale che queste centrali arrecano.

L’aria che respiriamo a Grottole penso che sia già inquinata.

 Il caso mio è evidente.

Considerando l’incidenza del tumore alle corde vocali  ed alla laringe nel nostro comune (circa 15 casi su 2000 abitanti), e da tutti gli altri casi di tumore. Ci siamo chiesti se non ci sia già una causa ambientale ?.

Si dice che sia il fumo la causa principale di questa malattia, non credo, certamente il fumo  può essere una concausa ma c’è anche gente purtroppo  che  non ha mai fumato e che ora non c’è più.

E’ evidente perciò che l’aria che respiriamo a Grottole potrebbe essere inquinata.

Allora non dobbiamo permettere che venga costruito un inceneritore  che possa arrecare ulteriori danni all’ambiente e alla nostra salute.

E’ di questi giorni lo scandalo della Fenice – Proprio l’Arpab che doveva controllare che la Fenice non arrecasse danni  all’ambiente e all’aria, aveva taciuto che già da anni le emissioni dannose erano superiori a quelle consentite.

Chi ci garantisce che non sarà lo stesso?

E poi le biomasse da dove arriveranno se nel nostro territorio non c’ è nemmeno l’idea della raccolta differenziata?

I cittadini  allora chiedono al Sindaco di conoscere quale sia l’orientamento dell’Amministrazione ed eventualmente esprimere con un ordine del giorno in Consiglio comunale.

Se comunque il progetto sarà portato avanti, se la nostra amministrazione, ha già dato parere favorevole per la costruzione di questa centrale, deve fare un passo indietro.

L’incontro di questa  sera ed il Sindaco ne deve prendere atto che la centrale a biomassa nessuno la vuole  e che l’amministrazione stessa deve schierarsi  con i  cittadini.

Finisco dicendo che dove esiste una canna fumaria inevitabilmente esiste anche inquinamento.

Problematiche ambientali e sanitarie derivanti dall'uso di biomasse quali fonti di energia

Dr.Federico Valerio

S.S. Chimica Ambientale

Istituto Nazionale Ricerca Cancro - Genova

Per leggere la relazione clicca sulle locandine sottostante.

Caro Peppino

sono Silvio, ho letto sul tuo sito gli articoli in merito alla centrale che si farà a grottole.
credo che si stia sollevando un polverone inutile e che ci stiamo fasciando la testa prima di cadere. Sulla centrale niente è ancora certo e credo che prima di giudicare un opera bisogna informarsi sulla sua natura e non parlarne male per partito preso come molti già stanno facendo . Sabato 15 ottobre ore 16.30 terremo un consiglio aperto a tutta la cittadinanza dove illustreremo il progetto,che si differenzia molto da quello di tricarico, ti prego, attraverso il tuo sito, di pubblicizzare l'evento in modo tale che ci sia più gente possibile.
 

Nuova centrale a biomassa a Grottole

23 settembre 2011

L’Amministratore della società GEB Power Ltd, Mr Keith Clarke, con sede  a Stockesley (Gran Bretagna) in data 23 settembre 2011 ha depositato presso L’Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata ai sensi della L.R. 47/97 per il rilascio del parere VIA, un progetto per la realizzazione di una centrale a biomassa avente una potenza di 14 MW ricadente nel comune di Grottole (MT). L’intervento è previsto nell’area industriale di Grottole. Nel progetto è previsto che venga utilizzato come combustibile paglia, scarti di potatura. E’ possibile presentare osservazioni al progetto nel termine dei 45 giorni, ovvero entro il giorno 8/11/2011.

http://www.olambientalista.it/index.php/biomassa-grottole/

 

                         Leggi articoli

 

INSIEME CONTRO LA MINACCIA  DELLA CENTRALE   A   BIOMASSE

      L’attuale AMMINISTRAZIONE COMUNALE ha deliberato per la costruzione di una centrale a biomasse da 14 MW nel comune di Tricarico.

 

          La CENTRALE brucerebbe circa 400 tonnellate di legna al giorno e dalla sua canna fumaria alta 35 metri rilascerebbe polveri sottili, metalli pesanti e diossine che avvelenerebbero l’aria, l’acqua ed il suolo.

 

          Tali quantità di BIOMASSE non essendo reperibili in zona, dovrebbero essere importate con dispendio di altra energia, produzione di altro inquinamento e costi elevati. Ciò comporterebbe il rischio di bruciare spazzatura, come già successo in altre centrali italiane, e trasformare la centrale in un  inceneritore.

