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                                                             COMUNE DI GROTTOLE

 Sito in  Viale Kenndy s.n. Cap. 75010 Grottole  (MT)  -  superficie 115,88 - abitanti al 31/12/2003 n. 2.589 - Altezza 481 metri sul livello del mare-centralino 0835758211.                    

                                                          INFORMAGIOVANI

 PIAZZA VITTORIA c/o BIBLIOTECA COMUNALE TEL.  0835758856 ORARIO ESTIVO: LUNEDI- MERCOLEDI-  VENERDI-   DALLE 17 ALLE 19- INVERNALE DALLE 0RE 16 ALLE ORE 18

                                                   E-MAIL: informagiovani3@virgilio .it

Prima foto a sinistra l'attuale casa comunale - seconda foto Municipio vecchio risalente probabilmente all'inizio del 900.

   Municipio ristrutturato

STEMMA DEL COMUNE: due grotte  e sopra di esse una torre merlata  con bandiera  infissa tra il primo e secondo piano; di lato  sull'altra grotta una quercia, che pareggia, anzi supera in altezza la torre. Grotte color roccia, torre color mattone, bandiera rossa e quercia verdeggiante

 

 ELEZIONI ANNO 2002 VINTE DAL CENTROSINISTRA PER GROTTOLE                   (Vai alle Elezioni Amm.ve 2007) Clicca qui

CONSIGLIO COMUNALE

MAGGIORANZA

DE VITO Angelo ( Sindaco)
DE GIACOMO Francesco (Vice Sindaco)

AVITABILE Salvatore (Consigliere)

BRUNO  Giovanni (Consigliere)

CAMMAROTA Donato (Assessore Attività Produttive)

 CARBONE Angelo (Consigliere)

 COLUCCI Rosaria (Assessore Tutela della salute e P.I. -Politiche Sociali)

 DISTEFANO Leonardo (Assessore Sport,Turismo e Cultura)

 FRESCURA Sandra (Consigliere)

GUERRIERI Pietrangelo (Assessore Agricoltura e Ambiente)

 LOPERGOLO Nisio (Assessore Urbanistica e Lavori Pubblici)

MELLONE Carla (Consigliere)

 

MINORANZA

LOPERGOLO Alessandro (Minoranza)
 * In data.........Dichiarazione..
GRILLI Domenico * V.(Minoranza)
LOPERGOLO Alessandro (Minoranza)

       MINORANZA

FIORE Nicola Maria (Minoranza)
ANTENORE Berardino (Minoranza)
CARBONE Angela Maria (Minoranza)

Carica

Nome e Cognome

Sindaco

Angelo De Vito

Vice Sindaco e Ass. Programmazione e Bilancio

Francesco De Giacomo

Ass. Urbanistica e Lavori Pubblici

Nisio Lopergolo

Ass. Sport. Turismo e Cultura

Leonardo di Stefano

Ass. Tutela della Salute, Pubblica Istruzione, Politiche Sociali

Rosaria Colucci

Ass. Agricoltura e Ambiente

Pietrangelo Guerrieri

Ass. Attività Produttive

Donato Cammarota

 

 

(Per altre informazioni  visita la pagina archivio)

   PRESENTAZIONE REGOLAMENTO URBANISTICO

         

                               

                                   DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 19 DEL 07/06/2004

 

