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Artigianato 

Nei tempi passati a Grottole molti erano i mestieri artigianali: Barbieri, Calzolai, Falegnami, Muratori, Sarti, fabbri (anche con funzione di maniscalco) ed infine i fornaciai per la lavorazione dell'argilla. A tutto oggi con l'esodo e l'abbandono dei terreni sono rimasti solamente: due barbieri, un falegname, alcuni muratori, calzolai nessuno.

Locali nei quali si lavorava l'argilla,ora ammodernati e adibiti a depositi

Le foto  stanno ad indicare come il fornaciaio  Emanuele Rondinone iniziava a lavorare l'argilla, prima con i piedi,

 

  Poi al tornio per la rifinitura degli oggetti.

Infine gli oggetti stessi dopo essere stati essiccati al sole venivano  cotti in  forni rudimentali (Fornaci)  Deposito
Serie di piccole brocche Oliera: piccolo contenitore di terracotta  di olio che veniva usata per condire le minestre.

 

Zirr': grosso recipiente di terracotta  per conservare l'olio.

P-dal': contenitore d'acqua   Serie di pignate:  in terracotta di produzione locale dove venivano cotti tutti i tipi  di legumi. R-zzul' contenitore di vino 
  R-zzol': Recipiente di terracotta a bocca larga con manici usato per contenere acqua,di produzione locale Capa sed:  contenitore di olio,sempre in terracotta "panciuto con bocca larga e con manici, alto  circa 40 cm"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lucerna: usata quando non esisteva ancora la corrente elettrica.   Cuchm': contenitore d'acqua  di produzione locale  sempre di terracotta con manici e a collo stretto. Usato per contenere acqua, la quale  si mantiene sempre fresca. Ha supplito per decenni il frigorifero.

Scaldino. Vaso di Domenico Porconi 1800-1880.  La sua specialità era la realizzazione di vasi molto particolari, destinati ad una clientela aristocratica.  

Assucapan': asciugapanni, arnese fatto con stecche di legno incrociate per asciugare i panni su carboni accesi nel braciere.

Braciere: serviva per riscaldarsi e nel contempo serviva anche per l'assucapan' per asiugare i la biancheria.

   MICHELE DI LENA

  

 

 

 Attualmente, lo stesso mestiere è stato tramandato da Francesco Di Lena al figlio Pasquale, protagonista ultimamente  di molte mostre  e con enorme successo. Nella foto sopra indicata, numerosi oggetti tutti in terracotta e lavorati artigianalmente.

 

 

 

 

 

  Grottole   Vasaio  Michele Di Lena (autore delle ciarle).  La ciarla col segreto, in dialetto si chiama "r(e)zzolu" (da orciolo).  La ciarla col segreto è un recipiente di forma elegante, di color marrone, verniciato, alto 28 centimetri, con un fregio a "stella marina" applicato al collo. L'apertura superiore, larga circa sei centimetri, è fittizia, cioè chiusa a una decina di centimetri dall'orlo superiore, orlo che porta una raggera di otto bocchini, quasi come altrettanto capezzoli. Il foro per l'introduzione dell'acqua da bere o del vino, è sotto il piede del recipiente,che per essere riempito, quindi, viene capovolto. Rimettendo la ciarla in posizione normale, il liquido non esce, per un dispositivo interno a sifone. Il segreto stà nel fatto che da uno solo degli otto bocchini si può bere, e anche da questo, non esce nulla se il bevitore non sa che per far uscire il liquido deve poggiare il dito su un forellino nascosto.

La ciarla con l'uccello, è un recipiente di terraglia non verniciato,alto 27 cm., di colore chiaro, con l'imboccatura a imbuto larga circa nove cm. A una decina di centimetri sotto il bordo, un diaframma di argilla con quattro fori è sormontato, al centro, da un uccellino plasmato con la stessa argilla:collo lungo, esile coda allargata,ali appuntite,aperte, lunghe ciascuna tre centimetri.. Il complesso del collo del recipiente con i fori e con l'uccelletto, fa si che, quando si versa il liquido contenutovi,si produce una specie di gorgolìo..Michele dice che quando si versa il vino l'uccelletto canta.. E' un canto forse simbolico, un canto che bisogna aiutare con un po di fantasia. (dal testo scritto da Pietro Parenzan "CRISTO NON SI E' fermato......)

 

 

                                                              

Foto a sinistra  lo scultore Lopergolo Nisio mentre realizza una scultura in legno, poi al tornio per la realizzazione di tanti oggetti artistici, naturalmente tutti lavorati con l'argilla artigianalmente. Infine a destra, una foto con una serie di oggetti già rifiniti.

 

 

 

 

                            Fornaciaio DI LENA Michele foto a sinistra, foto a destra il fratello Francesco. Sono rimasti famosi per la creatività nella lavorazione dell'argilla.

 

 

 

               

 

 

ARCH. NISIO LOPERGOLO

 

 

 

 

 

ARTIGIANI

Calzolaio.  Vecchia macchina del calzolaio per la rifinitura e lucidatura delle scarpe.

Falegname.    Serie di troccole "usate tradizionalmente nella settimana Santa di Pasqua. Il suono era prodotto da una linguetta fatta scorrere intorno  ad una ruota dentata.

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