 

          Il 1° settembre 2010 la GIUNTA REGIONALE ha concesso una proroga per l’inizio dei lavori di costruzione della centrale. La società avrebbe dovuto iniziarne la costruzione entro il 21 luglio u.s., pena la decadenza dell’autorizzazione.

 

          Il Comitato “UNO SI DISTRAE AL BIVIO” continua la lotta in difesa del territorio e della salute delle popolazioni. La Giunta Regionale non ha voluto dare seguito alle due mozioni, approvate all’unanimità dal Consiglio Regionale, che la impegnavano a revocare la delibera di autorizzazione.

 

          Nel rilevare illegittimità e falsi presenti nel procedimento di autorizzazione, il COMITATO, a tutela degli interessi della collettività, ha presentato un

esposto-denuncia presso la

Procura della Repubblica di Matera

 

contro l’ennesima vergogna della delibera di proroga, il Comitato farà

ricorso al TAR  di Basilicata.

A sostegno del “ NO ALLA CENTRALE ” le popolazioni di Tricarico e Grassano organizzano, a Tricarico una manifestazione di  protesta per il

 

9  OTTOBRE  2010 - ORE  9.30

Partenza del corteo dall’incrocio di Viale Santa Maria.

Arrivo nel piazzale delle scuole elementari  dove si terrà una pubblica assemblea.

 

Settembre 2010 - Stampato in proprio                                                             IL COMITATO INTERCOMUNALE

          “Uno si distrae al bivio

     

 

Teresa Rella ha inviato un messaggio ai membri di NO!!ALLA CENTRALE A BIOMASSA A TRICARICO (località acqua frisciana).

Oggetto: incontro sabato 30 gennaio 2010 ore 16 allo scalo di Grassano- Garaguso-Tricarico

"sabato 30 gennaio 2009 ore 16.00 presso i locali della chiesa dello scaloGrassano- Garaguso- Tricarico incontro di tutte le associazioni ambientaliste e comitati regionali. Vi aspettiamo numerosi!!!!!!!!!!!!!!!!"

 

15 gennaio 2010                                      Il Quotidiano 21                              estratto pagina 30

