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Nei tempi passati a Grottole molti erano i mestieri artigianali: Barbieri, Calzolai, Falegnami, Muratori, Sarti, fabbri (anche con funzione di maniscalco) ed infine i fornaciai per la lavorazione dell'argilla. A tutto oggi con l'esodo e l'abbandono dei terreni sono rimasti solamente: due barbieri, un falegname, alcuni muratori, calzolai nessuno.
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Infine gli oggetti stessi dopo essere stati essiccati al sole venivano
cotti in forni rudimentali (Fornaci) |
Deposito |
Lucerna:
usata quando non esisteva ancora la corrente elettrica.
Cuchm':
contenitore
d'acqua di
produzione locale sempre di terracotta con manici e a collo stretto. Usato
per contenere acqua, la quale si mantiene sempre fresca. Ha supplito per
decenni il frigorifero.
Scaldino.
Vaso di Domenico Porconi 1800-1880. La sua specialità era la
realizzazione di vasi molto particolari, destinati ad una clientela
aristocratica.
MICHELE DI LENA
Attualmente,
lo stesso mestiere è stato tramandato da Francesco Di Lena al figlio
Pasquale, protagonista ultimamente di molte mostre e con
enorme successo. Nella foto sopra indicata, numerosi oggetti tutti
in terracotta e lavorati artigianalmente.
Grottole
Vasaio Michele Di Lena
(autore delle ciarle).
La ciarla col segreto, in dialetto si
chiama "r(e)zzolu" (da orciolo). La ciarla col segreto è un recipiente
di forma elegante, di color marrone, verniciato, alto 28 centimetri, con un
fregio a "stella marina" applicato al collo. L'apertura superiore, larga
circa sei centimetri, è fittizia, cioè chiusa a una decina di centimetri
dall'orlo superiore, orlo che porta una raggera di otto bocchini, quasi come
altrettanto capezzoli. Il foro per l'introduzione dell'acqua da bere o del
vino, è sotto il piede del recipiente,che per essere riempito, quindi, viene
capovolto. Rimettendo la ciarla in posizione normale, il liquido non esce,
per un dispositivo interno a sifone. Il segreto stà nel fatto che da uno
solo degli otto bocchini si può bere, e anche da questo, non esce nulla se
il bevitore non sa che per far uscire il liquido deve poggiare il dito su
un forellino nascosto.
La ciarla con l'uccello, è un recipiente di terraglia non verniciato,alto 27 cm., di colore chiaro, con l'imboccatura a imbuto larga circa nove cm. A una decina di centimetri sotto il bordo, un diaframma di argilla con quattro fori è sormontato, al centro, da un uccellino plasmato con la stessa argilla:collo lungo, esile coda allargata,ali appuntite,aperte, lunghe ciascuna tre centimetri.. Il complesso del collo del recipiente con i fori e con l'uccelletto, fa si che, quando si versa il liquido contenutovi,si produce una specie di gorgolìo..Michele dice che quando si versa il vino l'uccelletto canta.. E' un canto forse simbolico, un canto che bisogna aiutare con un po di fantasia. (dal testo scritto da Pietro Parenzan "CRISTO NON SI E' fermato......)
Foto a sinistra lo scultore Lopergolo Nisio mentre realizza una scultura in legno, poi al tornio per la realizzazione di tanti oggetti artistici, naturalmente tutti lavorati con l'argilla artigianalmente. Infine a destra, una foto con una serie di oggetti già rifiniti.
Fornaciaio DI
LENA Michele foto a sinistra, foto a destra il fratello Francesco. Sono
rimasti famosi per la creatività nella lavorazione dell'argilla.
ARCH. NISIO LOPERGOLO
ARTIGIANI