COMUNE DI GROTTOLE

LEGGE REGIONALE 11 AGOSTO 1999 N.23

LEGGE REGIONALE 4 GENNAIO 2002 N.3

REGOLAMENTO URBANISTICO RELAZIONE

dott. ing. Angelo PEZZI

dott. arch. Donato ALLEGRETTI

dott. arch. Mariarosaria BIANCO

Il Comune di Grottole è dotato di Piano Regolatore Generale approvato con D.P.G.R. 29.07.1978 n. 1293 e da Regolamento Edilizio approvato con atto del C.T.A. n.8974 del 02.04.1969. L'Amministrazione Comunale adottò una revisione del P.R.G. con delibera di C.C. n. 132 del 31.12.1990 sulla quale la Regione, con delibera di Giunta n. 4910 del 13.07.92, formulò una serie di osservazioni in particolare connesse all'andamento demografico della popolazione e all'accoglimento di osservazioni che avevano prodotto modifiche nella parte sud occidentale dell'abitato . L'iter di approvazione dello strumento di pianificazione non si è mai concluso per cui, alla data attuale, l’esigenza di adeguare lo strumento urbanistico si è resa impellente per tutta una serie di motivazioni che nel seguito si riportano. Gli eventi sismici sin dal 1980 hanno interessato il territorio con frequenza periodica tanto da farlo classificare nella terza fascia (s = 6) delle zone classificate sismiche con l'imposizione della normativa di cui al Decreto del Ministero dei LL.PP. 16.01.96, le ipotesi di sviluppo economico mai verificatesi nel corso degli ultimi decenni tanto da vanificare conseguentemente la programmazione prefissata; la normativa urbanistica che finalmente con la propria legge regionale n. 23/99 ha preso atto della effettiva realtà territoriale ed economica della regione sino ad allora impossibilitata, per le sue peculiarità, ad essere governata da un testo unico nazionale, i successivi condoni edilizi che hanno regolarizzato situazioni di edilizia spontanea senza contestualmente porre ordine al tessuto infrastrutturale e lo spopolamento continuo delle aree interne sono state tutte concause che hanno indotto l’Amministrazione Comunale a rimettere mano e ricalibrare lo strumento urbanistico ora con il Regolamento Urbanistico e, in seconda battuta, dopo una opportuna fase di sperimentazione e di verifica, con uno strumento più completo e complesso quale il Piano Strutturale Comunale. Il Comune di Grottole, posto in collina sul crinale a cavallo fra la valle del Basento e quella del Bradano, ha risentito purtroppo delle contraddizioni che hanno caratterizzato le ipotesi di sviluppo delle aree interne bradaniche da una parte e dell'agglomerato industriale della valle del Basento dall'altra; emblematiche risultano le vicende sulla arteria bradanica, che avrebbe dovuto rappresentare già da trenta anni l'armatura infrastrutturale necessaria ancorché non sufficiente allo sviluppo delle aree interne attraversate ed ancora oggi incompleta, e sulla industrializzazione della valle del Basento, affidata all’ENI e alla chimica, che nulla hanno prodotto se non danni ancora oggi di difficile valutazione. Oggi il rafforzamento dell’armatura urbana di Grottole, come degli altri Comuni contermini, non può che fare riferimento alle sorti di Matera, capoluogo provinciale ma anche leader di un area murgiana, destinata, questa ultima, ad un ruolo di isolamento laddove prevalesse e si consolidasse il potenziamento del polo costiero dell'area metropolitana barese e di quelle dei grossi paesi del nord barese. Seppure ancora oggi in una fase non chiaramente delineata ma ormai prossima al suo assestamento il "Sistema Urbano Materano", quale polo di connessione fra i Comuni della propria Provincia e quelli contermini pugliesi, che riesce a contare oltre trecentomila abitanti, deve necessariamente offrire occasioni forti ai piccoli Comuni interni come Grottole per recuperare quei ruoli purtroppo mai trovati sia sul versante del Bradano che su quello del Basento, ruoli incoraggiati e sostenuti da una politica regionale indirizzata al ripopolamento delle arre interne. Il Sistema Urbano che vede Matera nel ruolo di laeder e dell’area murgiana e quale capoluogo di provincia, ha tre grosse opportunità di riferimento: il turismo, il polo del salotto e l’università.

Nel particolare, per quanto attiene la zona "A" (Centro Storico), della estensione di Ha 10.64.50, di pregio architettonico ed ambientale e meritevole, quindi, di salvaguardia, di restauro e risanamento conservativo, si è ritenuto, come si è detto, dover imporre trasformazioni ad attuazione diretta e indiretta tramite, per una parte, un piano attuativo di dettaglio onde regolamentare gli interventi in materia puntuale consentendo interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, demolizioni senza ricostruzione, interventi di ristrutturazione, di restauro e risanamento conservativo così come definiti dall'art. 3 del D.P.R. n. 380 /2001 e successivi aggiornamenti.Per quanto attiene le zone "B1" e "B2" di completamento, della estensione di circa dieci ettari, la disciplina degli interventi è stata così differenziata:- zona "B1": quasi del tutto satura, gli interventi consentiti sono quelli individuati dall’art. 3 del D.P.R. n. 380/01 come nella zona "A"; è possibile, inoltre, la realizzazione o il rifacimento di coperture a tetto, se compatibili con le norme delle zone sismiche, aventi falde con pendenze non superiori al 30% e con le sottostanti soffitte aventi al colmo altezze nette non superiori a ml. 2,65; - zona"B2": sono consentite alcune sopraelevazioni su edifici esistenti, sempre che compatibili con le norme delle zone sismiche, e nuove edificazioni su lotti liberi secondo le indicazioni delle tavole allegate.La zona "C" di espansione riguarda due insediamenti di edilizia economica e popolare normati dalle leggi n. 167/1962 e n. 865/1971 e in particolare:- zona "C 1": l’edificazione è regolata da una normativa pregressa che nel presente Regolamento si dà per integralmente riportata e operante;- zona"C2": zona di ricucitura nell’ambito della perimetrazione urbana, destinata ad edilizia pubblica (PEEP), in cui è consentita l'edificazione secondo quanto indicato nella tavola di dettaglio allegato

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Queste tre realtà opportunamente integrate con le potenzialità della costa jonica non possono non offrire occasioni di sviluppo ai paesi della sua cintura.