Tricarico. Il consiglio regionale, a notte fonda, ha deliberato all' unanimità

    Segnali positivi per la centrale

due mozioni con le quali si chiede la revoca dell'autorizzazione di costruzione

Tricarico- I segnali positivi per tutti coloro i quali non vogliono la centrale  a biomasse in località Acqua Fisciana di Tricarico continuano ad arrivare. A notte fonda il Consiglio  regionale  di Basilicata ha approvato due mozioni (Mastrosimone - Simonetti e Di Lorenzo - Tisci) con le quali sui chiede alla giunta regionale l'impegno di revocare l'autorizzazione di costruzione della stessa centrale. Ricordiamo che nella autorizzazione del 3 febbraio n. 151/2009 la regione Basilicata autorizzava la società Clean Energy s.r.l.  alla costruzione di una centrale a  Biomasse vergini agroforestali a 14 mw. La vicenda è stato oggetto di  numerose discussioni negli ultimi 3 mesi, dopo che gli abitanti  di Piani Sottani, zona immediatamente prossima  alla zona di costruzione della centrale, avevano espresso il loro forte disappunto e la loro netta contrarietà all'impianto in questione. Tali proteste sono state quasi immediatamente accolte da altri cittadini Tricaricesi e grassanesi che si sono riuniti nel comitato " Uno si distrae al Bivio". Nell'immediato si sono detti contrari anche il Consiglio comunale di Grassano con a capo il sindaco Vito Magnante, l'Udc di Tricarico, quidato da Pancrazio Gagliardi e numerosi esponenti politici regionali e locali, tra cui gli stessi Mastrosimone, Simonetti e Di Lorenzo che avevano preso parte alla manifestazione che il comitato ha autorizzato a Piani Sottani il 14/11/2009. Il Pd  tricaricese nel frattempo aveva chiesto la sospensiva della delibera alla giunta regionale. Il 30/11 anche il Consiglio comunale, che inizialmente aveva anch'esso deliberato  a favore della costruzione dell'impianto sul proprio territorio, aveva chiesto all'amministrazione regionale una verifica dell'iter che portato la giunta regionale alla concessione dell'autorizzazione unica. Dopo mesi di attesa e di incontri si è giunti al tanto atteso Consiglio regionale  che ha deliberato all'unanimità  invitando la giunta regionale  a revocare la delibera di autorizzazione e ad adottare tutti gli atti necessari per sospendere la costruzione della centrale per consentire un maggiore approfondimento della situazione in base al nuovo Piano di indirizzo energetico ambientale regionale. Soddisfatto il principale protagonista della protesta, il comitato "Uno si distrae al bivio". Dopo tre mesi si legge nella nota del Comitato di mobilitazione da cittadini di Tricarico Grassano che si sono fermamente opposti alla realizzazione di un impianto che avrebbe creato gravi danni all'ambiente, alla salute ed alle attività agricole.  Il Consiglio regionale ha discusso del problema rilevando anche nella procedura amministrativa sono presenti  illegittimità  ed elementi non veritieri, così come il comitato ha rappresentato in questi mesi nelle iniziative che ha promosso. Ribadiamo che non è ammissibile che si vadano a realizzare impianti di tale impatto senza alcuna consultazione delle popolazioni contravvenendo ad ogni principio di democrazia. Non si possono realizzare interventi che contrastano apertamente con il consenso socio-economico, con  le vocazioni agricole del territorio al fianco di un insediamento abitativo di 40 nuclei familiari. Il comitato ha fatto rilevare inadempienze  ed illegittimità  del procedimento a partire dal fatto più clamoroso: viene chiusa una conferenza di servizi con parere favorevole in assenza dell'atto deliberativo  principale  del Consiglio comunale di Tricarico che viene poi approvato 5 mesi dopo.  Il comitato - continua la nota -  ringrazia quanto hanno con il loro sostegno contribuito a dare forza alle ragioni  della mobilitazione ed apprezza la  sensibilità con la quale il Consiglio regionale ha approvato le 2 mozioni che impegnano l'esecutivo  a revocare la D.G.R. n° 151 del 3 febbraio 2009.  Attendiamo ora che con sollecitudine la Pubblica Amministrazione e l' l'esecutivo procedano di conseguenza.

Paolo Paradiso

provinciamt@lunedi.it

 

Teresa Rella ha inviato un messaggio ai membri di NO!!ALLA CENTRALE A BIOMASSA A
TRICARICO (località acqua frisciana).

Oggetto: MANIFESTAZIONE CITTADINA 12 Gennaio 2010 alle ore 9.00

"MANIFESTAZIONE 12 Gennaio 2010 alle ore 9.00, in occasione dell'approvazione
del PIEAR, presso la Regione Basilicata, manifestazione organizzata dal Comitato
intercomunale “Uno si distrae al bivio†per dire NO alla CENTRALE A BIOMASSE da
realizzare in località “Piani Sottani “ approvata dall’Amministrazione
comunale di Tricarico. VI ASPETTIAMO

Manifestazione rinviata al giorno 21.12.2009 presso la Regione Basilicata per dire no alla realizzazione della centrale a biomassa di 14 MW nel territorio di Tricarico in contrada Piani Sottani

 

Oggetto: Manifestazione cittadina presso la Regione Basilicata per dire no alla realizzazione della centrale a biomassa di 14 MW nel territorio di Tricarico in contrada Piani Sottani
Priorità: Alta

A tutte le Associazioni di interesse comune, il Comitato intercomunale “Uno si distrae al Bivio”

 CHIEDE

l’adesione e partecipazione diretta alla Manifestazione che si terrà il giorno 15 Dicembre 2009 in Potenza in viale Vincenzo Verrastro dalle ore 9.00, in concomitanza della Seduta del Consiglio Regionale, visto che alcuni Consiglieri Regionali hanno proposto la discussione della autorizzazione della Giunta Regionale per la realizzazione di una Centrale a Biomassa di 14 MW nel territorio di Tricarico in contrada Piani Sottani.

Protestiamo contro l’autorizzazione della Giunta Regionale per la realizzazione di una Centrale a Biomassa di 14 MW, poiché la stessa produrrà solo effetti negativi su tutto il territorio: Tricarico, Grassano, Calciano, Grottole, San Chirico Nuovo, Tolve, Albano di Lucania, Campomaggiore, Garaguso ed altri paesi.

 Sicuri della Vostra partecipazione, si coglie l’occasione per un caro saluto.   

 

                                                                                                              Il Comitato Intercomunale “Uno si distrae al Bivio”

 

I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE

24/11/2009 13.27.23
[Basilicata]

  (ACR) - Si è riunito oggi il Consiglio regionale. Dopo una prima parte dedicata all’attività ispettiva, l’Assemblea ha iscritto all’ordine del giorno due mozioni riguardanti la costruzione di una Centrale a biomasse nel territorio del Comune di Tricarico. Con i due documenti, il primo a firma della consigliera Mastrosimone dell’Idv (16 votanti, 13 sì e 3 astenuti) e il secondo a firma dei consiglieri Di Lorenzo e Tisci di An-Pdl (16 votanti, 12 sì e 4 astenuti), “si impegna la Giunta regionale a sospendere la costruzione della centrale a biomasse, in attesa dell’approvazione del nuovo piano di indirizzo energetico ambientale regionale”.
La consigliera Mastrosimone sostiene che “la delibera di autorizzazione della Giunta alla società Clean Energy srl per la costruzione della centrale non offre sufficienti garanzie sulle possibilità di approvvigionamento del combustibile, sull’impatto che la centrale avrebbe sulla salute della popolazione e che contrasta con l’utilizzo agricolo e zootecnico dei territori interessati”.
Anche i consiglieri Tisci e Di Lorenzo evidenziano che “la centrale arrecherebbe gravi danni ambientali, oltre a pesanti ripercussioni sulle produzioni agricole e zootecniche in un territorio a spiccata vocazione agricola e forestale, con ripercussioni negative anche sul versante economico”.
Successivamente il consigliere Restaino (Pd) ha chiesto l’iscrizione all’ordine del giorno di una sua mozione riguardante il decreto legge sulla privatizzazione del servizio idrico. Nel documento si sottolinea che “il modello lucano di gestione del servizio risponde pienamente ai requisiti richiesti dalla normativa approvata dal Parlamento per cui si invita l'Autorità d'Ambito ad adoperarsi affinchè il modello riceva la debita conferma dalle autorità preposte". Con la mozione, inoltre, "si dà mandato alla Giunta regionale di adottare quanto nei propri poteri per scongiurare ogni ripercussione sul sistema lucano”.
Al momento della votazione per l’iscrizione è venuto meno il numero legale per cui la seduta è stata sciolta.

 

Alcune foto di Teresa Rella da "facebook"

La Gazzetta del Mezzogiorno il 15/11/2009.

 TRICARICO, IL POPOLO INSORGE!!!!!!

Si è tenuta oggi, al Bivio di Grassano- Tricarico- Calle, l’attesa manifestazione organizzata dal Comitato Intercomunale “Uno si distrae al bivio” contro l’ipotetica realizzazione di una centrale a biomasse da 14 Megawatt in località Piani Sottani di Tricarico (MT), proposta dalla società Clean Energy S.r.l. di Matera.

Alla manifestazione hanno aderito numerose Associazioni, Comitati, Politici, studenti e semplici cittadini, non solo del Comprensorio. I vari intervenuti  hanno abbondantemente chiarito le motivazioni del no da parte del Comitato all’ impianto, mettendo in evidenza i rischi e i pericoli.

Molte le promesse dei Consiglieri Regionali. Tante le preoccupazioni e i tentennamenti. Aspettiamo il giorno 24 Novembre, quando la Giunta Regionale sarà chiamata a votare la mozione di revoca della Delibera n. 151 del 03 Febbraio 2009 di autorizzazione della Centrale a biomasse in località Piani Sottani.

Nell’attesa, rà chiamata a votare una mozione per la revoca della Delibera di autorizzazione all’impianto della Centrale a biomassa. nell’attesa  il Comitato Intercomunale “Uno si distrae al bivio”, rappresentanza apartitica e apolitica, continua la raccolta firme per chiedere un incontro urgente con il Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo.

Un grazie particolare va a tutti coloro che sono intervenuti, ma in particolar modo al Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto, al Coordinamento di Rete Lucana (per info: retelucana@live.it ), al  Comitato No Oil di Potenza, al Comitato Cittadino contro la discarica di Genzano di Lucania e al sig. Loiudice, creatore del sito www.infogrottole.it, che hanno partecipato attivamente all’evento!

 

Tricarico (MT), 14 Novembre 2009

 

Teresa Rella   

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