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In questo scenario in via di consolidamento, anche con la delocalizzazione di alcune industrie del nord est nell’area industriale de "La Martella", va inquadrata la rivisitazione del vigente strumento urbanistico subito, come si è detto, con il Regolamento Urbanistico e con il Regolamento Edilizio, dopo con il Piano Strutturale Comunale.

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La verifica dei siti sotto l’aspetto geologico, propedeutico alla revisione dello strumento urbanistico, il convincimento di rivedere e calibrare le norme tecniche di attuazione alla luce della normativa vigente nelle zone classificate sismiche, il processo di ristrutturazione urbanistica dell'intero Centro Storico e di parte della zona di completamento, il riordino del tessuto urbano derivante dalle sanatorie rilasciate ope legis dai condoni edilizi, inducono l'Amministrazione Comunale a redigere, ai sensi della leggi regionali n. 23 dell'11 agosto 1999 e n. 3 del 4 gennaio 2002, il Regolamento Urbanistico e quello Edilizio.

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Fra queste concause ovviamente costituisce priorità il recupero del Centro Storico; il risanamento igienico sanitario, l'eliminazione delle abitazioni improprie, il recupero e l'adeguamento alla normativa antisismica sono l'obiettivo prefissato che vede nella redazione del Regolamento Urbanistico il solo primo atto propedeutico alla redazione di successivi strumenti.

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Il Regolamento Urbanistico, secondo il dettato dell’art. 16 della richiamata legge n. 23/1999, ha provveduto a perimetrale e disciplinare gli insediamenti esistenti sul territorio comunale anche sulla scorta delle indagini geologiche svolte nel corso degli anni successivi alla redazione del vigente P.R.G. dagli Enti Pubblici preposti e, per ultimo, dallo studio puntuale predisposto dal dott. Michele Lupo che rappresenta presupposto essenziale alla redazione di questo strumento di pianificazione

zona "D" riguarda due insediamenti per attività produttive e in particolare:- zona "D1" riguardante un P.I.P., redatto secondo la normativa dell’art. n. 27 della legge n. 865/71, già approvato ed operante la cui normativa viene recepita integralmente e si dà per integralmente riportata;- zona "D2" riguardante un'area per insediamenti produttivi, già prevista nel vigente P.R.G. in fregio alla S.P. Matera – Irsina, semplicemente ampliata per esigenze produttive di imprese già insediate ed operanti nell'area; la razionalizzazione e il riordino dell’edificazione e della infrastrutturazione, con l'adozione dei relativi standards, sono subordinate alla redazione di un Piano Attuativo di Dettaglio. La zona classificata "E" (agricola) consente solo le trasformazioni finalizzate all’esercizio dell’attività produttiva e di commercializzazione agricola da parte dell’azienda. In particolare in tale zona sono ammesse trasformazioni fisiche e funzionali aventi carattere di manutenzione, conservazione, consolidamento statico, ristrutturazione nonché ampliamento delle costruzioni agricole esistenti ovvero nuove costruzioni.Gli ampliamenti e le nuove costruzioni dovranno rispettare le seguenti condizioni:- le costruzioni ad uso residenziale non potranno avere più di due piani fuori terra e l’altezza massima non potrà superare ml. 7,50; l’indice di fabbricabilità fondiaria non potrà superare 0,03 mc/mq.;- le costruzioni aventi destinazioni funzionali alla conduzione del fondo (stalle, depositi, fienili, ambienti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, ecc.) non potranno avere più di un piano fuori terra e la loro altezza massima non potrà superare ml. 7,50; l’indice di fabbricabilità fondiaria non potrà superare 0,07 mc/mq.La zona "F" (ambito per servizi di carattere generale) prevede che l’edificazione, se non già esistente venga regolata con Piani Attuativi di dettagli da farsi. Nelle zone destinate ad attrezzature pubbliche (verde urbano, viabilità,attrezzature sportive, pineta, parcheggi e zone di rispetto) sono ubicate attrezzature realizzate e gestite dalla pubblica Amministrazione ovvero da privati tramite puntuali convenzioni. Le stesse devono essere oggetto di specifici progetti redatti a norma delle leggi vigenti in materia di opere pubbliche (legge n. 109 /94 e successive) e, in quanto previsto, contenute nel piano triennale delle opere pubbliche.Nelle zone a vincolo speciale (zona cimiteriale, parco delle grotte,collina dei Cappuccini) gl'interventi, a carattere unico, sono puntualmente disciplinati dalle Norme Tecniche di Attuazione a cui si rimanda.

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